Lady Oscar, il 14 luglio moriva la più famosa eroina dei cartoni che si batteva contro gli stereotipi

Il 14 luglio in Francia si celebra la presa della Bastiglia e la Rivoluzione Francese. Ma per gli appassionati di manga e cartoni animati è il giorno della morte di Lady Oscar, celebre eroina cresciuta nei panni di un soldato lottando contro i pregiudizi di genere

“Il buon padre voleva un maschietto ma ahimè sei nata tu” dice la sigla italiana dell’omonimo cartone animato che racconta la vicenda di una dei personaggi più amati di sempre, Lady Oscar. Un’eroina fuori dagli schemi fin dalla sua nascita, venuta al mondo femmina ma cresciuta come un maschio. Un fioretto già nella culla e la carriera da moschettiere in difesa della regina Maria Antonietta. Il 14 luglio, in Francia, si celebra la ricorrenza della presa della Bastiglia e la Rivoluzione francese del 1789, ma gli appassionati di manga e anime giapponesi ricordano questa data anche come anniversario della morte proprio del celebre personaggio.

Tratto da “Le rose di Versailles”, un manga scritto e disegnato da Riyoko Ikeda a partire dal 1972, la trama si ispira alla biografia della figlia dell’imperatrice Maria Teresa, la regina Maria Antonietta d’Austria. Al suo fianco si sviluppa la storia del personaggio di fantasia Oscar François de Jarjayes, ragazza nobile e sua coetanea, comandante della Guardia Reale. Cresciuta come un soldato, quest’ultima instaura con la futura sposa di Luigi Augusto un forte amicizia, a tratti considerato amore. Questo sentimento si insinua invece tra le due rivolto al conte svedese Hans Axel von Fersen, di cui si innamorano entrambe, ma si alterna anche alle vicende della Rivoluzione Francese, a cui la ragazza aderirà poco prima dello scoppio dei tumulti.

Le vicende seguono i fatti storici della seconda metà del XVIII secolo, con le protagoniste che vivono alla reggia di Versailles paragonate ai fiori che danno il titolo della serie. Le rose farebbero infatti riferimento a cinque personaggi: Maria Antonietta (la rosa rossa), Madame de Polignac (rosa gialla), Rosalie (bocciolo di rosa), Jeanne (rosa nera) e Oscar (Rosa bianca). In Italia e in altri paesi europei, il successo è stato determinato dalla serie televisiva animata, per la quale è stato utilizzato il titolo internazionale “Lady Oscar”, che è andata in onda nel 1982 e, dal 1990, ha adottato il titolo “Una spada per Lady Oscar”.

La protagonista è una donna bellissima, cresciuta come un uomo per volere dei genitori, che lotta per tutta la sua vita contro i pregiudizi e gli stereotipi. Quelli legati alla figura femminile, dimostrandosi uno spadaccino infallibile, molto più capace del resto dei soldati, e quelli legati al suo orientamento sessuale, mai veramente svelato e anzi censurato in molte scene. Forse segretamente innamorata della propria regina e protagonista di un’altrettanto tormentata storia con lo scudiero Andrè Grandier, che le dichiarerà il suo amore proprio poco prima di morire (un giorno prima di lei) mentre Oscar, dal canto suo e tra le lacrime, gli annuncia il desiderio di diventare sua moglie.

Niente di tutto questo avverrà, perché la ragazza morirà colpita da una baionetta poco prima che, quel 14 luglio 1789, il ponte della Bastiglia venga abbassato e la Rivoluzione abbia una fine. Un finale drammatico ma anche romantico, che chiude (sia nel manga che nel cartone animato) l’esistenza difficile della giovane combattente. Che, a onor del vero, anche nelle intenzioni del suo disegnatore doveva essere un uomo. Poi, con la scoperta che molte donne durante il periodo rivoluzionario avevano scelto di indossare abiti maschili e andare a combattere, era diventata una sorta di rappresentante nobile di queste persone, che dettero la vita lottando per la propria libertà. Anche per quella di essere donne ma allo stesso tempo ‘combattenti’.