L’ex violento l’aspetta fuori dal lavoro, la vittima lo fa arrestare grazie al dispositivo anti-stalker

L'ex della donna era stato sottoposto alla misura cautelare di divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Ora si trova in arresto in attesa del provvedimento dell'Autorità giudiziaria

Salvata grazie al braccialetto elettronico. È una storia a lieto fine quella di una donna di 37 anni, che ha denunciato di essere stata vittima, in passato, di violenze da parte del suo ex convivente e che, grazie al dispositivo anti-stalker, ha fatto arrestare il suo ex compagno, un romano di 33 anni, fermato la notte tra sabato 15 e domenica 16 gennaio dai carabinieri della stazione di Roma Settecamini.

La donna ha sentito squillare il dispositivo anti stalker e ha chiamato il 112. I Carabinieri sono subito intervenuti arrestando l’uomo

L’uomo la stava aspettando all’uscita dal lavoro, violando il divieto di avvicinamento, ma la donna se n’è accorta in tempo, sentendo squillare l’apparecchio in suo possesso. Ha capito di essere in pericolo e così, ha chiamato il numero unico di emergenza 112 e chiesto l’intervento dei carabinieri, già allertati anche loro dallo strumento, in collegamento con la centrale operativa della compagnia di Tivoli. I militari, giunti sul posto, prima hanno preso contatti con la vittima, poi hanno identificato nelle vicinanze l’aggressore che, una volta vistosi scoperto, ha iniziato a minacciare la sua ex. Il 33enne è in stato di arresto e si trova in carcere in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria.

In passato, dopo aver denunciato le violenze domestiche, la 37enne era riuscita a porre fine alla relazione con il suo ex che, appunto, era stato sottoposto dal Gip del Tribunale di Roma alla misura cautelare del divieto di avvicinamento nei suoi confronti, con braccialetto elettronico. Una misura ‘rinforzata’ dal dispositivo elettronico anti-stalker che la vittima aveva acconsentito a portare sempre con sé. Un piccolo strumento che, come dimostra la vicenda della notte tra sabato e domenica, l’ha salvata da probabili ulteriori aggressioni e ha consentito ai carabinieri di arrestare l’uomo accusato di stalking. Si tratta, quindi, di una semplice ma inequivocabile dimostrazione dell’utilità di questo tipo di apparecchiature nel contrasto alla violenza di genere e a reati come quello di stalking, che spesso possono sfociare, se non bloccati, in aggressioni e molestie.

Il braccialetto elettronico al polso dell’uomo sottoposto a divieto di avvicinamento

“Sono pronta a rendere Roma città pilota nell’uso del braccialetto elettronico così come proposto, nel dicembre scorso, dal Governo per i reati di stalking e violenza sulle donne”, ha infatti annunciato l‘assessora alla Pari Opportunità di Roma Monica Lucarelli. “Ci impegniamo per far sì che venga implementato sempre dì più l’uso della Banca dati ‘Scudo’ nella quale vengono raccolte le schede compilate dalla polizia o dai carabinieri quando questi si trovano davanti a donne in una situazione di disagio a causa di una lite con il compagno – ha aggiunto –. Deve raccogliere anche i più innocui segnali e far scattare un’indagine immediata, per far sì che ogni donna possa essere tutelata e protetta. Sarebbe importante che venisse integrata anche con i dati raccolti da strutture sanitarie e centri antiviolenza”.

Per il Governo, invece, è intervenuta sulla questione la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, che ha commentato la notizia della donna salvata dal dispositivo anti-stalker su Twitter: “Il braccialetto elettronico e i dispositivi anti-stalker sono

: con le colleghe ministre ne abbiamo proposto l’uso rafforzato, è una disposizione da approvare al più presto”.