Manifestazione contro i diritti negati: scende in piazza la comunità transgender in Pakistan

Il parlamento pakistano ha approvato la prima legge che mira a garantire i diritti dei transessuali, compreso quello di ereditare proprietà, vietando la loro discriminazione nelle istituzioni educative e occupazionali

Scende in piazza la comunità transgender in Pakistan: un gruppo di manifestanti ha protestato nelle scorse ore a Lahore, gridano slogan per rivendicare i propri diritti. Il parlamento pakistano ha approvato la prima legge del Paese che mira a garantire i diritti dei transessuali, compreso quello di ereditare proprietà, vietando la loro discriminazione nelle istituzioni educative e occupazionali.
Le persone trans – o Khwaja Sira, come sono conosciute localmente – avevano ottenuto determinati diritti, con la legge 2018 sulle persone transgender (protezione dei diritti) che consente loro di scegliere la propria identità di genere e di averla riconosciuta su documenti ufficiali come la carta d’identità nazionale e passaporto. Tuttavia la discriminazione nei loro confronti è dilagante in Pakistan. “Nei giorni scorsi a un evento un vice sovrintendente della polizia mi ha chiesto se fossi ‘vero o falso’”, ha ricordato la modella trans e attivista per i diritti umani Kami Sid parlando con la stampa .

La modella trans e attivista per i diritti umani Kami Sid

La modella trans e attivista per i diritti umani Kami Sid

“Nessuno ha il diritto di dichiarare chi è vero o falso”, ha sostenuto, aggiungendo che la nostra società “tollerava” gli individui trans invece di “accettarli”. L’obiettivo degli attivisti: “Che le persone un giorno possano accettare la nostra comunità; la società non cambierà se coloro che circondano una persona trans – i loro amici, la famiglia e altri – non li accetteranno“.
“Sono successe alcune cose buone e la comunità è stata comprata verso la positività. Tuttavia, sono accadute cose negative e le questioni più spinose sono rimaste in sospeso”, ha detto Kami ai media locali, sostenendo che le persone come lei non sono venute per “combattere” ma per educare e sensibilizzare le persone sulla comunità trans e sulle difficoltà che devono affrontare. “Come esseri umani meritiamo di essere trattati come cittadini uguali”.

La comunità transgender protesta per rivendicare i propri diritti a Lahore, Pakistan

La comunità transgender protesta per rivendicare i propri diritti a Lahore, Pakistan

La violenza

Il mese scorso una donna transgender, che era anche una delle organizzatrici della Karachi Climate March, è stata aggredita sessualmente e torturata da uomini non identificati, il giorno prima della marcia. Alcune persone chenon sono state identificate l’hanno tenuta in detenzione per tre ore e l’hanno torturata per ottenere informazioni sui discorsi della marcia. Gli assalitori avrebbero anche minacciato di porre fine all’attivismo per i diritti dei trans e alle attività politiche, altrimenti “la comunità trans sarebbe stata oggetto di maggiore violenza in futuro”.

La prima madrasa

Nel corso del lungo cammino verso la parità, era nata la prima madrasa, una scuola coranica, per sole persone transgender, segnando un’ulteriore passo avanti per la comunità Lgbtq+ in Pakistan, dove però la condizione delle persone in transizione non sembra essere migliorata di molto, nonostante alcune novità dal punto di vista legislativo. Aperta a Islamabad, la madrasa si propone di aiutare tutti gli iscritti non soltanto negli studi religiosi ma anche a imparare lavori come il cucito e il ricamo, in primis per raccogliere fondi.
Inaugurata dalla 34enne Rani Khan, che vi ha investito i risparmi di una vita, la madrasa intende offrire alle persone transgender un rifugio dall’ostracismo che ancora sono costrette a vivere nel Paese dell’Asia meridionale. Nonostante in Pakistan non vi siano ufficialmente preclusioni alla frequentazione delle moschee e delle scuole coraniche da parte di persone transessuali, la loro presenza non facilmente accettata.

La protesta della comunità transgender in Pakistan

La protesta della comunità transgender in Pakistan

La stessa fondatrice del nuovo istituto di Islamabad è stata ripudiata dalla propria famiglia a 13 anni e costretta a chiedere l’elemosina finché, a 17 anni, non si è unita a un gruppo di ballo di persone trans, esibendosi in occasione di matrimoni e altre celebrazioni.
Dopo aver riscoperto la religione a seguito della scomparsa di un amico, Khan ha deciso di aprire una scuola per “insegnare il Corano e migliorare la vita qui e nell’aldilà”.

L’istituto non riceve alcun aiuto dalle autorità ma gode di alcune donazioni private. Tuttavia, la fondatrice insegna anche alle iscritte a cucire e ricamare, nella speranza di raccogliere fondi vendendo capi d’abbigliamentoSebbene nel 2018 il parlamento pakistano abbia riconosciuto il “terzo genere” sessuale, conferendo alle persone in transizione, la tutela legale dei propri diritti fondamentali assicurando loro il diritto di voto e di dichiarare il proprio genere sui documenti, i transessuali restano ancora ai margini della società del Paese asiatico.
La stessa legge approvata tre anni fa ha raccolto diverse critiche anche da parte di alcuni esponenti della comunità Lgbtq+ in Pakistan, come la giornalista Marvia Malik, presidente della Khwaja Sira Society nonché prima giornalista transgender pakistana a condurre un telegiornale, secondo cui le transessuali dovrebbero avere “pari diritti ed essere considerate non un terzo genere ma cittadini comuni”.

La comunità transgender protesta per rivendicare i propri diritti a Lahore, Pakistan

La comunità transgender protesta per rivendicare i propri diritti a Lahore, Pakistan

Diritti negati

L’impressione è che i diritti acquisiti e la tutela legale siano assicurati soltanto sulla carta. “Lavoro per la mia comunità dal 2011 e, sebbene la consapevolezza sulla condizione delle persone transessuali sia aumentata, la situazione generale non è cambiata molto negli ultimi dieci anni”, conclude Kami Sid, prima transessuale pakistana a salire alla ribalta come modella. “Come ho sperimentato sulla mia pelle, dobbiamo ancora affrontare il pregiudizio religioso e sociale, nonostante la presenza di tante figure pubbliche progressiste su questo tema, le persone trans devono tuttora lottare per i propri diritti, come d’altra parte accade anche in Europa e negli Stati Uniti”.
Solo l’approvazion da parte del parlamento pakistano della prima legge del Paese, che mira a garantire i diritti dei transessuali, compreso quello di ereditare proprietà, vietando la loro discriminazione nelle istituzioni educative e occupazionali, potrà segnare una svolta nella battaglia verso la parità dei diritti dei transessuali.