La Federcalcio inglese sostituisce due dei tre leoni dello stemma con un cucciolo e una femmina

Il nuovo simbolo non sarà utilizzato sulle maglie delle Nazionali maggiori, ma nelle iniziative di New England Football

Tre leoni adulti maschi? Politicamente scorretto. E la Football Association, la Federcalcio inglese, madre e depositaria delle tradizioni del pallone, ha pensato di ritoccare lo stemma della Federazione appunto definita “dei tre leoni”, sostituendo due dei tre esemplari stilizzati con uno in scala più piccola e uno con la criniera meno folta: ossia con l’immagine di un cucciolo e di una femmina.  Si è diffusa l’ipotesi che i giocatori inglesi sarebbero scesi in campo avendo sul petto non più tre bellicosi felini, simbolo di aggressività e dominio (sono pur sempre i re della foresta e come tali evocativi dell’imperialismo britannico), ma una ben più pacifica e tranquilla famigliola. Che ben si attaglia alla maturata “diversità nel calcio”, aperto (da sempre) ai giovani e ora e definitivamente anche alle donne.

A sinistra il tradizionale logo con i tre leoni stilizzati. A destra, in colore rosso: al centro sopravvive l’esemplare maschio adulto, sopra è inserita l’immagine di un cucciolo e sotto quella della leonessa

Ragioni di cuore e di portafoglio 

Apriti cielo. I tifosi non hanno accolto con entusiasmo l’innovazione, definita sui social “complete nonsense”, C’è chi chiede chi mai si sarebbe sentito offeso per un leone. Prima che fosse chiaro che il marchio non andrà a mutare le divise delle due prime squadre nazionali (le seniores maschile e femminile) c’era chi, malignamente, nell’era del merchandise assurto a principale fonte di  reddito dei club calcistici, si è chiesto se non si tratti di un espediente per rendere improvvisamente obsolete le maglie della Nazionale. In tifosi sarebbero così indotti ad acquistare l’ultimo modello, proprio alla vigilia dei campionati europei, che  riammetteranno il pubblico sugli spalti.  Va detto che in Inghilterra, molto più che in Italia, si usa recarsi allo stadio indossando la maglietta della propria squadra, considerata una sorta di “seconda pelle”. Del resto fin dall’antichità, per darsi forza e importanza, re e condottieri si sono bardati con le pelli degli animali più forti. Quasi sempre – e guarda caso – leoni. Insomma, con il ritocco dello stemma la Nazionale emulerebbe le squadre di club che – per autofinanziarsi – cambiano colori e modelli delle divise alla velocità della luce.

La Federcalcio: “Aumenterà l’entusiasmo”

I vertici della Football Association puntano sull’inclusività innescata dal nuovo stemma  e sono certi che l’inno al progresso elevato con il simbolo porterà nuovi fan al calcio. E a chi immagina la violazione della tradizione o addirittura una speculazione commerciale replicano che le squadre maschili e femminili seniores “continueranno a indossare il tradizionale stemma dei Tre Leoni, come hanno fatto dalla prima partita internazionale in assoluto nel 1872”.

Il cucciolo, il leone e la leonessa si uniscono invece per formare lo stemma del “New England Football” senza confini, iniziativa di recente conio, rivolta “a rappresentare tutti a tutti i livelli del calcio, nell’intero Paese”.