L’Italia realizza il sogno di Sasha: la bambina ucraina riceverà la protesi al braccio a Roma

La piccola di 9 anni è stata operata all'ospedale Bambino Gesù. Si è trattato di un primo intervento preparatorio alla protesizzazione dell'arto. La bambina ha perso il braccio sinistro in un bombardamento a Kiev. La sua foto, la sua storia e la sua frase "Non so perché i russi mi hanno sparato" hanno fatto il giro del mondo

L’Italia realizza il sogno di Sasha: la bambina ucraina di 9 anni riceverà a Roma la protesi al braccio sinistro. La piccola, arrivata alcuni giorni fa nel nostro Paese, è stata operata all’ospedale Bambino Gesù di Roma. “L’operazione è andata bene”, ha riferito il professor Pier Francesco Costici dell’ospedale. Si è trattato di un primo intervento preparatorio in vista della successiva protesizzazione dell’arto, ha spiegato il professore all’Adnkronos. Il sogno della bambina dunque si avvererà. Resta solo da capire quando la piccola riceverà il nuovo braccio artificiale e se la protesi sarà rosa e con i fiorellini colorati, come aveva espressamente chiesto la piccola Sasha dal letto d’ospedale di Kiev.

Sasha, la bambina ucraina di 9 anni senza il braccio sinistro, dopo il primo intervento all’ospedale Bambino Gesù di Roma (Foto Adnkronos)

L’arrivo di Sasha in Italia, la piccola suona il pianoforte in ospedale

La piccola Sasha è arrivata in Italia alcuni giorni fa, insieme alla mamma e alla zia, la sorella del padre ucciso nello stesso attacco in cui la bambina ha perso il braccio sinistro. A portare la famiglia di Sasha in Italia è stato un volontario della onlus ‘Amici per la pelle’ che è riuscito a recuperare la piccola e i suoi parenti in Ucraina e a farli arrivare a Roma. Appena giunta in Italia, la bambina di 9 anni è stata subito trasferita nella casa Palidoro della Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald all’interno dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Una nostra operatrice a lei dedicata l’ha seguita costantemente, passando le giornate con lei e suonando con lei il pianoforte“, ha raccontato all’Adnkronos la direttrice della Fondazione Maria Chiara Roti.

La prima operazione, Sasha ha pianto dopo l’intervento

La mattina di giovedì 17 marzo la bambina ha iniziato le prime valutazioni cliniche e chirurgiche all’ospedale romano. Il primo intervento preparatorio alla protesizzazione del braccio sinistro è durato alcune ore. Uscita dalla sala operatoria, la piccola è stata riportata nella stanza della sede Palidoro, dove ad attenderla c’erano la madre, la zia paterna e Carla Iannucci, della onlus ‘Amici per la pelle’. “Entrata in stanza e trovata la mamma, la bimba ha finalmente pianto. Fino ad oggi aveva trattenuto le lacrime, ogni tanto riusciva anche a sorridere. La mamma era preoccupata per il fatto che la figlia stava tenendo dentro tutto, oggi invece si è sfogata. Io mi sono commossa, ma allo stesso tempo sono stata felicissima che si sia sfogata”, ha raccontato Carla Iannucci all’Adnkronos.

La mamma di Sasha e il terrore degli elicotteri in cielo a Roma

La mamma di Sasha, spiega ancora Carla Iannucci della onlus ‘Amici per la pelle’, “è provata e triste, piange per la morte del marito, il patrigno di Sasha, avvenuta davanti ai suoi occhi. Oggi mentre eravamo in attesa della bimba nel cortile dell’ospedale, è passato un elicottero e si è raggelata per lo spavento. Mi ha spiegato che in Ucraina quando sentivano elicotteri, si aspettavano spari”.

La foto simbolo di Sasha, la bambina ucraina di 9 anni che ha perso il braccio sinistro in un bombardamento a Kiev (Foto di Tim Clarke)

La storia di Sasha, la bambina ucraina di 9 anni che ha perso il braccio in un bombardamento a Kiev

Circa una settimana fa, a Hostomel, un quartiere a nord ovest di Kiev, Sasha, suo padre, sua madre e sua sorella decidono di scappare dalla capitale per mettersi in fuga dai bombardamenti. L’auto sulla quale stavano viaggiando viene colpita da una pioggia di proiettili. Il padre viene ucciso. Sasha rimane gravemente ferita al braccio sinistro. La mamma prende velocemente le due bambine e le porta in una cantina trovata sulla strada. Le tre rimangono lì dentro. Per due giorni la bambina di 9 anni perde conoscenza. Le condizioni del suo braccio erano gravemente peggiorate. La madre riesce a portare la bimba al Central Irpin Hospital di Kiev. Lì i chirurghi procedono subito ad amputare il braccio sinistro di Sasha per salvarle la vita. Svegliatasi dopo l’operazione, la bimba ha detto: “Non so perché i russi mi hanno sparato. Spero sia stato un incidente e che non intendessero farmi del male“. Per quanto riguarda il braccio, la bambina di 9 anni ha chiesto agli infermieri se poteva avere una protesi rosa con i fiorellini.

 

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