Lorenzo Balducci a teatro racconta la comunità Lgbt in modo politicamente scorretto

L'attore romano ha fatto comig out a 21 anni con la famiglia e nel 2012 ha reso nota al pubblico la sua omosessualità: "Non me ne pento, è stata una liberazione"

A teatro interpreta “in maniera dissacrante” la comunità Lgbtq di cui lui stesso fa parte. “Non l’ho deciso io, ma il regista” dice l’attore, parlando dello spettacolo “Allegro ma non troppo”, che definisce ‘politicamente scorretto’ e di cui è interprete. “Io non ero convinto di farcela, ma alla fine è andata bene. Mi ha chiesto di mettermi a nudo”, aggiunge. Lorenzo Balducci, romano, nipote dello scultore marchigiano Elio Balducci e secondogenito di Angelo Balducci e Rosanna Thau. Ha iniziato a studiare recitazione all’età di 14 anni e nel 2001 ha fatto l’esordio a teatro. Venerdì 21 gennaio, durante il programma di Rai Uno condotta da Serena Bortone “Oggi è un altro giorno”, si è raccontato senza filtri, svelando tutti i retroscena di una vita fatta di tanti alti quanto di momenti difficili. Capace di esorcizzare il passato e cicatrizzare le ferite cimentandosi con la stand up comedy, l’attore rivela che per l’ultimo show non avrebbe voluto invitare la famiglia, perché molti temi portati sulla scena, nella realtà, con loro, non li ha ancora affrontati. “Io dall’inizio avevo deciso di non invitarli a vedere lo spettacolo, c’erano delle cose di cui non avevo parlato. Poi ho cambiato idea a poche settimane dall’inizio”.

Lorenzo Balducci, 39 anni, noto attore romano

Volto noto della tv e del grande schermo, l’artista ha recitato nel corso della sua carriera in diverse pellicole di successo, tra cui il film “Tre metri sopra il cielo” e la serie “I Medici”, solo per citarne due, ed è molto seguito sui social. Sulla sua vita privata, però, mantiene uno stretto riserbo. Di lui sappiamo, però, che ha fatto coming out nel 2012, durante un’intervista al quotidiano La Repubblica per l’uscita del film Good as you di Mariano Lamberti, pellicola che abbracciava la tematica omosessuale. “Fu il mio ragazzo, all’epoca, a darmi coraggio, dicendomi che non avevo nulla di cui avere paura e che quindi potevo buttarmi. E aveva ragione”, ha raccontato di recente.

Mai pentito della scelta per lui fu una sorta di liberazione ulteriore, anche perché, con la sua famiglia e con suo padre in primis, si era rivelato tempo prima, all’età di 21 anni. Quel padre noto alle cronache perché coinvolto in un caso di cronaca giudiziaria, che aveva scontato la sua pena in carcere: “Una volta sono andato a trovarlo e piangevo. Mi disse di non farlo… Mio padre ha sbagliato, ma ha pagato un prezzo troppo alto”. Un legame molto forte tra i due, nonostante tutto, tanto che proprio dal padre era partito per affrontare quel passo decisivo della propria vita. Dopo il quale, dice, aveva capito di essersi finalmente buttato alle spalle la paura di non essere accettato. Oggi lo ricorda con affetto: “È accaduto davanti a Titanic. Lo racconto nello spettacolo (“Allegro ma non troppo”, ndr): ho scelto mio padre e ci ho messo tutta la durata del film a dirglielo, e dura tre ore e un quarto – afferma con il sorriso –. Volevo partire dalla persona più difficile, ma poi è stato meraviglioso, così come gli altri componenti della mia famiglia”.

Balducci ha fatto pubblicamente coming out nel 2012

Balducci, oltre alla vicenda familiare, ha avuto in passato anche problemi di tossicodipendenza, con la metanfetamina: “Quello che era iniziato come un gioco mi stava distruggendo”. Da quando ne è uscito, da quel gioco che rischiava di essere mortale, si aggrappa con tutte le sue forze alla vita. Ma anche per la sua omosessualità, nonostante i molti passi in avanti della società, ha sofferto. Sul set c’è stato infatti un lungo periodo di inattività, collegato forse alla causa contro il padre e probabilmente anche al suo coming out: “Non so se questo abbia frenato la mia carriera – ha dichiarato ai microfoni di gay.it –. Non so dare una risposta precisa, mi baso sulle sensazioni che ho e in parte ti direi di sì. Non ho mai vissuto casi di omofobia diretta sul posto di lavoro, ma una parte di me pensa comunque di sì. Però io ero cosciente, nel 2012, che andavo incontro anche a questo. Potessi tornare indietro lo rifarei, anzi forse lo rifarei anche prima”. Perché, aggiunge durante l’intervista, più che pensare “a quello che sarebbe potuto succedere se non avessi fatto coming out, (pensa) alla quantità di attori che lo hanno fatto nel resto del mondo prima e dopo di me. Una piccola fetta di artisti che rischia, uscendo allo scoperto. Ogni coming out mi fa ben sperare. Poi certo, vedi quello che è successo al DDL Zan e torni a perdere ogni tipo di speranza nel futuro”.

La campagna #liberədiamare

Nel nostro piccolo, anche noi di Luce! cerchiamo di pensare a tuttə coloro che, fino ad oggi, hanno fatto coming out affrontando l’ignoto, le proprie paure, a volte anche il pericolo, consapevoli che ci sarebbero state conseguenze, ma non sapendo quali. Per questo, per non far perdere loro le speranze per il futuro, per dare loro uno spazio di condivisione di storie, esperienze e testimonianze, come quelle di Bianca e Serena, ma anche di tuttə quellə che in passato hanno raccontato il loro coming out, tra cui Francesco Cicconetti, Muriel De Gennaro, Luce Scheggi, Paola Egonu, Elena Linari, Lucilla Boari e i giovanissimi Malika e Giacomo, abbiamo deciso di lanciare la campagna #liberədiamare. Vogliamo promuovere valori che vadano al di là della singola persona, ma facendolo attraverso storie, esempi, esperienze che ne siano portavoci. Per questo invitiamo tutt* i/le nostr* lettor* a scriverci al nostro indirizzo mail redazione@luce.news.it o attraverso i nostri canali social, a raccontarci il loro coming out, a rendere partecipe tutta la comunità di Luce! di cosa voglia dire urlare al mondo che l’amore è amore, verso chiunque sia rivolto.