La Libertà che guida il popolo: da un quadro sui valori della Rivoluzione Francese all’invasione di campo per i diritti LGBTQ+

L'invasione di campo del tifoso tedesco "armato" di bandiera arcobaleno ha ricordato il quadro “La Libertà che guida il popolo” di Eugene Delacroix. Dalla Rivoluzione Francese alle battaglie per i diritti LGBTQ+, un nuovo simbolo per il cambiamento

La polemica a distanza che negli ultimi giorni ha coinvolto Germania, Ungheria e Uefa si tinge di un nuovo capitolo arcobaleno. Dopo che l’Uefa ha respinto la proposta dei cittadini di Monaco di Baviera di tingere lo stadio del Bayern Monaco con i colori della bandiera arcobaleno, le risposte della comunità LGBTQ+,  del governo tedesco e di altri grandi club europei non si è fatta attendere. 

Immediata la reazione di Juventus, Barcellona e Chelsea che hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla causa inondando le rispettive pagine social di “rainbow”. Se il club inglese e quello spagnolo hanno deciso di poggiare il loro stemma su un letto arcobaleno, la Juventus ha voluto fare ancora di più tinteggiando la J ,che da qualche anno appare sulla divisa dei bianconeri, di rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola. Inoltre, il post della società torinese in cui si celebrava il Pride Month era accompagnato dalla frase: “tutti amano il calcio” 

Ma i messaggi più forti sono arrivati prima della partita tra Germania e Ungheria. Davanti ai cancelli dell’Allianz Arena infatti, diversi volontari muniti di gilet con il logo “rainbow to go” hanno distribuito agli spettatori bandiere, fasce e spille a tema LGBTQ+ per colorare gli spalti di arcobaleno e portare avanti la loro protesta pacifica.

 Il punto più alto però è stato toccato pochi istanti prima dell’inizio del match, durante l’esecuzione dell’inno nazionale magiaro, quando un attivista LGBTQ+ è riuscito a eludere i controlli di sicurezze e ha fatto ingresso nel rettangolo di gioco sventolando una grande “Pride flag”. L’invasione dell’uomo si è spinta fin quasi a centrocampo, dove le due squadre erano schierate per gli inni. 

Una corsa con la bandiera in mano che per tanti versi ricorda il quadro “La Libertà che guida il popolo” di Eugene Delacroix: un’opera che richiama i valori della Rivoluzione francese del 1798 in cui Marianne, rappresentazione allegorica del popolo transalpino, in una mano brandisce la bandiera della Francia e nell’altra una baionetta. Secondo il critico d’arte Argan la tela è intrisa di contenuti altamente simbolici tesi alla celebrazione della libertà e della centralità del popolo nella costruzione del destino di una nazione. Nella sua posa Marianne esorta i suoi compatrioti a seguirla e a ribellarsi contro la politica di Carlo X. Così, ieri sera, l’uomo con la bandiera arcobaleno richiamava l’attenzione dei cittadini di tutto il mondo per ribellarsi alle politiche omofobe messe in atto da Orban. 

L’Ungheria fino a 5 minuti dalla fine della partita era in vantaggio, ottenendo così un posto agli ottavi a scapito proprio dei tedeschi. Ma alla fine la Germania è riuscita a conquistare la qualificazione grazie al gol di Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco nonchè attivista LGBTQ+ e antifascista. Dopo aver segnato la rete che ha regalato il passaggio del turno ai suoi, Leon è corso sotto la gradinata che ospitava i tifosi ungheresi dedicandogli un cuore, come simbolo di amore universale di tutti e per tutti. Perché, come diceva Virgilio, “Omnia vincit amor”.