Loredana Errore, la musica e la ‘rinascita’: “La vita non è un dono a senso unico. Con le canzoni condivido la bellezza della diversità”

Seconda ad Amici nel 2009, ha calcato anche il palco di Sanremo. Un incidente ha rischiato di lasciarla paralizzata, ma la cantante si è 'rialzata' e ha proseguito nel suo percorso artistico. "Non c'è pericolo" è l'ultimo singolo tratto dall'album "C'è vita": "L'artista prende a cuore dei messaggi e li fa diventare un bene comune"

La storia di Loredana Errore presenta un alternarsi di alti e bassi. Nel settembre 2009 entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi, guadagnandosi il secondo posto alla finale. Seguono altri due album e numerosi premi, tra i quali un Wind Music Awards. Nel 2011 duetta con Anna Tatangelo al Festival di Sanremo. All’apice della carriera e del successo, a soli 28 anni, si presenta uno degli ostacoli più significativi della sua giovane vita: un incidente stradale la mette a dura prova, ponendo un grande interrogativo sulla possibilità di riprendere il percorso artistico. Contrariamente a tutte le previsioni dei medici che la vedono paralizzata a vita, Loredana si ‘rialza’ in tutti i sensi. Oggi ha intrapreso una nuova strada: una collaborazione discografica che ha già portato all’uscita dei singoli “100 vite”, “È la vita che conta” e “Torniamo a casa”. A novembre 2020 è uscito il nuovo album di inediti “C’è vita”, e l’ultima tappa è il singolo “Non c’è pericolo”, pubblicato recentemente insieme a un video.

“Il senso di ‘Non c’è pericolo’ – spiega la stessa Loredana – è quello di insistere ad avere fiducia nella vita. E aver presente che come dono non può essere a senso unico. A tutto c’è un perché, una rinascita e uno sviluppo. Questo brano è poi messo in luce da un video che non mi aspettavo potesse svilupparsi in modo così appropriato: parlare di diversità per me è un qualcosa di molto onorevole. Quando, personalmente, si è disposti a dare la giusta comunicazione del proprio dono è una gioia, un senso autentico della propria vita come è capitato a me. Generalmente non siamo portati ad essere testimonial di questa diversità, ma quando ci si affida a una squadra di lavoro giusta come è successo a me, la verità viene fuori”.

 

Come è nato l’ultimo brano?

“È un’espressione della mia musica, alla quale ho voluto dare un senso preciso. L’artista è colui che prende a cuore dei messaggi e li fa diventare un bene comune. Uno sguardo in più oltre a quello strettamente pratico o teorico. Il video porta in girotondo tutte le differenze di ciascuno di noi, a partire dal modo di affrontare la vita. Alcune persone, nel loro affrontare le difficoltà quotidiane, sono di esempio. Un fatto che a volte tende a farci girare dall’altra parte, con il dispiacere di non voler vedere certe realtà. Ma sono realtà che servono a sostenere tutto un equilibrio che non è fatto solo di pane e acqua, ma di cuore e personalità autentica, e che serve a far andare avanti il bene della vita e il bene comune. E questo è un piccolo grande quadro di bellezza e di profondità”.

Ha parlato di differenze, cosa vuol dire questa parola per lei?

“Il concetto di diversità mi ha catturata nell’intimo fin da piccola. Dopo l’incidente che mi ha visto coinvolta e che ha fatto evolvere la mia vita in modo differente, ho toccato con mano quelle che possono essere non solo le difficoltà, ma anche l’impegno. Bisogna concentrarsi in quel punto centrale che è il cuore e tirare fuori quella forza e potenza che ci contraddistingue. È stata una grande sfida con me stessa. Quando noi diamo spazio alla luce, anche nei momenti meno comprensibili e che non consideriamo negativi, compiamo un passaggio importante. La disarmonia nel cammino o l’imperfezione non ci devono scoraggiare. Più vedevo questa metamorfosi, più avevo consapevolezza nel dire: io sono qui, servo a qualcosa e devo dare qualcosa”.

Si considera più interprete o autrice?

“Mi definisco un’interprete però dentro di me c’è una banda, un’orchestra. Lascio fare alla musica e a quello che accade, sia che interpreti sia che scriva. Sicuramente c’è anche elasticità quando affronto i brani degli altri, perché trasferisco al loro interno quello che sento. Penso che ci possa essere una propria scrittura della canzone di altri autori che viene interpretata”.

C’è un nuovo album in arrivo con brani legati alla diversità?

“Intanto in allestimento c’è un tour che porterà dal vivo quelle che sono le emozioni racchiuse nel mio lavoro. Per quanto riguarda il futuro, sarà bellissimo il fatto di poter cantare la mia vita e le mie canzoni”.

Cos’è la musica per lei?

“Un collante tra cielo e terra: quindi mi viene da dire che è una strada che non presenta problemi, né limiti o difficoltà. La musica ti prende con sé e ti fa viaggiare dove lei ti porta, facendoti emozionare. È un miracolo per tutti noi”.