L’Alfabeto della Gentilezza: così i bambini imparano, giocando, le pratiche di straordinaria normalità

"Costruiamo la Gentilezza" è un progetto nazionale, coordinato dal presidente dell'associazione Cor et Amor, Luca Nardi, per promuovere attraverso le Reti (oltre 650 persone in tutta Italia) progetti e idee che testimoniano il valore dei piccoli gesti gentili

Pensare ad un mondo migliore, più giusto, è possibile. E c’è chi si muove quotidianamente su questa linea, per rendere la possibilità una realtà. C’è una squadra che scende in campo ogni giorno, più di 650 uomini e donne in tutta Italia e in ogni regione, impegnati nel progetto nazionale “Costruiamo gentilezza”, coordinato da Luca Nardi, presidente dell’associazione Cor et Amor. Il colore che li rappresenta è il viola, che si associa alla gentilezza, e che nasce dalla fusione del rosso del cuore e dal blu della mente. Viola sono anche le panchine inaugurate in più di 180 città italiane come simbolo di luogo di questo valore importantissimo.

L’associazione culturale è stata costituita nel settembre del  2014 e cinque anni dopo è stata trasformata in associazione di promozione sociale ente del terzo settore. “Costruiamo Gentilezza” è invece un progetto nazionale, che attraverso le Reti (quella degli assessori, insegnanti, allenatori e medici pediatri, tutti per la Gentilezza) condividono idee, proposte, opinioni sulle pratiche virtuose da portare avanti. I costruttori sono infatti persone in carne e ossa, che ricoprono ruoli sociali e che volontariamente e in completa autonomia si impegnano, con responsabilità, a promuovere la gentilezza, mettendo al centro delle loro attività in primis i bambini, per accrescere il benessere delle proprie comunità. E per formare le future generazioni in modo che possano davvero realizzare un mondo migliore. Come? Partendo dal linguaggio che i bambini conoscono meglio, quello del gioco: “Giochiamo con la gentilezza, ogni giorno, per conoscerla, allenarla e metterla in pratica spontaneamente, per la felicità di bambini e grandi, per vivere tutti i giorni col sorriso” si legge infatti sul sito (clicca qui).

La gentilezza è agire. Una pratica di gentilezza ripetuta più e più volte diventa un’abitudine. In questo modo se ogni individuo agisce abitualmente con gentilezza, le comunità potranno essere più accoglienti e tutti i cittadini più felici”. Tra le iniziative e i progetti promossi nell’ambito di “Costruiamo la Gentilezza”, è nato pochi giorni fa l’Alfabeto della Gentilezza: a ridosso del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il progetto si propone di sviluppare un vero e proprio alfabeto che, invece di essere composto da sole lettere, contenga parole belle. “È  semplice e può essere compilato da tutti, bambini e adulti. Ogni lettera, dalla A alla Z sarà l’iniziale di una diversa parola gentile. Per esempio A di amicizia, B di bellezza, C di carezza…”, spiega infatti Gaia Simonetti giornalista sportiva e ambasciatrice della Gentilezza, che lo ha ideato. “Giocando, da soli, o in gruppo, si potrà scoprire che le parole gentili sono veramente tante – aggiunge Luca Nardi – ed oltre a quelle più classiche legate alla buona educazione, come ‘ciao’, ‘buongiorno’, ‘grazie’, ci sono anche tutte quelle il cui significato fa stare bene sia chi le pronuncia che coloro che le ascoltano“.

Un progetto che subito ha ricevuto tantissime adesioni, tanto che in 10 giorni sono arrivati oltre 300 “Alfabeti della Gentilezza” da varie scuole in tutta Italia, a dimostrazione dell’interesse e della sensibilità dei più piccoli verso certi temi. Le parole più frequenti, usate dai bambini negli alfabeti che sono arrivati, sono “abbracci”, “carezze” e “sorrisi”. Parole che racchiudono gesti, che a loro volta dimostrano quanto anche una piccola azione virtuosa possa mettere un mattoncino ulteriore nella realizzazione dei futuri adulti e protagonisti della società. Per partecipare all’Alfabeto della Gentilezza basta mandare una mail a: abc@costruiamogentilezza.org. Ne verrà fatta una raccolta come “libro del cuore e della gentilezza”. Altri saranno esposti nelle scuole, negli uffici, nei luoghi pubblici per diventare messaggi di straordinaria normalità.