La deputata Lia Quartapelle sulla gestione dei profughi afghani: “Si prepari da subito un’accoglienza diffusa”

la responsabile Europa e affari internazionali della segreteria del Pd detta la linea con un post facebook: "Serve unità nazionale per accogliere degnamente questi rifugiati, evitando gli errori del 2014 e 2015. Non dobbiamo disperdere i semi di libertà, giustizia e democrazia seminati in questi venti anni"

Le immagini dall’aeroporto di Kabul hanno scosso la sensibilità di tutti. Le piste colme di persone spaventate, disperate, pronte a tutto per riuscire a salire su un aereo che li possa portare lontani dal terrore. Anche quando un posto non c’è, come testimoniano i video che riprendono le persone aggrappate alle ali del veicolo o stipate in gran numero nelle stive degli aerei militari. Ora tocca all’Europa e, più in generale, al mondo occidentale, accogliere uomini, donne e bambini in fuga dall’Afghanistan. Su questo tema  è intervenuta Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico :

“Sui profughi in arrivo dall’Afghanistan, facciamoci trovare pronti e uniti. La situazione afghana, conseguente al ritiro Nato dal Paese, presenta molteplici sfide di politica estera. La prima e più immediata riguarda l’accoglienza di chi sta arrivando in Italia con il ponte aereo. Fa un errore chi, magari per un calcolo elettorale di breve respiro, sovrappone questa emergenza alla quotidiana sfida di gestione dei migranti che arrivano via mare o attraverso la rotta balcanica. Qui si tratta di salvare e accogliere persone che ci hanno aiutato, persone che se oggi restassero in Afghanistan rischierebbe la proprio vita e quella delle loro famiglie. Si tratta di onorare la parola data”.

Così Quartapelle, responsabile di Europa e affari internazionali nella segreteria del Pd, in un post su Facebook, dove ha anche ricordato l‘impegno espresso dal premier Draghi “l’Italia non verrà meno a questo dovere morale”.

“Il governo italiano, insieme a quello degli altri paesi europei sta mettendo in salvo queste persone con un ponte aereo. Serve unità nazionale per accogliere degnamente questi rifugiati, evitando gli errori del 2014 e 2015. Si prepari da subito una accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le disponibilità dei sindaci, che sono tanti, da Bergamo a Milano, governate dal centrosinistra, a Treviso e Ferrara governate dalla Lega. Si organizzino piccoli progetti comune per comune, contando sull’esperienza di accoglienza del terzo settore e sulle disponibilità spontanee di solidarietà di tante cittadine e cittadini.”

Poi, una promessa e il racconto dell’iniziativa dem: “Come Partito democratico ci impegneremo per tutto questo, con i nostri sindaci, i nostri militanti e simpatizzanti. Speriamo che altre forze politiche si uniscano in questo sforzo. Continueremo anche a sostenere le organizzazioni ancora attive in Afghanistan, promuovendo una raccolta fondi che andrà destinata a Pangea onlus, Women for women international, Nove onlus, Croce rossa italiana ed Emergency, che resteranno a lavorare nel paese. Mostriamo il lato migliore dell’Italia. Dopo il fallimento morale dell’Occidente sancito dalla ritirata di Kabul, non possiamo mancare questo appuntamento. Lo dobbiamo fare anche perché la diaspora afghana continuerà a alimentare”.