L’Ue incentiva la carne sintetica, prodotta da staminali per salvare l’ambiente e creare cibo per tutti. La chimica sostituirà le stalle?

L'Ue ha disposto un contributo di 2 milioni ad aziende olandesi che si occupano di ricerca finalizzata alla produzione di carne in provetta, con impiego di cellule staminali. In Italia, Coldiretti fa muro: "Concorrenza sleale"

Una bistecca alla fiorentina prodotta in laboratorio, con procedura sintetica, ma con le stesse caratteristiche e lo stesso gusto di quelle provenienti dalla macellazione degli animali? Impossibile? Eppure è quello che si propone di fare la ricerca sulla carne sintetica o artificiale. Nata con l’obiettivo di contribuire a risolvere problemi legati all’ambiente (come il riscaldamento globale: gli allevamenti intensivi sono tra i maggiori produttori di gas serra), l’aumento della popolazione, le considerazioni di carattere etico ( il benessere degli animali, la loro sofferenza all’interno degli allevamenti intensivi, la macellazione), e per non stressare ulteriormente le risorse agricole che sono per loro stessa natura limitate, la carne ‘in vitro’ è un nuovo alimento prodotto da cellule staminali di muscolo animale, prelevate da animali viventi e fatte riprodurre in coltura.

Sergey Mikhailovič Brin co-fondatore di Google investe nel settore della produzione di carne sintetica

 

La sperimentazione è in fase avanzata, anche se deve fare i conti i costi che per ora sono assolutamente spropositati, tanto che un hamburger realizzato in vitro e grande quanto un pollice vale qualcosa come 20mila euro.
Il business però viene ritenuto appetibile (è proprio il caso di dirlo) e sta suscitando interessi di finanziatori privati come il co-fondatore di Google, Sergey Mikhailovič Brin, e si stima che nel giro di qualche anno si passerà ad una produzione in larga scala con prezzi accessibili.

 

“Minor impatto, maggior salute”

Dal punto di vista ambientale la carne in vitro, secondo i ricercatori, è molto meno impattante di quella ‘naturale’, al punto che richiede circa 376 volte meno ettari di terra di quanti ce ne vogliono per il pascolo degli animali, e il 10% dell’acqua usata per il loro consumo. Inoltre la carne in laboratorio contiene omega 3 e 6 tali da abbassare il colesterolo e promuovere un maggior benessere cardiovascolare.

Tutto bene dunque? Nemmeno per sogno. Ed infatti le proteste come le perplessità non mancano, soprattutto dopo che l’Unione Europea ha deciso di finanziare per 2 milioni di euro due aziende olandesi, Nutreco e Mosa Meat, dove ha investito anche l’attore Leonardo di Caprio,  impegnate nella produzione di carne in laboratorio. Un altro personaggio pubblico che sta investendo su questo settore – riporta l’agenzia Kronos – è Bill Gates.

 

Coldiretti: “È solo un’operazione di marketing”

“Il business privato della carne in provetta nasconde rilevanti interessi economici e speculazioni internazionali dirette a sconvolgere il sistema agroalimentare mondiale” tuona dall’Italia la Coldiretti. Che sottolinea inoltre come “il supporto finanziario sia stato concesso nell’ambito del programma React Eu che la Commissione aveva avviato per rispondere alla crisi generata dall’emergenza Covid, che ha messo in ginocchio il sistema dell’allevamento in Italia e in Europa. Secondo l’organizzazione, si rischia “di sostenere una abile operazione di marketing che punta a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione senza peraltro aver effettuato una reale verifica indipendente sull’impatto etico ed ambientale di queste produzioni sulle quali punta un numero crescente di multinazionali per fare affari”.

 

“Concorrenza sleale”

La questione, al di là degli aspetti etici, secondo Coldiretti riguarda anche la concorrenza sleale sul mercato “spacciando per carne prodotti ottenuti dalla moltiplicazione cellulare in laboratorio combinate con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici” che si va ad aggiungere “alla campagna in atto contro la vera carne: una “doppia tenaglia che minaccia di far chiudere le stalle con perdite di posti di lavoro e di produzioni tradizionali la cui distintività è componente strategica del Made in Italy nel mondo”.

 

“Difendere la tradizione, non artificiose innovazioni”

 

Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana

“Non consentiremo questa deriva e daremo battaglia in tutte le sedi” spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana, che sottolinea come la zootecnica toscana sia “ un modello di sostenibilità, competitività, benessere animale, innovazione e identità”.
Senza contare, aggiunge Paolo Giorgi, presidente di Agrozootecnica Toscana “che l’attività di allevamento ha un ruolo fondamentale nel preservare paesaggi, territori, tradizioni e cultura poiché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni”.’La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato ad un vero boom nell’allevamento delle razze storiche da carne – commenta Giorgi rivendica agli allevatori il merito di aver rilanciato specie bovine, suine ed ovine che dopo aver rischiato l’estinzione, stanno tornando a ripopolare le nostre campagne grazie ai progetti di rete e a politiche per garantire la giusta remunerazione agli allevatori. La domanda è in forte crescita – spiega ancora – ed attualmente non siamo in grado di soddisfarla”. Si rivendica la prduzione di carni Igp, con forti connotazioni identitarie per origini, qualità, riconoscibilità di sapori e proprietà nutritive: praticamente agli antipodi della carne realizzata in laboratorio.