La favola di M’backè Sarr: “È arrivato il momento di dare un contributo alla mia patria”

L'uomo, oggi 51enne, arrivò nel 2000 in Italia e dovette fare di tutto per guadagnarsi da vivere: dal contadino all'operaio. Nel 2005, la svolta con l'assunzione in un golf club e la possibilità di creare società con cui aiutare i suoi connazionali. Il primo vero passo in politica prima della candidatura a presidente.

Mai smettere di sognare. Questo è il mantra di M’backè Sarr, 51enne senegalese che ormai da oltre vent’anni vive in Italia, nel piccolo Comune di Ponte San Pietro. “Ho trascorso la mia infanzia – ricorda M’backè – in un quartiere popolare del Senegal. Nel 2000 ho deciso di raggiungere mio fratello maggiore in Italia. Ho svolto vari lavori: raccoglitore di pomodori in Puglia, operaio in fabbrica e anche il portinaio in uno stabile di Bergamo”.

Oggi però Mbackè ha deciso che è arrivato il momento di “restituire qualcosa” al suo Paese, al quale è rimasto molto attaccato. Saar ha molte idee e proposte per migliorare la situazione in Senegal e per realizzarle ha deciso di correre per la presidenza del Paese. Una scelta maturata e comunicata al mondo in una data simbolica, il giorno del suo compleanno: “È arrivato il momento di dare un contributo alla mia patria. Il mio Paese ha grandi risorse e si merita molto di più di quello che ha oggi”.

Ma questo uomo aveva già fatto tanto per il Senegal. Nel 2005 arriva per lui la svolta: un posto di lavoro stabile presso un golf club, dove è rimasto per circa 16 anni “Ho anche frequentato la scuola nazionale di golf di Sutri della Federazione italiana” sottolinea pieno d’orgoglio.

La sicurezza economica data dal nuovo lavoro e le conoscenze all’interno del circolo hanno dato a M’backè la possibilità di continuare ad aiutare la sua gente: “ho creato società attraverso le quali ho potuto aiutare i miei connazionali e soprattutto offrire lavoro in regola per ottenere il permesso di soggiorno, conquista necessaria per restare in Italia”.

Tutta esperienza “politica” che gli ha fatto scegliere di candidarsi per la presidenza del suo Paese: “Questi vent’anni in Italia mi hanno fatto crescere molto, ma credo che i nostri giovani abbiano il diritto di poter restare e lavorare nel loro Paese d’origine, il Senegal appunto. Il mio popolo, la mia patria sono tutto per me e se non proviamo a migliorare la nostra situazione, nessun altro lo farà al nostro posto”.

Nei prossimi mesi Sarr metterà in piedi la sua campagna elettorale, per cui avrà bisogno dell’aiuto di tutte le persone che ha incontrato sul suo percorso e a gennaio volerà a Dakar per la prima assemblea con i  sostenitori: “Nel 2023 tornerò in Africa per l’avvio della campagna elettorale. Ho bisogno di tutti i non senegalesi, iniziando dagli italiani che mi hanno adottato”. Il primo punto del suo programma? “Fondamentale sarà la lotta alla corruzione che inquina ogni attività politica ed economica del mio Paese d’origine”. M’backè ha le idee molto chiare e noi non possiamo far altro che augurargli di scrivere questa favola e di coronare il suo sogno: aiutare il Senegal.