“La nostra è la prima storia di un padre e un figlio omosessuali. La sessualità è una cosa tranquilla”

Franco e Joshua Prezioso sono padre e figlio ed entrambi sono omosessuali. Una scoperta graduale, una rivoluzione, una storia comune che hanno voluto raccontare attraverso un visual podcast che sta spopolando in tutto il mondo

C’è ancora chi la considera una malattia, chi crede che sia una cosa genetiche, che avere genitori dello stesso sesso provochi la stessa ‘condizione’ di riflesso, chi pensa che una persona omosessuale nemmeno dovrebbe averli, i figli. Ma questa è un’altra storia. È la storia di Joshua – Josh- e di suo padre Franco Prezioso. Lui è omosessuale, suo papà anche. E attraverso il visual podcast “Josh&Franco” ce la raccontano, la loro incredibile vicenda.

“La mia è una storia traumatica – precisa Josh, 28 anni, specializzato in economia e legislazione dei Beni culturali, laureato ad Harvard, professore e ricercatore – ma ha un finale nel segno della realizzazione. Questa è la prima storia di un padre e un figlio omosessuali, abbiamo la necessità di raccontarla per dimostrare che la sessualità è una cosa tranquilla“.

Realizzato da The European Podcast e Are We Europe, è ambientato ad Ostuni, la città bianca, loro borgo natio. Una cittadina piccola, del sud Italia, negli anni Novanta. Tutto parte da lì. Quando ancora il turismo non erano quello di oggi, la vita era semplice e la gente si conosceva tutta. Franco, tornato all’epoca dalla Germania, sapeva le lingue e aveva un ristorante, o meglio, un luogo dove incontrarsi – come scopre ben presto il figlio -, la “Locanda dei sette peccati”. Un imprenditore fuori dalle righe in un ambiente ancora piuttosto conservatore, che serviva panini a forma di pene e che diventa presto famoso quale icona gay e bisex.

Ma quel piccolo borgo meridionale e tradizionale, si dimostra cittadina aperta a quella ‘diversità’ che ancora oggi, altrove, spaventa. “Ostuni ci ha abbracciato, ci siamo sentiti inclusi” raccontano i due nel podcast animato, che si struttura come un lungo scambio telefonico a distanza. Tutto parte dal matrimonio dei genitori di Josh, voluto per il forte desiderio del padre di mettere in piedi una famiglia ed avere dei bambini. Poi il racconto prosegue attraverso la voce narrante del figlio che, come in una graduale presa di coscienza della propria identità, ricorda alcuni dei momenti salienti della propria crescita, della propria esperienza di vita, fino alla scoperta della propria omosessualità. Non certo una cosa facile da affrontare. Si tratta insomma di una riflessione audio visiva sui pregiudizi, sulle barriere sociali che sono stati costretti a superare, sui timori e sulle incomprensioni reciproche. Ma, soprattutto, sull’importanza di affrontare con sincerità la propria sessualità.

Non aspettatevi risposte definitive o formule magiche: il loro intento era di condividere la propria esperienza ponendo però le domande giuste.