Ecco la rivoluzione arcobaleno dei cattolici tedeschi: benedette anche le unioni omosessuali

Dopo il netto divieto arrivato dalla Congregazione della dottrina della Fede, in oltre 100 parrocchie tedesche lo scorso 10 maggio ci sono state benedizioni collettive per qualsiasi coppia, comprese quelle gay

Forse non sarà un nuovo scisma, ma sicuramente in Germania si sta compiendo una rivoluzione. Che parte da una domanda: “Perché la Chiesa benedice le persone single, ma non può benedire le unioni omosessuali?“. Dopo il parere negativo da parte della Congregazione della dottrina della Fede, sono nate molte iniziative di protesta anche all’interno della Chiesa cattolica stessa.

L’ultima, significativa, è quella che ha visto i sacerdoti tedeschi di oltre 100 chiese benedire centinaia di coppie di persone dello stesso sesso, in aperto contrasto con la recente nota . E questo nonostante l’arcivescovo Georg Bätzing di Limburg, presidente della Conferenza Episcopale tedesca, abbia sottolineato che la Chiesa in Germania è “strettamente legata a Roma e al Santo Padre”. L’iniziativa è partita da una petizione lanciata da 16 preti e, dopo aver superato velocemente le 2mila firme, è diventata l’occasione per organizzare una giornata nazionale di benedizioni per tutte le coppie, etero e gay.

“Non rifiuteremo le cerimonie di benedizione a nessuno – si legge nel comunicato degli organizzatori – continueremo ad accompagnare le persone che scelgono di unirsi in una relazione vincolante e a benedire le loro unioni”. L’iniziativa, a una settimana esatta dalla Giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebra oggi,  è stata un successo sia dal punto di vista dell’affluenza sia da quello mediatico, finendo sui giornali di tutto il mondo. Da Monaco di Baviera a Francoforte, da Berlino a Colonia i sacerdoti, con il motto #liebegewinnt, ovvero “L’amore vince”, hanno dichiarato che la Chiesa cattolica sta perdendo contatto con la realtà delle persone Lgbt+.

Se è vero che, fin dai primi mesi, il pontificato di Papa Francesco è stato costellato da continui segnali di apertura sulla questione lgbt+ (come la celebre risposta “Se una persona è gay, chi sono io per giudicarla?”), in nessuna delle sue dichiarazioni ha mai intaccato la posizione ufficiale della Chiesa. In questo contesto di cauto ottimismo a marzo è arrivata, come una doccia gelata, la dichiarazione della Congregazione della dottrina della Fede: è vietato concedere qualunque forma di benedizione alle coppie omosessuali. Una prassi che però, negli scorsi anni, si è diffusa soprattutto in Germania, Belgio, Austria e Francia, ma è praticata anche in alcune parrocchie italiane (tra i più noti protagonisti don Fabio Corazzina a Brescia e don Alessandro Santoro, sospeso 6 mesi per aver celebrato il matrimonio tra un uomo cisgender e una donna trans).

Se le reazioni “scontente” sono arrivate da più parti d’Europa, la vera sfida alla presa di posizione di Roma è stata quella tedesca. Quello strappo, secondo alcuni, può essere considerato un esempio del più ampio conflitto tra tradizionalisti e liberali che si consuma tra le mura del Vaticano fin dall’ascesa di Bergoglio. Addirittura c’è chi ipotizza che il Papa stesso, benché ufficialmente l’abbia approvata, non fosse del tutto favorevole a una presa di posizione così netta sulla questione. Comunque vada la questa protesta che si leva proprio dalla base cattolica della Germania è un fatto che Roma non potrà ignorare. La chiesa tedesca è infatti tra le più ricche e influenti del mondo, ma anche tra quelle più danneggiate dallo scandalo dei preti pedofili e secondo i dati ufficiali, negli ultimi 30 anni, una media di centomila persone ogni anno ha chiesto che all’anagrafe venisse cancellata la propria registrazione al cattolicesimo.

“Tra quelli che hanno abbandonato la nostra chiesa ci sono molte coppie gay – ha dichiarato il sacerdote Reinhard Kleinewiese quando nella sua parrocchia ad Ahlen si sono presentate per la benedizione solo coppie etero – Non possiamo ignorare la realtà che molte persone omosessuali si sono già allontanate. Molte hanno smesso di venire a messa. Ma questa giornata è stata comunque importante per ribadire il fatto che noi non siamo affatto d’accordo con Roma su certe questioni e divieti”.