L’ex presidentessa della Corea del Sud in carcere per abuso di potere è stata graziata

Il ministro della Giustizia Park Beom-kye ne ha annunciato la liberazione "in una prospettiva di unità nazionale"

L’ex presidentessa della Corea del Sud Park Geun-hye, condannata a 20 anni di prigione per uno scandalo per corruzione che aveva portato alla sua destituzione nel 2017, è stata graziata. Lo ha annunciato Park Beom-kye, il ministro della Giustizia che a proposito di una lista di persone scelte per un’amnistia speciale ne ha decretato la liberazione “in una prospettiva di unità nazionale”. L’ex presidentessa, oggi 69enne, cinque anni fa era stata condannata per corruzione e abuso di potere. “Dobbiamo superare i dolori del passato e andare avanti in una nuova era – ha spiegato il presidente Moon Jae-in, salito al potere dopo la destituzione – In considerazione delle tante sfide che dobbiamo affrontare, l’unità naizonale e l’umile inclusione sono la cosa più urgente”.

Moon ha aggiunto che lo stato di salute di Park, dopo cinque anni di prigione, è molto peggiorato e questo ha influenzato in parte la sua decisione. L’ex capo di stato è stata ricoverata più volte quest’anno. L’amnistia sarà ufficiale da oggi. “Esprimo profonda gratitudine al presidente Moon Jae-In e alle altre autorità di governo che hanno deciso di accordarmi l’amnistia nonostante le numerose difficoltà”, ha fatto sapere Park tramite un consigliere, secondo l’agenzia di stampa Yonhap. Prima donna eletta alla presidenza della Corea del Sud nel 2013, la prima donna nella storia del paese a ricoprire l’incarico di presidente è stata condannata per aver chiesto decine di milioni di dollari a diverse industrie sudcoreane tra cui Samsung Electronics, per aver inserito in una lista nera alcuni artisti critici della sua politica, per aver condiviso documenti segreti e per aver rimosso dirigenti che si opponeva ai suoi abusi di potere.