Le donne afghane vestite di mille colori per non essere invisibili agli occhi del mondo

Il ritorno dei talebani al potere, nonostante le belle parole e le promesse fatte durante la cerimonia di insediamento del nuovo governo, fa ripiombare il genere femminile nell'oscurantismo più totale. In tutta risposta, la donne afghane si vestono dei tradizionali abiti variopinti per non essere invisibili al mondo dando vita ad una protesta gentile.

La condizione delle donne in Afghanistan è un argomento che ormai da qualche settimana, più di precisamente dalla presa di Kabul, tiene banco. Non è un segreto che per i talebani esista una gerarchia di genere tra i cittadini: gli uomini, più o meno liberi di fare quello che vogliono, e le donne, che invece non possono scegliere nemmeno come vestirsi.

Foto di un’aula universitaria di Kabul

Eppure, durante l’insediamento del nuovo governo, i talebani avevano promesso condizioni di vita migliori per il genere femminile rispetto al terrore durato dal ’96 al 2001. Nei fatti però, “le concessioni” per le donne sono più alibi di facciata che una reale volontà di parità di trattamento tra i due sessi: per esempio è stata data la possibilità alle ragazze di frequentare scuole e università, cosa che nel primo governo talebano non era prevista.

Tuttavia, le ragazze non solo devono indossare l’hijab, il velo che copre capo e spalle, ma all’interno delle classi sono divise dai compagni maschi da una tenda che taglia in due la stanza. I buoni proposti per la tutela delle donne si sono rivelati dunque promesse vane. I talebani hanno rimesso il genere femminile all’ombra della Sharia, con abiti e abitudini di matrice puramente conservatrice. In questo senso però, le afghane in giro per il mondo hanno voluto dare vita a una protesta che sui social e sul web sta trovando grande appoggio e risonanza. Se è vero che il governo talebano è quasi per antonomasia conservatore, allora gli abiti che dovrebbero indossare le donne sono molto diversi da quelli imposti dai nuovi padroni di Kabul. Il web infatti è stato invaso di foto di donne afghane con vestiti tradizionali che, diversamente da quello che si potrebbe immaginare, sono la cosa più lontana dall’attuale codice di abbigliamento imposto: tanti colori accesi e vividi, trame floreali e tanti dettagli variopinti.

“I nostri abiti tradizionali non sono questi outfit da ‘dissennatori’ (demoni senza volto della saga Harry Potter, ndr) che i talebani obbligano ad indossare” ha commentato Peymana Assad, politica del Regno Unito con origini afghane, in un post su twitter in cui allegava una sua foto con un abito di tanti colori diversi. Anche Shekiba Teimori, cantante e attivista afghana fuggita appena un mese fa dal suo paese, ha voluto partecipare a questa protesta pacifica: “L’Hijab esisteva prima della caduta di Kabul. Potevamo vedere donne con il velo, ma questa era una decisione familiare e personale, non un’imposizione del governo”.

Le donne in Afghanistan continuano a vivere in un clima di terrore e incertezza. Le promesse dei talebani si sono rivelate menzogne in pochissimo tempo e, a pagarne le conseguenze, saranno sempre gli stessi cittadini: le donne.