Le sincronette ucraine accolte in Italia: “Dobbiamo fare questo per il nostro Paese e per renderlo orgoglioso di noi”

Dieci atlete e due tecnici, ma al Polo natatorio di Ostia sono attese altre cinque ragazze in fuga dall'Ucraina. La sottosegretaria allo sport Vezzali: "Le donne ucraine stanno dimostrando una forza incredibile: un messaggio va rimarcato in una giornata come l'8 marzo"

Il Centro Federale di Ostia sarà la nuova casa per alcune sincronette azzurre

Mai la gara era stata così difficile, la coreografia così complicata da interpretare per le 10 ragazze della nazionale ucraina di nuoto sincronizzato. Ma la vittoria, almeno parziale, ripaga le dure prove affrontate. E strappa loro un sorriso che mancava da troppi giorni ormai. Questa mattina, dopo un viaggio di oltre tremila chilometri in pullman, scappando dalla guerra ma non dai propri sogni, sono arrivate al Polo Acquatico Frecciarossa di Ostia. Al Centro Federale le campionesse giallo azzurre sono state accolte dall’abbraccio della Federazione italiana nuoto, che sin dai primi giorni di conflitto in Ucraina ha dichiarato la sua disponibilità ad ospitare atleti e atlete che fuggono dal conflitto. E in un giorno speciale come la Festa della Donna sono arrivate nel nostro Paese dieci sincronette e due tecnici, che finalmente trovano un po’ pace dopo le giornate interminabili scandite dalla paura, dall’ansia e dal frastuono delle bombe.

Il pullman che ha portato le ragazze ucraine in Italia era partito nella serata di lunedì da Budapest. A bordo otto atlete arrivate da Leopoli – la campionessa del mondo e d’Europa Veronika Hryshko, l’iridata europea Olesia Derevianchenko, le medagliate agli continentali giovanili Anhelina Ovchynnikova, Anastasiia Soldatenkova, Valeriya Tyshchenko (17 anni) e Anastasiia Shmonina (16 anni) e le campionesse nazionali Amelia Volynska (16 anni) e Daria Moshynska (14 anni) – coi tecnici Zaitseva e Kseniia Tytarenko. A questo gruppo si sono aggregate da Chernivtsi le gemelle olimpioniche Maryna e Vladyslava Aleksiiva, bronzo ai Giochi di Tokyo 2020.

L’arrivo delle atlete e alle allenatrici di nuoto sincronizzato a Ostia dopo essere scappate dall’Ucraina

Stanche, frastornate ma finalmente al sicuro le atlete hanno trovato ad accoglierle al Polo di Ostia un caloroso e commosso abbraccio. Nei loro cuori rimane però l’apprensione e i timori per le famiglie rimaste in Ucraina, seppure “in un posto sicuro”. Nessuna di loro è riuscita a trattenere le lacrime alle domande su cosa sarà del loro futuro e di come riusciranno a trovare la forza per allenarsi e gareggiare, nonostante tutto. “Dobbiamo farlo per il nostro popolo, per difendere l’Ucraina. Vogliamo che la Russia smetta di bombardare le nostre città”, ha detto per tutte l’allenatrice Oleisia Zaitseva, con gli occhi gonfi di pianto. Per provare a sollevare loro il morale l’accoglienza italiana è stata piena di sorrisi e mimose, consegnate personalmente dal presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, che si è prodigato per la causa anche come deputato, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Valentina Vezzali vistosamente emozionata. Accanto a loro, oltre alle istituzioni cittadine, il direttore tecnico della nazionale di sincro italiana Patrizia Giallombardo, le azzurre Linda Cerruti, Costanza Ferro, Patrizia Ruggiero e il campione del mondo del duo misto Giorgio Minisini.

 

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Barelli: “Importante iniziativa di accoglienza dello sport italiano”

“Siamo orgogliosi di accogliere la squadra ucraina, campione del mondo, d’Europa e medagliata olimpica, che sta vivendo il dramma della guerra. Aspettiamo nei prossimi giorni altre atlete, che ancora non sono riuscite a superare il confine e raggiungere l’Ungheria – spiega il presidente della Fin Barelli –. Siamo in contatto con loro, nonostante le mille difficoltà; speriamo di poterle recuperare già mercoledì alla frontiera”. Si tratta delle atlete Marta Fiedina e Sofiia Matsiievska e del tecnico Yevheniia Lykhman, partite da Charkiv; ci sono poi l’allenatrice Valeriia Mezhenina, in compagnia di altre due atlete, che stanno passando per Alexandria, e di Sofiia Spasybo (15 anni) in fuga coi genitori, che dovrebbe ricongiungersi al confine nelle prossime ore.

“Speriamo, inoltre, di poter aver qui atleti di altre discipline acquatiche – aggiunge –. Difficile che siano uomini di età superiore ai 18 anni, perché non possono uscire dall’Ucraina: tra questi anche il campione Romanchuk, che preferisce rimanere e difendere il suo Paese”. Il riferimento del numero uno della federazione è al plurimedagliato mondiale e olimpico Mykhailo Romanchuk, 25 anni, avversario e amico del nostro Gregorio Paltrinieri, che non ha voluto abbandonare la sua Ucraina. “Ci stanno arrivando molti messaggi di accoglienza anche di altri sport dopo questa iniziativa. C’è stata subito sintonia con il Presidente della Federazione ucraina – conclude Paolo Barelli – questo gesto fa parte della normalità delle cose legato alla drammaticità della situazione. Non entro nelle questioni politiche, noi ci occupiamo di sport e vogliamo e dobbiamo veicolare sempre un messaggio di pace“.

Vezzali: “Le donne ucraine hanno una forza incredibile, continuiamo a supportarle”

“È una giornata importante, all’insegna della solidarietà e dell’accoglienza. Il mondo dello sport ha accolto l’appello lanciato dall’Unione Europea e dal Premier Mario Draghi. Le donne ucraine stanno dimostrando una forza incredibile, una grande voglia di lottare e di non arrendersi: è un messaggio che va rimarcato in una giornata come l’8 marzo. E ora dobbiamo dare il massimo supporto alle atlete che stanno giungendo qui al Centro federale di Ostia e poter garantire loro di un po’ di serenità e di potersi allenare nelle migliori condizioni, con i tecnici e i medici federali. Tutto il mondo dello sport sta cercando di andare in un’unica direzione, lanciando un forte messaggio di solidarietà e speranza verso il popolo ucraino”. Queste le parole della sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, visibilmente commossa nell’accogliere le atlete di nuoto sincronizzato della nazionale ucraina.

 

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L’abbraccio degli atleti italiani: “Daremo il massimo per farle sentire a casa”

“È una bellissima coincidenza che nel giorno della festa della donna si riesca ad accogliere un gruppo di ragazze che stanno dimostrando una forza invidiabile e che rappresenta un messaggio su come affrontare le difficoltà piccole e grandi della vita – dichiara l’azzurro Giorgio Minisini in merito all’arrivo delle sincronette ucraine in Italia –. È ovviamente difficile cercare di capire come possano stare vivendo questo momento, la paura di lasciare il proprio Paese, tutti gli affetti. Ma siamo contenti dell’opportunità che hanno di allenarsi qui e magari di avere degli obiettivi quotidiani che li aiutino a superare questi momenti”. Anche Costanza Ferro ci tiene a salutare le colleghe e amiche fuggite dalla guerra: “Sono ragazze che conosciamo molto bene; in questi giorni le abbiamo sentite spesso e siamo orgogliose di poterle accogliere qui in Italia. Ci mettiamo nei loro panni e sappiamo benissimo che per loro sono giorni drammatici, carichi di paure e preoccupazioni. Speriamo di restituire loro un po’ d’umanità”. Lucrezia Ruggiero aggiunge: “Immaginiamo che in testa e nei pensieri avranno continuamente familiari ed amici che hanno lasciato in Ucraina. La voglia di rivederli al più presto è forte: non è facile per un atleta vivere lontano dai propri cari. Noi faremo di tutto per farle sentire a casa”. “Il gesto della nostra Federazione è bellissimo, unico – conclude Linda Cerruti –. Speriamo almeno che riescano a staccare un po’ la testa e concentrarsi sulla preparazione. In questi giorni ci alleneremo con loro, provando anche a tirargli su il morale“.

L’abbraccio tra atlete e staff italiano e ucraino

La commozione dell’allenatrice e delle atlete ucraine

Abbiamo lasciato tutto in Ucraina: affetti, familiari ed amici. Ma dobbiamo fare questo per il nostro Paese e per renderlo orgoglioso di noi. Spero che questa guerra finisca presto – afferma con le lacrime agli occhi il tecnico della nazionale ucraina Oleisia Zaitseva –. I bombardamenti hanno distrutto la mia città in pochi minuti. È un dramma. Ringraziamo l’Italia e la Federazione Italiana Nuoto per questa incredibile opportunità, sono commossa, ora abbiamo negli occhi solo sofferenza invece di sport”. A farle eco sono le gemelle Maryna e Vladyslava Aleksiiva, che vogliono anche loro ringraziare l’Italia e la Fin per l’accoglienza: “In questo momento così drammatico per il nostro popolo ci è stata offerta la bella possibilità di allenarci al meglio e nelle migliori condizioni in Italia. I nostri familiari sono rimasti lì, ma sanno che adesso siamo in un posto sicuro e felice. Noi ci alleniamo principalmente a Kharkiv, anche se non tutte veniamo da lì. Ci sono ragazze provenienti anche da altre città. Questa accoglienza – concludono le campionesse – e il vostro supporto ci trasmettono emozioni incredibili“.