Linda Evangelista sfigurata dalla chirurgia: quando non accettarsi diventa un inferno

La supermodella canadese di 56 anni si racconta a People dopo l'intervento di riduzione del grasso corporeo: "Tremo al pensiero di incontrare qualcuno che conosco"

Accettarsi, amare il proprio corpo per quello che è. Questo è il significato di body positivity. Qualcosa che Linda Evangelista ha imparato da poco ad affrontare, dopo la sua battaglia a suon di interventi chirurgici per “migliorare” quel corpo che non le piaceva, che ‘doveva’ essere cambiato. Adesso però la topmodel canadese, 56 anni, dopo essere stata cinque anni lontana dalle luci della ribalta, ha deciso di dire basta. E ha raccontato in una lunga intervista a People il dolore fisico ed emotivo provato in questi anni dopo essersi sottoposta a un intervento di riduzione del grasso localizzato (criolipolisi), che l’ha lasciata sfigurata. “Ho smesso di nascondermi”, racconta la supermodella.

Linda Evangelista, 56 anni, racconta a People l’inferno che ha passato dopo essersi sottoposta a interventi chirurgici per ridurre il grasso corporeo

“Gli interventi per ridurre il grasso mi hanno lasciata deformata e sfigurata”

Linda Evangelista era una delle modelle più ricercate al mondo negli anni Novanta. Canadese, classe 1965, la topmodel è poi iniziata a scomparire a partire dagli anni Duemila. Come ha raccontato a People, infatti, in quegli anni si è sottoposta a una serie di interventi per ridurre gli accumuli di grasso. Sette le sedute di criolipolisi a cui si è sottoposta Linda Evangelista e che l’hanno lasciata “permanentemente deformata” e “brutalmente sfigurata“. Da quel momento in poi è stato l’inferno per l’ex modella. Non poteva più lavorare e non si faceva più vedere in pubblico. Tanto che la modella ha fatto causa nel settembre del 2021 alla società di chirurgia estetica, la Zeltiq Aesthetics Inc., alla quale si era rivolta per gli interventi. Cinquanta milioni di dollari i danni chiesti alla società.

 

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I rigonfiamenti su tutto il corpo: gli effetti collaterali dell’intervento

“Mi piaceva sfilare. Ora tremo al pensiero di incontrare qualcuno che conosco. Non posso più vivere in questo modo, nascondendomi e nella vergogna. Non posso più vivere con questa pena. Ora voglio parlare”. Con queste parole Linda Evangelista ha commentato a People quello che era successo al suo corpo dopo gli interventi. In particolare, la topmodel ha notato dopo tre mesi dalle sedute dei “rigonfiamenti sul mento, sulle cosce” e all’altezza del reggiseno. Sporgenze che poi si sono irrigidite e diventate insensibili. Dopo il trattamento di riduzione del tessuto adiposo, la modella si è rivolta a un medico perché si stava riducendo alla fame nel tentativo di perdere peso. Fu allora che le fu diagnosticata una iperplasia adiposa paradossale, un effetto collaterale della criolipolisi che si manifesta nell’1% dei pazienti. Trattandosi di una procedura che rimuove il tessuto adiposo attraverso l’applicazione del freddo nel suo caso il metodo ha avuto l’effetto di far espandere e irrigidire il tessuto adiposo.

 

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La voglia di ripartire: “Perché facciamo queste cose al nostro corpo?”

Dopo il trattamento, Linda Evangelista ha raccontato di essersi sottoposta a due interventi di liposuzione, ma l’iperplasia adiposa era già tornata. “Le protuberanze sono dure – ha spiegato la modella – e se cammino senza un busto quando indosso un vestito ho degli sfregiamenti fino al punto di sanguinare. Non è grasso morbido ma duro”. La topmodel ha poi raccontato che non riesce più a tenere le braccia distese sul corpo. “Non mi guardo allo specchio, non sembro io”. Infine, nell’intervista ha spiegato che ora sta cercando di riconquistare la fiducia in se stessa: “Perché – si chiede Linda – sentiamo il bisogno di fare queste cose al nostro corpo? Ho sempre saputo che sarei invecchiata e so che il corpo va incontro a cambiamenti ma non avrei mai pensato di apparire così”. Ha aggiunto poi che sente di aver perso la sua identità e di non ricoscersi più né fisicamente né come persona: “Lei – parla Linda di se stessa in terza persona – è come se fosse scomparsa”.