La famiglia è il luogo dove si è felici, è il welfare privato dei cittadini e per il 63% degli italiani è fatta anche da persone dello stesso sesso

"Se ci concentriamo sulle famiglie omosessuali notiamo che il Paese è molto più avanti rispetto alle istituzioni o alle rappresentazioni"

Per Pascoli la famiglia era un’immagine: il nido del garrulo. Il poeta Vincenzo Cardarelli descriveva i genitori come i “due forti avversari che mi hanno generato”. Lo scrittore John Garland Pollard chiamava invece famiglia “il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più”. Oggi, dice il presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli: “la famiglia è soprattutto il luogo dove si è felici. Le risposte che ci danno i cittadini lo dicono: dopo aver affrontato un quadro sociale negativo, alla domanda Ma lei è felice? L’80% risponde sì. E le persone, dicono tutte le nostre ricerche, si dichiarano felici soprattutto se sono soddisfatte dei loro legami affettivi e familiari”.

Dai numeri, rappresentati nell’infografica, risulta dunque che per la maggioranza delle persone la famiglia è il luogo della felicità, “dove rispetto al passato si è ridotta fortemente la conflittualità a favore degli affetti, ma è anche una struttura che rappresenta il welfare privato degli individui. Per questi motivi – continua Pagnoncelli – alla famiglia bisogna prestare attenzione. Se 2 ragazzi su 3 tra i 18 e i 35 anni vivono ancora nella famiglia d’origine e sentono di essere sostenuti dalla propria famiglia significa che la stessa rappresenta soprattutto un guscio protettivo. Ma questo guscio”, dice citando i dati della ricerca condotta da Ipsos insieme all’Istituto Tognolo, “non deve isolare: le famiglie devono essere delle cellule della società e non delle monadi. Dobbiamo fare in modo di favorire i processi di autonomia dei ragazzi. Anche perché sempre quei 2 ragazzi su 3 che vivono ancora con i genitori dichiarano di auspicare a creare un nucleo familiare indipendente”.

 

Il presidente di Ipsos fornisce il quadro statistico, guardando alla maggioranza relativa: “Dai dati della ricerca Ipsos del 2019 emerge che per il 54% degli intervistati l’unione tra due persone dello stesso sesso, conviventi e con un legame affettivo, dovrebbe avere gli stessi diritti di una nata fra due persone di sesso diverso”. Una percentuale che a distanza di due anni cresce: “Nel 2021, continua Pagnoncelli, è il 63% degli italiani a pensare che le coppie delle stesso sesso dovrebbero avere il diritto di sposarsi legalmente. Un numero che nel 2013 si attestava al 48%“. Riguardo invece a alla possibilità per le coppie omosessuali di adottare: “Nel 2021 il 59% degli italiani si dichiara favorevole a questa possibilità (nel 2013 era il 42% ndr), contrapposto però a un 36% che si dichiara contrario”. Per concludere, chiosa Pagnoncelli: “Se ci concentriamo sulle famiglie omosessuali notiamo che il Paese è molto più avanti rispetto alle istituzioni o alle rappresentazioni”.