La “ragazza afghana” di McCurry è stata salvata. Fuggita dai talebani è adesso a Roma

L'appello di Sharbat Gula è stato accolto dal governo italiano, che ne ha organizzato l'espatrio e il trasferimento "nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del governo per la loro accoglienza e integrazione"

La ragazza, oggi donna, protagonista di una delle foto più celebri del secolo scorso è salva. Sharbat Gula, 48 anni e madre di quattro figli, dopo la salita al potere dei Tabelani aveva lanciato un appello per scappare dall’Afghanistan e trovare rifugio in altri stati. Una richiesta che il governo italiano ha deciso di non ignorare, occupandosi del suo trasferimento: “È giunta a Roma la cittadina afghana Sharbat Gula – informa in una nota la presidenza del consiglio dei ministri il 25 novembre – Nel 1985, grazie alla fotografia di Steve McCurry, che l’anno precedente l’aveva ritratta giovanissima in un campo profughi di Peshawar per la copertina del National Geographic Magazine, Gula acquisì notorietà planetaria, sino a simboleggiare le vicissitudini e i conflitti della fase storica che l’Afghanistan e il suo popolo stavano attraversando”. E così, dopo essere venuto a conoscenza delle richieste della donna dalle organizzazioni no profit attive in Afghanistan, Palazzo Chigi ne ha organizzato l’espatrio e il trasferimento “nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del governo per la loro accoglienza e integrazione”.

La storia del ritratto ormai conosciuto come “La ragazza afghana”, come quella della sua protagonista, è intracata e fatta di lunghe inquietudini, che oggi però sembrano trovare pace. Da quanto racconta lui stesso, nel 1984 Steve McCurry, passeggiando per il campo Nasir Bagh, sentì delle voci provenire da una tenda adibita a scuola. Entrò e chiese all’insegnante di fotografare l’intera classe ma, ottenuto il permesso, venne catturato soltanto dagli occhi di un’allieva: Sharbat. E, sotto una tenda, scattò una delle fotografie più iconiche del Novecento. Insieme a un’altra, meno nota, in cui la ragazza di 12 anni si copre il viso con il velo. Dalla pubblicazione dello scatto, per oltre 15 anni l’identità di Sharbat rimase nascosta. Fu solo nel 2002, dopo la fine del dominio talebano, che una squadra del National Geographic riuscì a rintracciare la donna che si era sposata vicino a Kabul. Dopo un lungo viaggio, McCurry tornò in Afghanistan e incontrando Sharbat rivide lo stesso magnetismo della ragazza che aveva lasciato 18 anni prima: “la sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa”.