Le statue? Non sono cose da donne: a Firenze arriva Aloy e l’Elettrice Palatina non è più l’unica

Ci voleva un videogioco per veder apparire una scultura dedicata a un personaggio femminile: in Italia pochissime e molto criticate. Non va meglio sul fronte della toponomastica: solo il 5 per cento delle strade è dedicato a donne, di cui un 60% circa si riferisce a nomi di sante e martiri

Ci voleva un videogioco per veder apparire una statua dedicata a una donna a Firenze. Sony Interactive Entertainment ha scelto infatti il capoluogo toscano per celebrare l’arrivo di Horizon Forbidden West (per Playstation 4 e 5 ), installando in piazza Madonna della Neve, nel complesso storico delle Murate, una cultura temporanea dedicata ad Aloy, protagonista del gioco, che lì resterà fino al 27 febbraio.

Nel cuore di Firenze spunta la statua di Aloy, eroina di Horizon Forbidden West

Nel cuore di Firenze spunta la statua di Aloy, eroina di Horizon Forbidden West

Ne sarà felice l’Elettrice Palatina, scultura in marmo firmata dal Salimbeni, unica e sola che raffiguri un personaggio femminile del passato, al momento custodita – e non certo valorizzata – all’interno di un giardino delle Cappelle Medicee.

 La scultura di Raffaello salimbeni dedicata Anna Maria Luisa de’ Medici (1667-1743: la principessa elettrice del Palatinato è stata l’ultima rappresentante del ramo granducale mediceo


È a Firenze la scultura di Raffaello Salimbeni dedicata ad Anna Maria Luisa de’ Medici (1667-1743): la principessa elettrice del Palatinato è stata l’ultima rappresentante del ramo granducale mediceo

Tanto una recente proposta del primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, riguarda proprio l’opera terminata da Raffaello Salimbeni nel 1968. «Vogliamo portare l’opera a Palazzo Vecchio – assicura il sindaco – . Perché è all’Elettrice Palatina, una donna, ultima discendente dei Medici che Firenze deve il lascito del suo immenso patrimonio artistico. Vogliamo più donne, in tutti i campi. Non perché donne ma perché competenti, brave, intelligenti. E finché non ragioneremo in termini di competenza anziché di genere andremo sempre poco lontano. Uomini compresi».

Donne e toponomastica: queste sconosciute

Che sia giunto il momento di recuperare il tempo perduto? Solo il 5 per cento delle strade italiane è dedicato a donne, di cui un 60% circa si riferisce a nomi di sante e martiri e a denominazioni mariane. “L’iniziativa di Sony Interactive Entertainment Italia apre un canale di comunicazione preferenziale con le giovani generazioni sull’importanza di modelli culturali – ha detto a questo proposito Maria Pia Ercolini, presidente di Toponomastica femminile -. Una riflessione su quali vogliano conservare, e a quali vogliano dare valore”.

Sculture al femminile

Tornando in tema di sculture al femminile, il Comune di Milano ha deciso di celebrare l’astrofisica toscana con un monumento.

La 'Spigolatrice' statua inaugurata a Sapri, in provincia di Salerno

La ‘Spigolatrice’ statua inaugurata a Sapri, in provincia di Salerno

La statua della “Signora delle stelle” sarà inaugurata nella primavera del 2022, anno in cui ricorrerà il centenario della nascita della scienziata, accademica e divulgatrice. L’iniziativa è ideata e promossa da Fondazione Deloitte, in collaborazione con la Casa degli Artisti. E proprio quest’ultima sta invitando una serie di artiste italiane e internazionali a partecipare al concorso di idee per la messa a punto dell’opera. La Hack non sarà la prima donna ad essere rappresentata in una scultura sul suolo cittadino, perché già a settembre di quest’anno toccherà a Cristina Trivulzio di Belgioioso (qui la notizia), in un percorso iniziato da Milano per ridurre quel gap – 121 uomini, zero donne – nei monumenti pubblici. Ma, inutile negarlo, sarà la più famosa, almeno per ora.

Le statue della discordia

Le giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli ritratte nude

Le giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli ritratte nude

Operazione non priva di rischi, in quanto non tutte le opere dedicate a donne dei nostri giorni hanno riscosso consensi. Qualche esempio? Le giornaliste ritratte nude. La Lavandaia di Massa detta “Puppona” – a causa dell’evidente sessualizzazione del corpo – più volte colorata nei capezzoli e nel volto in maniera volgare. E ancora La Violata di Ancona, che vorrebbe ricordare “tutte le donne vittime di violenza” e che invece “più che una denuncia, sembra un morboso spot di una violenza”, come l’ha brillantemente definita Luciana Littizzetto.
Per l’associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali non ci sono dubbi: il sessimo nei monumenti italiani è un dato di fatto, evidente da ogni angolo o piazza del Paese. Non solo per i prodotti che restituisce con statue di donne spesso e volentieri in abiti discinti o nude, giovani, magre, belle, sessualizzate e spesso ai piedi di uomini o in ruoli ancillari. Ma anche nelle committenze: dei 171 monumenti femminili al momento censiti dall’Indagine di Mi Riconosci (dieci pagine densissime e molto interessanti del dicembre 2021) il 91% è stato realizzato da artisti uomini e solo il 4% da donne: “Ma si sa, la storia dell’arte è una storia di uomini che guardano le donne”, spiegano Rosanna Carrieri, specializzanda in Beni storico artistici di 26 anni e Ludovica Piazzi, dottoressa di ricerca in Storia dell’arte di 37 anni di Mi Riconosci? associazione, che tiene sotto un unico cappello archeologici, storici dell’arte, tecnici, antropologi e il resto dei professionisti dei Beni Culturali, divenuta famosa per la sua Indagine nazionale sui monumenti pubblici femminili, anticipata da quella – ma a livello locale – del comune di Milano, che si è accorto di una realtà imbarazzante: su 121 statue piazzate in città neanche una era di una donna. Ma il comune meneghino in Italia nell’ultimo anno non è l’unico a dover prendere atto del vuoto.

Il futuro? Nei videogiochi (forse)

Nel cuore di Firenze spunta la statua di Aloy, eroina di Horizon Forbidden West: una presenza temporanea, in quanto il 27 febbraio salperà per altri lidi

A Firenze la ‘soluzione’ è arrivata grazie a un videogioco, per festeggiare l’uscita del videogame Horizon Forbidden West ecco una scultura al femminile con le sembianze della protagonista, Aloy. Figura che, nelle intenzioni di Sony “celebra il valore della diversità intesa come unicità e come straordinaria espressione del singolo”. Una presenza temporanea, quella dell’eroina dei videogiochi, in quanto il 27 febbraio salperà per altri lidi. Lasciando però un messaggio, e un vuoto, davvero importante. Vediamo se la città sarà in grado di colmarlo