Scala dei Turchi imbrattata con vernice e polvere rossa, al via le operazioni di pulitura

Tecnici e volontari all'opera per "smacchiare" la gradinata naturale scavata nella roccia da vento e pioggia ad Agrigento, lordata con pittura e polvere d’intonaco: non ancora identificati i vandali

Tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento ma anche numerosi volontari sono già al lavoro per ripulire, la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi, uno dei luoghi più belli e suggestivi della Sicilia, imbrattata di rosso da alcuni vandali.

“La Regione Siciliana – spiega il presidente Nello Musumeci – si è subito attivata, assieme al Comune, con le sue strutture sul territorio, per mettere in sicurezza la Scala dei Turchi e ripulire l’area danneggiata, dopo il vile atto di vandalismo di ieri. Dalla Soprintendenza e dalla Protezione civile di Agrigento ricevo messaggi rassicuranti circa il ripristino della scogliera. Il materiale rosso sversato è riconducibile a ossido di ferro in polvere e questo non ha costituito per fortuna un grosso rischio”.

Tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento ma anche numerosi volontari sono già al lavoro per ripulire, la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi

Sul posto si sono recati di buon mattino i tecnici del Comune di Realmonte, due funzionari della Soprintendenza e numerosi volontari, che stanno aspirando la polvere, per poi ripulire l’area con l’aiuto di una idropulitrice: “Li ringrazio tutti – sottolinea Musumeci – per il generoso atto di civismo e di scrupolosa responsabilità dimostrati”.

 

Lo sfregio

Montalbano finì il gelato e partì verso la Scala dei Turchi. Passato un promontorio, gli apparse ‘mprovvisa. Se l’arricordava assai più imponenti…. Ma anche accussì ridimensionata conservava la sua sorprendente billizza”. È con profondo amore che Andrea Camilleri descrive uno dei luoghi simbolo della sua Sicilia bedda, la scogliera di marna sul litorale di Realmonte costituita da roccia sedimentaria a grana fine, formata da calcare e argilla, di un bianco accecante, che ha promosso l’immagine dell’isola a livello internazionale. La gradinata naturale scavata nella roccia da vento e pioggia questa mattina all’alba è stata imbrattata di vernice rossa e polvere d’intonaco nella notte, da parte di vandali non ancora identificati.

La Scala dei Turchi deturpata

La Scala dei Turchi deturpata

Chiazze rosse come ferite profonde a un sito di estrema bellezza. Addolora vedere profanato e vandalizzato in questo modo uno dei paesaggi più suggestivi della Sicilia, una delle scogliere marine più famose al mondo, uno dei luoghi più belli e suggestivi della Sicilia, meta ogni anno di migliaia di visitatori da tutto il mondo tanto da essere stato proposto per la candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.

Proprio per questo motivo lo sfregio inferto alla Scala dei Turchi, la caratteristica scogliera di marna bianca sul litorale agrigentino, è ancora più odioso. Ignoti vandali si sono arrampicati sui gradoni di roccia imbrattando di rosso il promontorio immacolato al confine tra Realmonte e Porto Empedocle, la Vìgata dei romanzi di Andrea Camilleri. Sul posto, invece del commissario Montalbano, si sono recati i carabinieri che hanno avviato immediatamente le indagini per identificare gli autori dello scempio. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha aperto un’inchiesta; il reato ipotizzato a carico di ignoti è di danneggiamento di beni avente valore paesaggistico. La Scala dei Turchi è infatti sottoposta a vincolo paesaggistico. Il presidente della Regione

Nello Musumeci e l’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà parlano di “un atto di vandalismo vigliacco“ e auspicano che i responsabili di questa “ferita al paesaggio e alla bellezza della Sicilia“ vengano identificati e puniti al più presto. Un sopralluogo è stato compiuto anche dai tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrugento, i quali hanno stabilito che per imbrattare la marna è stata utilizzata polvere di ossido di ferro.

Operai comunali al lavoro oggi a Realmonte, in provincia di Agrigento, per cercare di ripulire la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi, deturpata da ignoti che nella notte vi hanno gettato polvere colorata di rosso

Operai comunali al lavoro oggi a Realmonte, in provincia di Agrigento, per cercare di ripulire la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi, deturpata da ignoti che nella notte vi hanno gettato polvere colorata di rosso

Un materiale che si colora di rosso a contatto con l’acqua e che dovrebbe essere eliminato facilmente, come conferma il fatto che le onde del mare hanno già parzialmente ripulito la zona bassa della scogliera. Questa circostanza potrebbe avvalorare l’ipotesi di un gesto dimostrativo, più che la volontà di deturpare irrimediabilmente uno dei tesori naturalistici della Sicilia, per accendere nuovamente l’attenzione su una vicenda controversa.

La Scala dei Turchi è stata infatti al centro di un lungo contenzioso giudiziario, che aveva portato anche al sequestro del sito da parte della magistratura, tra il Comune di Realmonte e il proprietario di alcune particelle, Ferdinando Sciabbarrà, come dimostrano in modo inoppugnabile alcuni documenti catastali che risalgono addirittura alle metà dell’800. Sciabbarrà, nonostante una multa di quasi 10mila euro e un’inchiesta penale nei suoi confronti per occupazione di suolo demaniale e violazioni in materia di sicurezza e tutela di beni ambientali, si è visto restituire una parte della scogliera dal giudice che ha riconosciuto le sue ragioni. Di recente, attraverso il suo legale, Sciabbarrà si è anche dichiarato disposto a cedere le particelle di sua proprietà a condizione che sia istituita una riserva naturale.

La polvere rossa da intonaco sulla marna bianca che ha deturpato la Scala dei Turchi ad Agrigento

La polvere rossa da intonaco sulla marna bianca che ha deturpato la Scala dei Turchi ad Agrigento

A questo punto l’ipotesi più accreditata è che la Scala dei Turchi venga acquisita definitivamente e interamente al patrimonio della Regione “impegnata da qualche anno assieme ad altre istituzioni – come sottolinea il presidente Nello Musumeci -, nella tutela e nella salvaguardia dell’integrità di questo meraviglioso angolo della Sicilia”.

La querelle

Due anni fa la Scala dei turchi fu al centro di una singolare querelle: il Comune di Realmonte ipotizzava di cedere i diritti d’immagine del bene ambientale, tra i più famosi d’Italia e più postati nel periodo estivo sui profili social di molti influencer a chi ne detiene la proprietà fisica. Una decisione che ha fatto girare i “cabasisi” – per dirla come Camilleri – a politici e ambientalisti. La vicenda ricorda l’esilarante scena di un film di Totò, in cui chiede i diritti di immagine, tentando perino di vendere la Fontana di Trevi, in quanto “di nostra propietà“.

Deturpata la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi

Deturpata la scogliera di marna bianca di Scala dei Turchi

Dal grande schermo alla realtà, il passo è breve: così sul tavolo del primo cittadino di Realmonte arrivò la bozza di un accordo con i privati proprietari dell’area che da anni avevano avviato un contenzioso, rivendicando la piena proprietà della zona, costa inclusa. Una bozza nella quale il Comune in cambio della proprietà piena della Scala dei Turchi avrebbe dovuto concedere per settant’anni il 70% dei “diritti d’immagine” ai privati per servizi giornalistici, cinematografici e pubblicitari che riprendono quel tratto della collina di marna candida. A completamento del “patto”, la creazione di un brand “Scala dei Turchi”, in modo che chiunque nel mondo, richiamando questo capolavoro di Madre Natura, sarebbe stato tenuto a pagare un obolo.

Un po’ come ha fatto una decina di anni fa il Comune di Reggio Emilia stabilendo che per fotografare e riprendere i futuristici ponti progettati dall’archistar Santiago Calatrava – location d’elezione per grandi case automobilistiche che lì hanno girato tanti spot – occorreva metter mano al portafoglio. Le voci contro, in Trinacria, non tardarono a farsi sentire: “Una follia alla quale ci opporremo in tutti i modi, anche perché questo accordo transattivo arriva senza nemmeno andare fino in fondo nella causa aperta in Tribunale, difenderemo la Scala dei Turchi in tutti i modi“ tuonò il deputato regionale del Pd, Michele Catanzaro, presentando una interrogazione urgente all’Ars nella quale chiedeval’intervento immediato dell’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro.

“Ho sbagliato solo a far vedere questa bozza a certi consiglieri di opposizione, comunque al momento non commento perché la giunta non ha approvato alcun atto“, replicò il sindaco. «Un accordo quanto meno curioso, un accordo fra pubblico e privato a totale vantaggio del secondo – intervenne il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna – ; ci chiediamo perché, qual è l’utilità di questo accordo e perché il Sindaco abbia deciso di svendere in questo modo la Scala dei Turchi che deve, invece, essere patrimonio di tutti». A rivendicarne la proprietà, con conseguenti diritti di accesso e utilizzo, è appunto Ferdinando Sciabbarrà, 72 anni, ex dipendente della Camera di commercio di Agrigento, attualmente in pensione. Per dirimere la questione che si trascina da anni, il giudice ha invitato lui e la controparte a trovare un accordo. Il Comune di Realmonte ha così dato un incarico all’avvocato Vincenzo Caponnetto che, dopo aver interloquito con i legali di Ferdinando Sciabbarrà, ha proposto un accordo.

Diatribe a parte, resta il fatto che la scogliera bianca della Scala dei Turchi, è stata imbrattata da ignoti vandali con vernice e polvere rossa. Enormi sgorbi rossi che hanno deturpato la splendida scogliera di marna bianca. La procura ha aperto un fascicolo e indagano i carabinieri, che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e analizzando i prodotti coloranti usati dai vandali per risalire alla vendita.