La tutela dell’ambiente e degli animali entra in Costituzione. “Proteggiamo il futuro del Pianeta”

Nessun voto contrario, 224 a favore e 23 astenuti, tra i quali tutti i senatori di Fratelli d'Italia. Ora il ddl proposto dall'ex capogruppo del M5S Gianluca Perilli passa alla Camera

Chi ha detto che la Costituzione deve riguardare solo diritti e doveri delle persone e delle istituzioni? Con una decisione storica, il 9 giugno, il Senato ha dato il via libera al ddl per l’inserimento della tutela dell’ambiente e degli animali nella nostra Carta. Sono stati 224 i voti a favore e non ci sono stati voti contrari, mentre gli astenuti sono stati 23, tra questi il gruppo compatto di Fratelli d’Italia.

Ora il provvedimento passa all’esame della Camera, perché trattandosi di un disegno di legge costituzionale avrà bisogno di quattro letture. Ma intanto questo primo sì rappresenta un enorme passo avanti nell’apertura del dibattito politico e pubblico verso il tema dell’ambiente e della su salvaguardia. Il testo, infatti, aggiunge ai principi fondamentali  previsti dall’articolo 9, che ricordiamo riguardano la cultura, la ricerca e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Inoltre stabilisce che “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali“.

È la prima volta, dall’entrata in vigore della Costituzione, che si realmente pone mano a una modifica della Parte Prima, quella che riguarda i principi fondamentali su cui si basa la nostra Repubblica. Inevitabilmente questo passaggio sta destando anche alcune preoccupazioni. Tuttavia il problema della mancanza di una specifica menzione dell’ambiente era già stato sollevato con una sentenza della Corte di Cassazione del 1979. Questa, partendo dal collegamento dell’art. 2, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, con l’art. 32, che tutela la salute come diritto fondamentale del cittadino e interesse della Collettività, era arrivata alla conclusione, poi ribadita anche dalla stessa Corte costituzionale, dell’esistenza implicita di un “diritto fondamentale all’ambiente salubre”. Per questo il tema era già stato inserito, nel 2001, nell’art. 117 Cost., comma secondo, dedicato alle competenze legislative esclusive dello Stato. Ora l’aggiunta della nozione di ambiente nell’art. 9 appare come la conferma necessaria da parte del legislatore di un principio già individuato dalla giurisprudenza.

Il provvedimento che sta passando al vaglio del Parlamento introduce modifiche anche all’articolo 41 della Costituzione, prevedendo che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo da recare danno “alla salute e all’ambiente”. Inoltre si puntualizza che la legge deve determinare programmi e controlli opportuni perché l’attività economica (sia pubblica che privata) possa essere indirizzata e coordinata a fini ‘ambientali’ oltre ai già previsti fini sociali.

Il sì al Senato è stato accolto con grande soddisfazione delle associazioni ambientaliste. “Una prova di maturità, riuscendo a comprendere come questi valori siano ormai parte integrante della nostra società e non possano più essere ritenuti secondari, come confermato dalle vigenti norme europee e dalla costante giurisprudenza – ha detto il Wwf – . “Ora chiediamo che la Camera licenzi il testo con altrettanta rapidità e con un consenso ancora più ampio[…]. Per rendere realmente concreto questo traguardo è però necessario che la legislazione ordinaria, statale e regionale, sia sempre più attenta alla tutela ambientale”.

“Un fatto storico, che dopo tanti anni di battaglie colma un vuoto percepito da tutti i cittadini come un vulnus, come anche i numerosi sondaggi avevano accertato – ha aggiunto Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – . Mai come in questo tempo tanto difficile e complesso è emersa la evidenza che il mondo si salva, il futuro si costruisce, se si riconoscono diritti condivisi. La tutela degli ecosistemi e della biodiversità sono obiettivi che non si possono raggiungere se non attraverso la tutela delle specie animali”.

Entusiasmo anche tra le forze politiche che hanno votato a favore del ddl: il promotore della proposta, Gianluca Perilli, già capogruppo al Senato del M5S, dopo il sì in Aula ha detto: “Siamo riusciti a inserire anche la difesa degli animali nonostante i 250 mila emendamenti della Lega. E abbiamo modificato l’articolo 41 dove si dice che l’iniziativa economica privata è libera, ma non deve essere a danno della salute. Un passaggio importante per la giurisprudenza che si verrà a formare”. Mentre per spiegare l’astensione del suo partito, il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, capogruppo in commissione Agricoltura, ha dichiarato che “Fratelli d’Italia è un partito patriottico che ama la patria, la terra dei padri, e come tale è particolarmente sensibile al tema ambientale e alla protezione degli animali. Ma con il pragmatismo che ci caratterizza crediamo che sia necessario fare attenzione nell’inserire questo principio in Costituzione”.

Se per l’approvazione definitiva ci sarà da aspettare, intanto il primo sì ha però segnato un passo importante nel riconoscimento dell’importanza del tema. E soprattutto, come specificato, riconosce l’interesse delle generazioni future. Insomma, con l’inserimento dell’ambiente tra i principi fondamentali, la nozione stessa di Stato comunità si allarga e si completa: in sostanza si potrà affermare che la nostra Costituzione tutela davvero la vita in tutte le sue forme.