La sfida ai talebani di Tolo News: una donna torna a condurre sul principale canale di informazione afgano

L'emittente televisiva ha scelto di rispondere in modo deciso al ritorno al potere dei talebani. Nel frattempo alcune coraggiose giornaliste riportano terribili notizie di ragazze schiavizzate, uccise o fatte sposare forzatamente nei territori distanti dalla capitale

Tolo News è uno dei principali media afghani e ha lanciato una ‘sfida’ ai nuovi signori del Paese. In questi giorni tumultuosi, mentre i talebani riconquistavano repentinamente e senza opposizione il potere, la rete ha mandato in onda un’intervista a Maulvi Abdulhad Hemad, membro del team medico di questi ultimi, condotta dalla giornalista Beheshta Arghand. È stato il caporedattore dell’emittente, Miraqa Popal, a darne notizia attraverso un tweet che mostra una presentatrice che intervista dal vivo in studio l’uomo.

Durante il colloquio è stato chiesto al funzionario dei talebani della situazione di Kabul e delle perquisizioni casa per casa in città. “La gente non dovrebbe sentirsi minacciata dai talebani; siamo qui per proteggerli“, ha risposto Hemad, che ha chiesto ai cittadini di non lasciare il loro Paese. Ma, a contraltare di quanto stava dicendo in diretta il funzionario, anche la giornalista inviata, Hasiba Atakpal, ha riferito della situazione a Kabul con un collegamento da un bazar, affermando che “il numero di donne in città è diminuito dall’ingresso dei talebani”.

Due visioni opposte, che rappresentano le due facce della medaglia di uno stesso contesto: da una parte i talebani che promettono un controllo moderato della nazione, invitando le donne al governo (ma secondo la Shaaria) e facendo intervistare il loro leader in tv da una giornalista donna, ampiamente velata; dall’altra i tentativi disperati di fuga, le sparizioni, gli appelli di aiuto lanciati attraverso gli unici canali possibili, i social, le uccisioni che si stanno già compiendo nelle ultime ore. Per questo il gesto del canale televisivo ha tutta l’aria di una ‘sfida mortale’ verso promesse che, già adesso, sembrano vuote parole.

“Oggi abbiamo ripreso le nostre trasmissioni con le conduttrici“. Una foto postata sul web dal direttore della rete Popal dove si vede giornalista con il velo che torna a condurre il telegiornale, poi quella della collega che intervista in diretta il medico talebano. Ed ancora lo scatto di una donna con l’hijab che partecipa alla riunione mattutina in redazione. Tolo News, canale di proprietà di Moby Group e attivo da agosto 2010, ha deciso di rispondere in modo deciso al ‘nuovo corso’ del Paese che, nonostante gli annunci, sembra puntare a far ripiombare la donna nel Medioevo. Togliendo loro la possibilità di istruirsi, di spostarsi liberamente, di lavorare, tenendole nell’ignoranza, costringendole a matrimoni precoci e privandole di ogni dignità.

E a denunciare questo oltraggio chi meglio di rappresentanti femminili: la giornalista afghana Shabnam Bayani, ai microfoni di al Arabiya, non ha usato mezzi termini riportare le notizie che arrivano dalle regioni più lontane dalla capitale Kabul, di donne fatte schiave dopo che i loro parenti maschi sono stati uccisi dai Talebani e di ragazzine, minorenni, costrette a sposare i combattenti. Mentre un’altra reporter afghana, scampata ad un raid notturno, aggiunge: “Stanno girando per le strade, chiedono alle donne come si chiamano e che lavoro fanno. Ci uccideranno tutte. E se non lo faranno ci ributteranno sotto i burqa, che è un po’ come morire lentamente”.