La supermamma d’Italia: “Partorii la prima bambina e dissi: basta, non ne farò più. Oggi ho dieci figli e sono felice”

Annamaria Mannori ha costruito col marito Luca Leoni una delle famiglie più numerose d'Italia. Dieci figli, cresciuti col solo stipendio del padre e oculatezza nelle spese. "Al mare ogni anno mi guardavano la pancia, quando la primogenita si sposò organizzammo il matrimonio 'love cost'". "MI ha aiutato la fede, sto bene così"

Un biglietto per la festa della mamma ogni anno sul comodino. E’ il pensiero di Miriam, 21 anni, l’ultima dei dieci figli di Annamaria Mannori, di Tavola, frazione di Prato. Annamaria, 62 anni, è sposata con Luca Leoni e la famiglia Leoni è diventata dal 2006 famosa in Italia. In quell’anno Luca e Annamaria parteciparono a “La Vita in Diretta” per raccontare la vita che trascorrevano in pratica, con una squadra di calcio in casa. Luca espresse un desiderio: portare i figli al ristorante. Il motivo? La famiglia non poteva permettersi un pranzo per 12 persone in trattoria. Non era per le loro tasche. La Nazione nei giorni seguenti esaudì questo desiderio e pranzo fu, il 15 ottobre 2006: la Cap, la compagnia di autolinee, si fece carico del trasporto da casa al ristorante Tonio in piazza Mercatale a Prato e fu un giorno in allegria per tutta l’allegra brigata.

La  famiglia Leoni, riunita in una foto del primo decennio degli anni Duemila

 

Televisione, sorrisi e la fede

Da allora i Leoni sono stati ospiti in tante trasmissioni televisive, del loro caso in quanto una delle famiglie più numerose d’Italia si sono occupati quotidiani e settimanali. Quest’anno Luca e Annamaria sono al traguardo dei 39 anni di matrimonio. Lei da quando si è sposata ha sempre fatto la casalinga, dedicandosi anima e corpo alla famiglia, è stata una mamma a tutto tondo, sempre col sorriso e la fede, nonostante i momenti difficili. “All’epoca, prima di sposarmi, facevo la rammagliatrice – racconta Annamaria – e con la nascita dei figli non è stato possibile portare avanti il lavoro. Però non mi ha pesato, anche perché non posso dire di aver rinunciato ad una professione per la quale avevo studiato. In quel periodo era tutto molto diverso, sono contenta comunque di aver fatto la moglie, la mamma e la casalinga”.

“Il primo parto fu traumatico”

Annamaria si sposa con Luca nel 1982 quando era già incinta, aveva 23 anni e non voleva più figli: “Il primo parto – ricorda – fu traumatico e dissi subito che non ne volevo più, tanto che fra il primo e il secondo figlio sono trascorsi quattro anni ma, in fondo al cuore, sia a me sia a Luca piacevano i bambini”. La primogenita è stata Chiara (38 anni), poi sono arrivati in ordine di età: Sara, Francesco , Damiano, Maria, Margherita, Noemi, Pietro, Simone e Miriam. “Fino ai 15 anni di Chiara – prosegue – abbiamo vissuto a Poggio a Caiano, vicino a mia madre, e lei è stata un sostegno importante, così come lo è stato quello dei parroci don Franco Sgrilli e poi di don Cristiano D’Angelo a Bonistallo. Dopo ci siamo trasferiti a Tavola dove siamo stati ben accolti dalla parrocchia”. Annamaria ha seguito molto i figli nei compiti a casa e soprattutto li ha ascoltati: “I miei ragazzi hanno cominciato a sentirsi parte di una famiglia numerosa dopo l’arrivo della quinta sorella. Negli anni 80 ancora tre-quattro figli c’erano nelle famiglie. Gli insegnanti mi hanno sempre detto che i miei figli sono stati un valore aggiunto alla classe in quanto aiutavano gli altri e qualcuno aveva già da studente un carattere da leader. Tornavano da scuola a orari diversi e trovavano il pranzo pronto.

“Lavorava soltanto mio marito”

La mia prima domanda era sempre “Com’è andata a scuola?” e poi “Avete bisogno di qualcosa?”, in pratica vedevano che io o Luca ci interessavamo a ognuno di loro. I miei ragazzi non hanno praticato sport, giocavano nel campo vicino casa ma non sono cresciuti con questa mancanza”. Annamaria fra i pasti da preparare, i bucati da stirare, la spesa, i colloqui con i professori dei figli non si è mai ritagliata un po’ di tempo per se stessa. “Oggi tante mamme – dice – si ritrovano in palestra, la mattina fanno colazione al bar insieme e la sera vanno a prendere l’aperitivo: a me sarebbe mancato il tempo e poi ha sempre lavorato solo Luca. Questo lo devo dire, bisognava essere attentissimi nelle spese. Qualche amica veniva a trovarmi a casa e poi abbiamo vissuto l’impegno in parrocchia a Bonistallo. Siamo stati entrambi catechisti ed era quello il nostro ambiente dove coltivare amicizie. Oggi la vita delle famiglie è completamente diversa da quella che è stata la nostra. Sono consapevole che uno stipendio in casa non è sufficiente e anche la moglie deve lavorare ma in ogni caso la decisione di avere più figli deve essere presa insieme”.

Festa della mamma 2021, la signora Anna Maria Mannori con la lettera di Miriam, la  più giovane, e i messaggi degli altri figli (foto Attalmi)

“Troppe persone per due ombrelloni”

Come superare tante oggi difficoltà che si presentano nelle famiglie? “La mia mamma – risponde Annamaria – diceva: ogni bambino porta la provvidenza. Non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta e ripeto le scelte devono essere fatte sempre in coppia”. Sono lontani gli anni in cui tutta la famiglia Leoni andava al mare dove veniva pure guardata con “sospetto” ma resta il ricordo anche buffo di quei tempi: “Ogni anno – prosegue Annamaria – al Lido di Camaiore la gente in spiaggia o in campeggio mi osservava la pancia.  Chissà che avranno pensato… Poi una volta ci hanno pure mandato via da una bagno perché eravamo troppi sotto due ombrelloni”.

Il biglietto di Miriam, ‘la piccolina’ di casa  

La prima ad uscire di casa è stata Chiara, 18 anni fa quando si è sposata: “Organizzammo un matrimonio che fu ribattezzano “love cost”: c’erano 350 ospiti e ognuno portò qualcosa da mangiare”. Poi sempre per fare economie, la famiglia decise di festeggiare con amici e parenti solo i compleanni dei figli quando raggiungevano i 18 anni. Quella di Annamaria è la storia di una piccola comunità sotto un tetto, una vita all’insegna della fede in Dio, dell’amore, della creatività e del rispetto reciproco. Annamaria e Luca qualche anno, con la collaborazione di tutti i figli, fa raccontarono la loro vita nel libro “Tengo famiglia” (edizioni San Paolo). Per la festa della mamma tutti e dieci i figli si ricordano di Annamaria e oggi gli auguri viaggiano sui messaggi di WhatsApp, anche perché quasi tutti i ragazzi e le ragazze vivono fuori casa e in altre città. La “piccolina” di casa, Miriam è rimasta fedele ai biglietti cartacei per dire: “Ti voglio bene. Non saprei cosa fare se tu non ci fossi”.