“L’omosessualità è qualcosa di antico, essere affezionati a un solo modello è segno di ignoranza”

Filosofo, cantautore, musicista, autore, Fabio Cinti convive ormai da una decina con il suo compagno. "Non ho mai subito discriminazioni vere e proprie" dice, ma "viviamo in mezzo a gente che nega l’evidenza e questo lo trovo insopportabile"

Della propria omosessualità non fa nessun mistero, ma anzi la vive in modo estremamente equilibrato e perfino creativo. Fabio Cinti,  musicista, cantautore e autore ha scritto in passato una canzone Dicono di noi in cui, in qualche misura, si mette a nudo. Del resto lui, nativo di Ceprano nel Lazio, abita a Schio in provincia di Vicenza condividendo la sua esistenza con un compagno in una relazione stabile da una decina d’anni. Filosofo spinoziano e appassionato di argomenti inerenti la fisica quantistica e l’estetica quale principio etico, proprio su questo studio sta preparando un saggio. Non a caso, il tema della Bellezza lo ha toccato sin dai tempi dell’album Madame Ugo dedicato al film di Valerio Caprioli Splendori e miserie di Madame Royale. Spunto ideale per porsi il quesito del come “una donna, attraverso la curiosità verso ogni piccola cosa, possa superare l’ostacolo apparente delle convenzioni e vivere con serenità sia le meraviglie che le difficoltà”.

Filosofo e cantautore, musicista e autore, Fabio Cinti vive la sua omosessualità in modo creativo

Il discorso sui pregiudizi legati all’omosessualità non si ferma qui, ma anzi prosegue proprio con Dicono di noi: una risposta risoluta alle affermazioni di Papa Ratzinger secondo il quale i gay sarebbero da considerare “una ferita alla giustizia e alla pace”. Dal 2011 Fabio Cinti ha pubblicato cinque album di inediti e un adattamento cameristico de La voce del Padrone, che nel 2018 gli è valso una Targa Tenco. Ha collaborato e lavorato con lo stesso Franco Battiato di cui è interprete eccellente. Lo scorso anno, proprio in occasione del quarantennale de La voce del padrone, ha eseguito i brani del disco, assieme ad altre composizioni di Battiato, con l’Orchestra della Magna Grecia, mentre nel frattempo con i musicisti che hanno accompagnato il maestro negli ultimi trentacinque anni (tra cui Angelo Privitera e Il Nuovo Quartetto Italiano) ha dato vita a un nuovo progetto. Da sempre amico e collaboratore di Morgan, si è esibito  con il cantante milanese sul palcoscenico dell’Arena di Verona in occasione del recente ricordo del cantautore siciliano scomparso. Note le polemiche esplose subito dopo la messa in onda di Caro Battiato a cura di Pif, scaturite dal fatto che Morgan non tollerava di essersi visto tagliare un suo assolo, definendo “marginale” il  duetto con Fabio Cinti. Una discussione che si è poi spenta grazie anche alle scuse, via social, fatte pervenire a Fabio dallo stesso Morgan.  

Fabio lei vive in maniera molto serena il suo diverso orientamento sessuale…

“Assolutamente. Ritengo che di questi tempi  in cui si fa strada il concetto di sessualità fluida, l’omosessualità debba essere considerata  qualcosa di antico, perché di fatto lo è, forse più della stessa egemonia eterosessuale. Una fetta di società che mostra di essere affezionata a un solo modello è sempre e solo segno di ignoranza, di vedute storiche molto ristrette, oppure è frutto di calcolo politico”.

Ha dovuto vedersela con pregiudizi discriminanti?

“Solo qualche cattiveria, qua e là, da parte di gente meschina alla quale non va data la minima importanza, perché tanto gli insulti quanto le persone che li hanno prodotti sono assolutamente irrilevanti. Personalmente ho vissuto sempre in ambienti sani, distesi, in cui i problemi quotidiani erano e sono ben altri: per cui per fortuna non ho mai subito discriminazioni vere e proprie”.

Poi c’è stata l’incursione del Papa emerito contro i gay…

Grande interprete di Battiato, Cinti dice: “Da lui ho ricevuto una specie di educazione sentimentale (e non solo)”

“Sì, in quel caso mi sono indignato molto. Ma la mia risposta è arrivata attraverso le espressioni artistiche che mi rappresentano di più: la musica e le parole. Così ho scritto Dicono che siamo contro natura, eppure i tuoi occhi somigliano tanto alle stelle. Sono sicuro che l’amore vinca sempre e sia un dono divino, a prescindere dall’essere maschio o femmina”.

Lei è un filosofo: qual è la sua filosofia di vita?

“Sono affascinato dal senso del dovere: sono sicuro che se fosse più diffuso potremmo fare a meno di tante inutili leggi e imposizioni svilenti. Allo stesso tempo trovo fondamentale la misura in tutte le cose e, naturalmente, la gentilezza. Essere critici con gentilezza è sempre costruttivo, altrimenti bisogna sempre farsi largo tra vanità e presunzione. Mi piace stare spesso da solo, ma non sempre. La solitudine per scelta è, usando le parole di Franco Battiato, ‘un’isola benedetta’”.

Cos’è per lei la libertà? 

“È una categoria della mente piuttosto abusata, più o meno come il bene e il male. Se davvero tendiamo al benessere individuale e sociale, allora i comportamenti dovrebbero essere un po’ più intelligenti, sfoltiti da sovrastrutture stupide e superflue. Viviamo in mezzo a gente che nega l’evidenza e questo lo trovo insopportabile”.

Ci sono cose che detesta? 

“Tantissime, purtroppo, la lista sarebbe lunga. Diciamo però che, riflettendoci un po’, trovo che tutte hanno in comune l’ignoranza (quella di cui ultimamente ci si vanta) e la stupidità. Il mix di ignoranza e stupidità è micidiale”.

Altre che adora… 

“Mi piacciono la timidezza, il silenzio, l’eleganza non dichiarata, non sfacciata… si può essere eleganti ma non raffinati, ecco. Mi piace leggere, tantissimo e mi piace la scienza, in particolare la fisica e la botanica. Poi mi piacciono molto le scarpe, ne ho davvero tante … Naturalmente, e sopra ogni cosa, la filosofia e la musica”.

Interpreta benissimo Battiato. Che sensazioni le trasmette?

Omosessuale, da una decina d’anni in una relazione stabile con il suo compagno, Cinti afferma di non aver mai avuto a che vedere con discriminazioni vere e proprie

“Dichiarare quello che provo sarebbe complesso e soprattutto fraintendibile. Sono stato forgiato in qualche modo da lui, una specie di educazione sentimentale (e non solo). Mi sento a mio agio completamente con quelle canzoni, cosa che non succede neanche con le mie”.

È un’esperienza che la libera o la lega?

“A volte mi preoccupa un po’ il giudizio del pubblico, perché è al pubblico che mi rivolgo. Ma poi mi accorgo che quando le persone mi vedono e mi ascoltano dal vivo percepiscono la mia sincerità di fondo e il fatto che mi comporti essenzialmente da interprete, al servizio di quelle composizioni”.

Da compositore come nutre la sua creatività?

“Ieri era una giornata molto fredda, osservavo il grande giardino davanti la casa in cui vivo, è un parco, e ci sono grandi alberi sempreverdi: bisogna prendersene cura. E preparare gli spazi per quando sbocceranno i fiori”.

Quanto vasti sono i suoi orizzonti?

“Abbiamo purtroppo una visione grossolana della realtà. Gli esseri umani percepiscono il mondo secondo le esigenze biologiche e sociali di adattamento. Bisogna pensarsi anche come ‘eventi’ nell’universo, oltre che come esseri viventi pensanti e con una coscienza per sfuggire a questa visione relativa…“. 

Ti senti più laico o mistico?

“Sono spinoziano e ho un profondo senso spirituale. Forse sono entrambe le cose, se possibile”.

Cosa è per lei l’amore? 

“Credo sia un insieme di sentimenti, emozioni e pulsioni basiche come l’attrazione sessuale. Diciamo che lo vedo come un sentimento ‘complesso’, cioè fatto di altre emotività semplici e molteplici. Se non ne funziona una, allora non scatta la scintilla. Se una smette di ardere allora l’amore finisce. Alla base dell’amore c’è un altro sentimento, forse più puro, che è l’amicizia. Due persone innamorate davvero l’una dell’altra non possono non essere legate anzitutto dall’amicizia… perché una volta smesso di fare sesso si annoierebbero a morte. Anche l’affetto è una componente dell’amore: in questo senso posso dire di essere innamorato di mia madre, o di mia sorella, o dei miei gatti. Ma anche in questi casi, siamo anzitutto amici!”.

Quale stella vede brillare nel cielo del suo futuro?

“Non ho mai indovinato il mio futuro, né sono stato bravo ad architettarlo con parsimonia. Sono stato molto fortunato, invece, forse per via di una certa dedizione all’impegno e della mia caparbietà. Sto scrivendo un saggio di estetica: sarei felice se avesse una sua fortuna.”