La lettera del Papa a padre Martin, difensore dei diritti LGBT: “Il cuore di Dio è aperto a tutti”

Una missiva in spagnolo in cui il Pontefice esprime la propria vicinanza al gesuita James Martin, a supporto dei cattolici Lgbtqia+: "Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte"

Da una parte la polemica tra Santa Sede e Parlamento italiano sul DDL Zan. Dall’altra una lettera che Papa Francesco ha inviato a padre James Martin, prete gesuita noto per le sue posizioni di sostegno nei confronti della comunità Lgbtq+. Che sconvolge non poco l’opinione pubblica e lo stesso clero, schieratosi nuovamente su posizioni di quasi assoluta chiusura nei confronti di queste persone.

Una breve missiva in spagnolo, che porta la data del 21 giugno scorso, ma è stata stata pubblicata dallo stesso sacerdote su Twitter in occasione del webinar Outreach Lgbtq Catholic Ministry, che si è tenuto sabato 26 giugno. “Prego per i tuoi fedeli, i tuoi ‘parrocchiani’, tutti coloro che il Signore ha posto accanto a te perché tu ti prenda cura di loro, li protegga e li faccia crescere nell’amore di nostro Signore Gesù Cristo”, scrive Bergoglio in quella che sembra, in tutto e per tutto, una correzione di rotta dopo la nota diplomatica del Vaticano sul disegno di legge contro l’omotransfobia.

Dio si avvicina con amore ad ognuno dei suoi figli, a tutti e ad ognuno di loro – scrive ancora il Pontefice – Il suo cuore è aperto a tutti e a ciascuno”. E aggiunge: “Lo stile di Dio ha tre tratti: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è il modo in cui si avvicina a ciascuno di noi. Pensando al tuo lavoro pastorale, vedo che cerchi continuamente di imitare questo stile di Dio. Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte. Prego per te affinché tu possa continuare in questo modo, essendo vicino, compassionevole e con molta tenerezza”.

Un messaggio, quello di Papa Francesco, in cui esprime tutta la sua comprensione e il suo appoggio a Martin, ringraziandolo per la sua attività che porta avanti con la “capacità di essere vicino alle persone con quella vicinanza che aveva Gesù e che riflette la vicinanza di Dio”. Il reverendo, sempre su Twitter, ha espresso a sua volta parole di gratitudine verso il Santo Padre: “Il bellissimo messaggio del Santo Padre è un incoraggiamento e un’ispirazione per tutti coloro che prestano servizio ai cattolici LGBTQ nella nostra chiesa. Inoltre, ricorda alle stesse persone LGBTQ che Dio le ama con, nelle parole del Papa, “vicinanza, compassione e tenerezza”. Papa Francesco comprende anche quanto sia importante raggiungere tutti coloro che sono ai margini – conclude il gesuita – proprio come fece Gesù durante il suo ministero pubblico”.

Insomma quella di Francesco, ancora una volta, sembra essere un’uscita dai canoni ufficiali del Vaticano in materia di diritti umani, con un’apertura verso chi, invece, rimane spesso ancora fuori dalle porte della Chiesa Cattolica.