Lo scienziato: “La carne sintetica sarà il cibo del domani”. Il gastronomo: “Non sarà mai carne, difendiamo le tradizioni”

L'Unione europea finanzia con 2 milioni la sperimentazione effettuata da due aziende alimentari olandesi per la bistecca prodotta in laboratorio. Ma come saranno la nostra tavola e la nostra vita cibandoci con alimenti preparati artificialmente? Luce! intervista l'esperto di bioetica Marco Annoni e Dario Cecchini, icona della genuinità a tavola

Finanziare la ricerca e lo sviluppo per trovare la migliore combinazione di amminoacidi, vitamine e minerali da includere nei terreni di coltura per favorire la crescita naturale delle cellule muscolari prelevate da una mucca e produrre così carne ‘sintetica’. (Leggi l’articolo di Luce!) Con questo obiettivo l’Unione europea ha deciso da faccia i investire 2 milioni di euro nell’ambito del piano di ripresa dal Covid istituito dalla Commissione europea lo scorso anno. I soldi andranno a due aziende alimentari olandesi – Nutreco e Mosa Meat (dove ha investito anche il famoso attore americano Leonardo DiCaprio) – che stanno lavorando nell’intento di di ridurre i costi della produzione della carne in vitro, attualmente esorbitanti e tali da impedire di fatto la commercializzazione su larga scala del prodotto.

La carne sintetica è un prodotto di nuova generazione che nasce da esperienze laboratoriali già in atto da tempo, orientate alla riproduzione in vitro di cellule muscolari: normalmente, quando il tessuto sviluppa liberamente, è orientato in modo casuale; coltivandolo è stato possibile allinearlo in una certa direzione come se fosse un muscolo reale, anche con l’aggiunta di vitamina C che favorisce la maturazione.

Così facendo, entro il 2025, secondo i ricercatori, sarà possibile realizzare una bistecca dello spessore di due centimetri.

Ma perché si produce carne sintetica? L’obiettivo primario è quello di ridurre i costi ambientali connessi alla produzione di carne: è stimato infatti che la produzione di carne bovina coltivata ridurrà l’impatto climatico del 92%, l’inquinamento atmosferico del 93%, utilizzi il 95% in meno di terra e il 78% in meno di acqua rispetto alla produzione industriale di carne bovina.

Senza contare i motivi etici fondati sulla sofferenza degli animali durante la vita in allevamenti intensivi, e sulla loro soppressione violenta. 

Luce! pone a confronto le opinioni di uno scienziato e di un personaggio pop che difende tradizioni alimentari e culinarie.

 

Lo scienziato Annoni: “Vantaggi per salute, consumo di acqua e suolo. Regolando i prezzi, sarà l’alimento del futuro”

 

Marco Annoni lavora al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ed è responsabile del Centro interdipartimentale per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca della Fondazione Umberto Veronesi.

 

Cosa pensa della carne cosiddetta ‘sintetica’ o ‘in vitro’?

 

“Penso sia una grande opportunità, che vada contestualizzata. E’ una grande opportunità perché oggi il 90% della carne che viene consumata nei paesi sviluppati come il nostro deriva da allevamenti intensivi o ultraintensivi. E questa modalità di produzione della carne noi oggi sappiamo che ha degli effetti devastanti sull’ambiente: per le emissioni, per il benessere animale, perché gli animali crescono e vivono in condizioni di sofferenza per tutta la loro esistenza, e poi per la salute pubblica. Non è un caso che tutte le pandemie o le emergenze sanitarie maggiori degli ultimi anni, in qualche modo, hanno riguardato anche la questione degli allevamenti intensivi“.

 

Marco Annoni

Quali sono i vantaggi della carne sintetica?

“Grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate si può immaginare una produzione di carne o di alimenti di origine animale che non ha conseguenze per quanto riguarda la sofferenza degli animali, almeno in teoria, e che permette di utilizzare pochissime risorse rispetto a quelle che vengono utilizzate oggi per produrre carne negli allevamenti intensivi. A partire dall’energia, fino al consumo di acqua e di suolo. La carne sintetica inoltre promette di essere molto più sicura dal punto di vista della salute pubblica. Quindi le prospettive sono ideali. Però ci sono questioni che bisogna considerare quando si parla di sviluppo di queste tecnologie”.

 

E quali sono?

 

“La prima riguarda il fatto che attualmente per produrre questo tipo di cibi si utilizzano ancora… Leggi tutto l’articolo

 

 

Il macellaio-gastronomo Cecchini: “To beef or not to beef: se non è animale non è carne. Almeno, cambiatele nome”

 

“Lasciate ogni speranza, o voi che entrate, siete nelle mani di’macellaio”: è la frase che campeggia in apertura del sito web di Dario Cecchini, il macellaio forse più famoso al mondo, simbolo e cantore della bistecca, e grande sponsor del consumo di carne. Si definisce “un carnivoro convinto ma consapevole”.

 

Cosa pensa della carne sintetica?

 

Dario Cecchini

“E’ tanto che se ne parla. Già nel 2019 una start up di Tel Aviv, che aveva inventato un metodo per produrre carne sintetica attraverso una stampante 3d partendo da fibre vegetali, mi aveva chiesto di andare a fare da assaggiatore d’eccezione per capire se il prodotto potesse funzionare o meno. Io ci sarei andato volentieri perché sono curioso. Poi c’è stato il covid e non se n’è fatto di nulla. So che anche negli Stati Uniti ci sono grandi investimenti in questo senso. Ma per me non è carne”.

 

Perché?

 

“Per dirla alla toscana è un po’ come una bambola di gomma al posto di una donna… Leggi tutto l’articolo