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Trasformare la diversità in un’opportunità: la lezione agli adolescenti nel libro fantasy “Il Primo Drago”

di
Maurizio Costanzo
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Il Primo Drago” è un romanzo che racconta di un ragazzo, che oltre ad avere i conflitti interiori tipici dell’adolescenza, scopre quanto una sua differenza lo renda così forte da essere la chiave per una nuova vita. Tutto si basa su un viaggio inteso come conoscenza di sé e delle proprie diversità. “Spesso ci si giudica da soli senza conoscersi. E allora prima conosciamoci e poi giudichiamoci, perché non si può giudicare qualcosa che non si conosce. Solo così ci si rende davvero conto di quanto le differenze, quelle che noi credevamo un punto debole, in realtà possano cambiare la vita anche in meglio. Bisogna conoscersi e compiere questo viaggio di conoscenza che altro non è che la vita”. Così Filippo Marangoni, 17 anni, originario di Legnago, autore del romanzo fantasy “Il Primo Drago. Una nuova vita” (edito da Gruppo Albatros Il Filo) in cui il protagonista, Fin White, pagina dopo pagina, va incontro a tutta una serie di avventure e di incontri magici e fantastici, alla scoperta di se stesso.

Il giovane scrittore Filippo Marangoni

Filippo, come nasce l’idea di scrivere un romanzo fantasy?

“Ho sempre desiderato scrivere un libro, semplicemente perché mi ispirava. Tutto è cominciato quando ero in terza media: la professoressa di italiano ci diede come compito quello di scrivere un testo horror, partendo da un incipit. L’idea mi piacque talmente tanto che cominciai a scrivere qualcosa, che però non ebbe seguito, ma che ora ho inserito al capitolo 17 dell’attuale romanzo. Trascorse un anno e mezzo da allora, finché un giorno, alla fine della prima superiore, mentre stavo guardando una serie tv, notai un’attrice, Millie Bobby Brown. Siccome sono un appassionato di cinema e mi piace andare a scavare nella vita di attori e attrici, ho scoperto che era nata nel 2004, aveva un anno in più di me, ma aveva fatto così tante cose, mentre io me ne stavo seduto sul divano a lamentarmi di ogni cosa. Così decisi di realizzare il sogno di quel libro e di riprenderlo a scrivere. Ovviamente, crescendo e proseguendo gli studi, mi sono fatto delle mie idee su determinati temi: scrivere non era più solo ispirazione o voglia di ammazzare la noia, ma intendevo comunicare qualcosa”.

 

Di cosa parla il romanzo?

“Racconta di un adolescente, Fin White, diverso da tutti gli altri. I suoi occhi infatti cambiano colore in base alle emozioni che prova. Questa sua caratteristica è in realtà il segno esteriore di un’altra sua identità, che inizia a scoprire il giorno del suo sedicesimo compleanno, quando viene catapultato nel mondo Fantasy. La caratteristica di questi occhi è che secernano il potere del Primo Drago. Qui ha inizio una nuova vita per Fin, che in primis si trova di fronte terrificanti verità sulla sua famiglia, che lo porteranno a compiere un viaggio, assieme a Wando, attraverso la Terra di Centro verso il regno dei Draghi, dove sperano di trovare il Lux, un alleato per l’incombente guerra”.

Quali tematiche sviluppa nel libro?

“Quella del viaggio, tra inediti scenari e nuove creature magiche che ho provato a inventarmi. Nella parte finale tratto prevalentemente i temi del sogno (attraverso un dialogo/monologo), quello del potere (a cui ho dedicato un monologo di stampo filosofico) e sullo sfondo quello del futuro in generale. Il filo conduttore resta però la metafora del viaggio: quello che compie Fin in realtà è un viaggio di conoscenza di sé e delle proprie diversità, che chiunque prima o poi deve compiere. Un viaggio di questo tipo non è altro che il viaggio della vita, che Fin comincia a compiere in questo primo libro”.

Filippo Marangoni con il suo libro “Il Primo Drago. Una nuova vita”

A chi si rivolge questo romanzo: ai giovanissimi e agli appassionati del fantasy in primo luogo?

“Chiunque può trovare motivo di disquisizione, perché si parla di temi quali il potere e il sogno che offrono tanti spunti di riflessione e discussione. La tematica del viaggio poi è universale”.

I suoi scrittori di riferimento?

“Ho sempre gustato appieno il fatto di sognare attraverso i libri fantasy, che permettono di catapultarti in un altro mondo. Sicuramente la mia scrittrice di riferimento è J.K. Rowling. Stavo guardando un film tratto da un suo romanzo, non ricordo se ‘Harry Potter e il calice di fuoco’ o ‘Harry Potter e la pietra filosofale’, quando mi sono chiesto: come deve essere far sognare le persone? Non posso poi non nominare J. R. R. Tolkien che ha gettato le basi del genere fantasy. Ovviamente non disprezzo saggi e classici”.

Questo è il suo primo romanzo, trovare un editore è stato complicato?

“Io e i miei genitori eravamo inesperti in questo campo, perciò abbiamo fatto diverse telefonate per capire come funzionasse questo mondo. Non è stato né facile né difficile: bisogna informarsi e cercare”.

La cover di “Il Primo Drago. Una nuova vita”

Alle nuove generazioni che hanno un libro nel cassetto o un’idea che vorrebbero sviluppare, che cosa si sente di dire?

“Penso che tutto in fin dei conti dipenda dalla volontà, che è poi l’aspetto fondamentale. Un ragazzo può avere degli obiettivi e dei sogni, ma se non ha la volontà, se non è il primo a crederci, non può funzionare. Mi vengono in mente le parole di Jeff Bezos quando dice: ‘Non sei tu a scegliere le tue passioni, sono loro che scelgono te’. È come nascere con un talento per qualcosa, che di per sé è un’ottima cosa, ma da solo il talento non basta: bisogna coltivarlo e crederci”.

Questa storia si conclude con l’ultima pagina?

“Niente affatto, anzi. Sto già lavorando a un secondo romanzo per quella che vuole essere una vera e propria saga. In ogni libro andrò a trattare particolari temi, e nel secondo mi piacerebbe parlare dell’istruzione e della scuola. Il mio sogno? Che i miei romanzi possano ispirare una saga cinematografica”.