La nuotatrice nello stagno rosso sangue: “Swimming Through” a Vilnius contro la guerra ucraina

Rūta Meilutytė, 25 anni, attraversa lo specchio d'acqua colorato davanti all'ambasciata russa nella capitale della Lituania. La performance "è una chiamata ad agire a sostegno del popolo ucraino che sta affrontando il genocidio commesso dalla Russia"

Uno stagno rosso sangue, una ragazza ci nuota dentro, attraversandolo come un insetto posato su una ferita aperta. Un’immagine cruda. Una scena che è un pugno nello stomaco di chi la osserva. Un’immagine necessaria per non far chiudere gli occhi, per non far distogliere lo sguardo di fronte a qualcosa di insensato come una guerra che ha già mietuto migliaia di vittime. L’arte contro la guerra. Ancora e sempre. L’ex campionessa olimpica di nuoto Rūta Meilutytė, bracciata dopo bracciata, percorre la distanza tra le sponde del piccolo specchio d’acqua di fronte all’ambasciata russa a Vilnius, in Lituania, in segno di protesta. “È importante non diventare insensibili alle orribili immagini delle uccisioni di massa degli ucraini e al loro dolore. Gli orrori, apparentemente senza fine, imposti dalla Russia alla terra ucraina non devono diventare la norma”, scrive su Twitter l’atleta lituana.

Swimming Through

Acque ‘insanguinate’, colorate temporaneamente con una tintura ecologica, che rappresentano i presunti crimini di guerra commessi dalle truppe russe contro gli ucraini. Come i fiumi di sangue che sono scorsi in questo primo mese e mezzo di conflitto, come quelli che, negli ultimi giorni hanno macchiato per sempre le strade di Bucha. Davanti all’ambasciata russa nella capitale lituana Vilnius va in scena la performance Swimming Through. Nuotare per invitare a combattere, per resistere alla stanchezza, alla disperazione, per trovare la forza di attraversare quel lago di sangue che è ormai l’Ucraina. Un gruppo di artisti, tra cui Neringa Rekasiute che ha diffuso sui suoi social le immagini dello spettacolo, ha scelto di prendere una posizione forte di condanna ma anche di resistenza di fronte alle atrocità che sarebbero state compiute.

“Putin the Hague is waiting for you” (Putin l’Aia ti sta aspettando) si legge sulla strada che divide i due specchi d’acqua a Vilnius. Il riferimento è alla Corte penale internazionale nei Paesi Bassi, deputata a giudicare i crimini di guerra (Facebook/Neringa Rekasiute)

Non rimanere neutrali di fronte alla guerra

Questo il messaggio che gli organizzatori dello spettacolo hanno diffuso attraverso i loro social:

“La performance “Swimming Through” è una chiamata ad agire a sostegno del popolo ucraino che sta affrontando il genocidio commesso dalla Russia. 
È un appello a non rimanere neutrali di fronte alla guerra. Un appello a prendere parte attiva nel proteggere le vite, la libertà e la democrazia del popolo ucraino che viene torturato, stuprato e ucciso dalla Russia.
È importante non diventare insensibili di fronte alle orribili immagini delle uccisioni di massa degli ucraini e al loro dolore. Gli orrori apparentemente senza fine imposti dalla Russia alla terra ucraina non devono diventare la norma”.

Lituania-stagno-ambasciata russa

Lo stagno ‘insanguinato’ davanti all’ambasciata russa a Vilnius (Lituania). Con la performance il gruppo di artisti invita tutti i cittadini e i governi europei soprattutto a non rimanere neutrali di fronte ai presunti crimini di guerra commessi dai russi in Ucraina (Facebook/Neringa Rekasiute)

Non manca la stoccata verso gli Stati europei e non solo – l’arte, come accade da millenni, si fa critica dello stesso potere che ‘serve’ – verso chi governa e ha scelto di rispondere alle armi con le sanzioni economiche, senza scendere in campo, appellandosi alla pace ma fornendo mitra.

“Con Paesi come la Germania che non si fanno avanti e impongono sanzioni adeguate all’aggressore – scegliendo il denaro invece delle persone, è difficile rimanere speranzosi. Perciò è cruciale che noi continuiamo ad agire – diffondendo informazioni veritiere, facendo volontariato, protestando, donando, e facendo pressione sui nostri governi affinché agiscano“.

Chi è Rūta Meilutytė

Rūta Meilutytė, 25 anni, è stata campionessa olimpica nei 100 rana ai Giochi di Londra 2012 e detiene ancora il record mondiale della distanza

Rūta Meilutytė, 25 anni, è un’ex nuotatrice olimpionica, specializzata nella rana veloce. Ritiratasi nel 2019, era stata oro a soli 15 anni nel 100 rana ai Giochi di Londra 2012, diventando la seconda atleta lituana a vincere un oro olimpico dopo quello ottenuto a Sidney 2000 dalla tiratrice a volo, Daina Gudzinevičiūtė. Nata a Kaunas (Lituania) il 19 marzo 1997, Rūta ha perso la madre quando aveva appena 4 anni a causa di un incidente automobilistico: i ricordi della mamma sono vaghi, ma i familiari rivedono molto della donna nella figlia, soprattutto nelle caratteristiche fisiche della nuotatrice. Ha iniziato a nuotare all’età di 7 anni, a 13 si è trasferita con il padre e i fratelli dalla sua città natale a Plymouth, nel Regno Unito. Da quel momento Ruta è stata allenata da Jon Rudd, che l’ha portata a diventare la ranista più veloce al mondo nei 50 e 100 rana in vasca lunga (anche se il record nella distanza più breve è stato battuto nel 2021 dall’italiana Benedetta Pilato) e nei 100m in vasca da 25 metri (record ancora imbattuto).

Rūta Meilutytė e la rivale russa Yuljia Efimova, più volte condannata per doping, contro cui la lituana si è scagliata pubblicamente in passato

A soli 22 anni ha annunciato il ritiro, tornando però recentemente in gara in alcune competizioni nazionali. Da sempre accesa sostenitrice dello sport pulito, non è la prima volta che Meilutytė ‘se la prende’ con la Russia: in passato ha più volte attaccato pubblicamente la nuotatrice e rivale russa Julija Efimova, pluri-condannata per doping. Per questo anche in questa occasione non ha esitato a scendere in acqua, anche se non in piscina ma in un contesto ben diverso, per protestare contro ingiustizie ben diverse e ben più gravi, mentre dal suo account Twitter, fin dall’avvio dell’invasione russa, cerca di dare sostegno ai cittadini ucraini attraverso appelli e condivisione di siti dove poter donare.

L’arte contro la guerra

In queste settimane di guerra il mondo dell’arte si è mobilitato in molti modi per chiedere il cessate il fuoco, la pace immediata, la fine di una vera e propria carneficina. La performance della 25enne Meilutytė a Vilnius somiglia ad un altro episodio simile, che vuole anch’esso richiamare l’idea del sangue che purtroppo continua a scorrere in Ucraina a causa della guerra. Lo ‘spettacolo’ in questione è quello avvenuto  in piazza a San Pietroburgo a fine marzo, quando l’artista russa Yevgenia Isayeva ha messo in scena la sua protesta contro l’invasione delle truppe del Cremlino nel Paese vicino. Sui gradini  esterni dell’assemblea municipale della città la giovane, coperta da un telo bianco fino ai piedi, ha ripetuto gridando più volte “Il mio cuore sanguina” mostrando appunto il suo copro, il viso e le mani coperti di vernice rossa a richiamare il colore del sangue. Isayeva, com’era da aspettarsi, è stata portata via dalla polizia russa. Cosa che invece non è accaduta ovviamente in Lituania nel caso di Swimming Through, dove il governo anzi per dimostrare la propria contrarietà alla guerra ha deciso di espellere il diplomatico russo dal Paese baltico e di fermare le importazioni energetiche da Mosca.