La mano bionica di Valentina Pitzalis, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne

Si tratta dell'arto sinistro, che la donna ha perso nell'aggressione subita 10 anni fa quando suo marito tentò di bruciarla viva. La protesi, di ultima generazione, le è stata consegnata dall'Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino

Era stata sfigurata dal marito nel 2011, quando l’uomo le aveva gettato addosso della benzina e aveva appiccato il fuoco. Oggi però Valentina Pitzalis ha una mano bionica di nuova generazione, Nexus, che le permetterà d’ora in poi di muovere le dita e sollevare pesi. La protesi le è stata consegnata giovedì 16 dicembre all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino, leader nazionale del settore, che ha applicato per la prima volta in Italia il progetto dell’arto realizzato nel Regno Unito.

Nexus

Valentina Pitzalis con indosso Nexus (ANSA/TINO ROMANO)

“La tecnologia di Nexus segna un passaggio epocale rispetto alle protesi precedenti – spiega il direttore dell’Officina, Roberto Ariagno – si applica facilmente, è personalizzata e si articola leggendo, tramite sensori, i movimenti muscolari dell’avambraccio”. La straordinaria mano si infila come un guanto, senza necessità di alcun intervento di chirurgia, e ha 14 posizioni rese possibili da un micropulsante azionato dal paziente. Coloratissima e grintosa, proprio come chi la indosserà, la nuova mano bionica di Pitzalis sembra già essere una sua naturale estensione, come se fosse nata con lei. Valentina, nata a Cagliari e cresciuta a Carbonia, è la prima persona in Italia a poter utilizzare questa particolare tecnologia, che, aggiunge il professor Ariagno “spero possa aiutarla nella sua quotidianità”. A distanza di dieci anni dalla tragedia subita, nella quale ha perso la mano oltre ad essere stata gravemente ferita su gran parte del corpo, la donna potrà così riacquisire molte funzionalità dell’arto sinistro.

Alla conferenza stampa era presente anche Riccardo Perdomi, Presidente dell’Associazione “Fare x Bene”, che in questi anni ha affiancato e sostenuto Valentina nel suo percorso di rinascita. “Sono felicissima e molto emozionata. Per me è un sogno che finalmente si avvera“, ha dichiarato la 38enne, che, grazie a Nexus, ha grandi aspettative per il futuro, anche se prima di tutto dovrà affrontare un periodo di allenamento per arrivare a sfruttare al meglio le potenzialità della mano. Il cui costo è stato coperto in parte dalla ASL di Carbonia e in parte grazie a una raccolta fondi realizzata ben nove anni fa da Fondazione Doppia Difesa. “Dopo 10 anni, ho di nuovo la mano sinistra e non vedo l’ora di imparare ad usarla al meglio. Ringrazio la mia famiglia, le persone a me care, le associazioni che mi hanno permesso di percorrere la strada, spesso in salita, per arrivare fino a qui – ha aggiunto con un sorriso Pitzalis –. Ancora ho molto da fare e realizzare, ma ora posso dire di essere una vera Wonder Woman!“.

Valentina Pitzalis (ANSA/TINO ROMANO)

Da anni impegnata nelle scuole italiane per sensibilizzare i ragazzi sul tema della violenza di genere, non ha perso occasione per richiamare l’attenzione sull’argomento, rivolgendo un pensiero proprio alle donne: “Sono qui per dire a tutte loro che con la forza e il coraggio ce la possiamo fare a cambiare il mondo e noi stesse, perché nulla del genere accada più a nessuna. Oggi per me è una giornata fantastica e se son o arrivata fino a qui è grazie a tutte le persone, e sono tante, che da dieci anni mi aiutano. È importate che le donne non siano mai lasciate sole. Se qualcuno mi avesse spiegato certe cose prima, forse non sarei mai arrivata a patire tutto questo”.

Infine Valentina non ha risparmiato una critica al Sistema Sanitario Nazionale: “Non è giusto che tutti i disabili, o comunque tutte le persone che hanno subito un’amputazione per via di un incidente o qualcos’altro come nel mio caso, debbano essere legati o dover rinunciare a un ausilio così importante per la vita perché i prezzi sono proibitivi e perché nessuno aggiorna questo tariffario. Io, se non avessi avuto la raccolta fondi, non mi sarei mai potuta permettere una cosa del genere. E trovo questo veramente ingiusto“, ha concluso.