L’ostello ecosostenibile nasce in un immobile confiscato in Calabria. “Etica, ecologia, mutualismo”

Sulla Costa dei Gelsomini, gestito da Goel, rete fra imprese sociali, cooperative agricole, associazioni di volontariato e aziende, è entrato a fare parte di Legalitour e punta a diventare meta del turismo responsabile ispirato alla green economy

Prima la ‘ndrangheta, oggi un ostello ecosostenibile. Capita in una delle zone più ‘difficili’ del nostro Paese, nella Locride, dove l’associazione Goel, che da anni opera in Calabria per favorire il processo di rivalutazione e crescita del territorio ha promosso la creazione di un Eco-ostello : 45 posti letto (divisi in stanze triple), illuminazione ecologica ed energia fotovoltaica, riscaldamento solare, cosmetici e detersivi ecologici, biancheria bio e carta eco, colazione biologica. Il tutto attraverso prodotti forniti da cooperative sociali che fanno parte della rete Goel. In ogni stanza inoltre è presente un Android Box, mentre nelle aree comuni sono presenti video-proiettori, smart tv, postazioni pc e una lavagna touch per eventuali presentazioni.

Il tutto a un chilometro e mezzo dalla Costa dei Gelsomini

Il rinnovo è stato permesso anche dalla collaborazione con la Fondazione Con Il Sud e la Fondazione Peppino Vismara, a loro volta da anni impegnate nel riscatto territoriale e sociale.

Goel è una rete di persone che decidono di opporsi attivamente alla ‘ndrangheta. Raccoglie 12 imprese sociali, 2 cooperative agricole, 2 associazioni di volontariato, una fondazione e 29 aziende prevalentemente agricole, oltre che professionisti e volontari singoli. Le sue attività variano dalle strutture sanitarie per persone con malattie mentali alle comunità di accoglienza di bambini e adolescenti con percorsi di devianza. Si occupa anche di accoglienza ed integrazione di migranti minori non accompagnati e richiedenti asilo politico.

Il percorso per arrivare all’apertura della struttura è sato tutt’altro che semplice. Il bene, confiscato alla mafia nel 2005, era stato ristrutturato dal Comune di Locri (Reggio Calabria) grazie a dei fondi del Pon sicurezza. Conclusi i lavori, nell’aprile 2016 l’amministrazione era pronta a consegnare la struttura ricettiva ad un ente non-profit a titolo gratuito.

Peccato, però, che (stranamente?) nessuno si sia presentato alla gara. Forse per il timore di ritorsioni da parte dei clan.

Nonostante ciò, ad ottobre dello stesso anno è stata ripresentata la gara. A vincere questa volta l’associazione Goel che man mano ha trasformato la struttura in una tappa dei viaggi della legalità proposti alle scuole del centro-nord, anche attraverso le attività del tour operator “I viaggi di Goel”.

Un impegno che ha portato il Ministero istruzione e università e la Commissione parlamentare antimafia, nel 2020, ad inserire l’Ostello Locride tra le strutture del progetto “Legalitour”.

“Un ostello non basta. Bisogna trasformare il luogo simbolo delle brutture della criminalità in un esempio di bellezza e innovazione al passo coi tempi. Per questo, a cinque anni di distanza dall’acquisizione della struttura da parte di Goel, questa diventa qualcosa di diverso attraverso l’ulteriore trasformazione del modello ricettivo. L’obiettivo è  diventare esempio di innovazione e sostenibilità in un mondo che sempre di più si sta muovendo verso la green economy e il turismo responsabile” dice Vincenzo Linarello, presidente di Goel. Che spiega “lo abbiamo chiamato Locride perché chi accoglieremo si potrà calare nel progetto di cambiamento che Goel vuole costruire per la Locride e la Calabria intera: un futuro luminoso, fatto di etica, ecologia e mutualismo“.