La foto simbolo di Kiev, un muro di libri contro le bombe. L’autore: “L’ho scattata mentre andavo al supermercato”

Lev Shevchenko, 32 anni, racconta a Luce! cosa stava facendo quando ha visto quella finestra e cosa vuol dire vivere oggi nella capitale ucraina: "Stavo andando a fare la spesa quando ho visto il muro di libri. Se me ne andrò da Kiev? No, questa è casa mia"

Il muro di libri contro le bombe a Kiev (Foto concessa da Lev Shevchenko)

“Quella foto l’ho scattata io mentre andavo al supermercato”. Lev Shevchenko è un geometra, ha 32 anni e abita a Kiev. Giovedì 3 marzo, mentre a Brest in Bielorussia si tengono i negoziati tra la delegazione ucraina e quella russa, Lev esce di casa per andare a fare la spesa. Mentre si incammina nel quartiere Voskresenska della capitale, vede un appartamento in via Dashkevycha con qualcosa di insolito, ma forse non troppo in tempo di guerra. Un muro di libri era stato eretto dietro a una finestra per proteggere la casa dalle bombe e dai missili russi.

Lev Shevchenko, 32 anni, ha scattato la foto del muro di libri contro le bombe a Kiev (Foto concessa da Lev Shevchenko)

Lev, quella non è casa sua come molti hanno scritto? 

“No, non è la mia casa. Non so di chi sia. Fa parte di un blocco residenziale costruito intorno agli anni Sessanta nel quartiere Voskresenska, in via Dashkevycha”.

Cosa stava facendo quando ha scattato quella foto?

“Stavo andando a fare la spesa al supermercato”.

Quindi qualcuno ha messo i libri alla finestra per difendersi dalle bombe? 

“Penso di sì”.

Com’è la situazione a Kiev? 

“Ci sono ancora milioni di persone qui a Kiev. Decine di migliaia di civili si sono uniti alla resistenza. L’esercito russo non è entrato a Kiev, la contraerea ucraina sta funzionando in modo eccellente. Probabilmente i missili e molti aerei russi sono stati danneggiati. Noi qui abbiamo ancora cibo nei supermercati, acqua calda, e Internet funziona. Non c’è carenza di beni di prima necessità”.

Mentre Lev continua a raccontare, mi invia uno screenshot di tutti gli allarmi antiaerei ricevuti come notifica sul telefono sabato 5 marzo:

Gli allarmi antiaerei che Lev Shevchenko ha ricevuto sul cellulare sabato 5 marzo

L’esercito russo non sta riuscendo facilmente a entrare a Kiev. 

“Sì, l’esercito russo sta fallendo. Ci sono scontri in periferia, a Buča, Hostomel e a Irpin’, città a 20-30 chilometri a sud-ovest di Kiev. Da lì stanno partendo molti autobus per evacuare la popolazione.

Autobus allestiti per l’evacuazione della popolazione dalle città di Buča, Hostomel e Irpin’ (Foto concessa da Lev Shevchenko)

Le bombe russe hanno colpito il suo quartiere? 

“Il mio quartiere al momento è al sicuro, non ci sono stati bombardamenti”.

La sua famiglia e i suoi amici sono ancora a Kiev? 

“La maggior parte sì. Solo quelli con figli piccoli hanno lasciato la città e sono andati o in Polonia o a ovest in Ucraina”.

Ha notizie di loro? 

“Sì, stanno bene. Alcuni sono già arrivati a Breslavia, altri a Varsavia. Come ci dice Zelensky, ora possiamo raggiungere abbastanza facilmente la Polonia perché la frontiera è aperta”.

Un palazzo di Kiev bombardato dall’esercito russo (Foto tratta dal profilo Instagram di Lev Shevchenko)

Ha fiducia nel presidente Volodymyr Zelensky? 

“Molta. Il 90% del mondo ci sostiene”.

Se l’esercito russo dovesse entrare a Kiev si unirà alla resistenza? 

“Sì probabilmente”.

Come pensa finirà tutto? 

“Non lo so. Spero solo che finisca presto. Le sanzioni occidentali sono efficaci, ma abbiamo bisogno della chiusura dello spazio aereo per fermare le bombe e i missili”.

Resterà a Kiev o ha intenzione di partire? 

“Kiev è casa mia. Rimango qui”.