Luca e Fermo, la coppia di pensionati gay presi di mira dagli omofobi: “Ce ne andiamo”

A Mornico Losana (Pavia) già tre attacchi con uova marce e colpi di pistola ad aria compressa: “Qui il clima è diventato troppo pesante, siamo esasperati"

Da sinistra Fermo, 69 anni, e Luca, 59.

Luca e Fermo hanno 59 e 69 anni. Sono, o meglio erano, una coppia di Mornico Losana. I due hanno dichiarato di voler lasciare il piccolo comune in provincia di Pavia dopo aver subito l’ennesimo attacco omofobo. Lo scorso 28 maggio, infatti, qualcuno ha sparato dei pallini d’acciaio con una pistola ad aria compressa contro la loro abitazione, prima di scappare via a bordo di un’automobile. Un episodio che segue, a meno di un anno di distanza, un altro attacco alla loro libertà d’amarsi: il lancio di uova contro la facciata di casa avvenuto a fine agosto del 2020. Anche questa aggressione ha a sua volta un precedente, più lontano nel tempo, che risale al 2009.

“Ci sentiamo presi di mira. Adesso sparano anche contro casa nostra: c’è qualcuno che vuole spaventarci perché non siamo graditi in paese. Così abbiamo deciso di andare a vivere a Pavia o Voghera, qui il clima è diventato troppo pesante; gli autori potrebbero anche venire da un altro posto, ma non fa differenza, siamo esasperati – dice Luca, il più giovane tra i due – Abbiamo sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri e domani il sindaco dovrebbe consegnare alle forze dell’ordine le immagini delle telecamere per risalire agli autori del gesto. Abbiamo sentito prima degli strani colpi contro le finestre e poi un’auto fare retromarcia e allontanarsi velocemente, la dinamica era uguale a quella di agosto. Ed è una storia vecchia, non certo in questo modo ma sono anni che sentiamo commenti omofobi contro di noi. Anche andare a bere un caffè al bar è diventato un problema. Non mi stupirei se fra due o tre settimane quello che è appena successo si ripetesse”.

Le vessazioni, infatti, sono sempre presenti, anche nei momenti di vita quotidiana, perfino da parte di persone conosciute. In passato la coppia è stata bersaglio di ripetute battute omofobe in luoghi pubblici di Mornico e della vicina frazione di Torricella. “In un bar uno del posto, uno che conosco, mi ha detto: anche qui ci sono i froci” ricorda Luca. Voci, pettegolezzi, allusioni: “Ridono alle nostre spalle, è brutto dirlo ma ormai ci siamo abituati. Il nuovo vandalismo però ci ha scosso, è come se volessero dirci: dovete andare via da Mornasco, qui non vi vogliamo. Ho detto a Fermo che è meglio traslocare, in modo da ritrovare la tranquillità“.

Il sindaco Paolo Porcellana ha manifestato la sua vicinanza alla coppia e l’estrema disapprovazione verso manifestazioni d’odio simili, sottolineando però come queste azioni vadano ricondotte a poche persone specifiche e che la colpa non debba ricadere sull’intera comunità: “È un atto che condanno fermamente, è inaccettabile che l’abitazione di qualsiasi cittadino diventi obiettivo di gesti violenti. Ma detto questo, voglio dire che Mornico non è un paese omofobo, nessuno qui ha mai fatto distinzioni fra le persone per il loro orientamento sessuale, e spero che questa vicenda si chiuda una volta individuati i responsabili”.

Dopo le vicende del 29 maggio scorso, dove a Palermo una coppia omosessuale è stata aggredita violentemente da un gruppo di ragazzini per aver commesso il tremendo reato di tenersi per mano, questo è un altro richiamo urgente alla necessità di agire in favore dell’approvazione del Ddl Zan. Amare non può mai, sotto alcuna condizione, essere una colpa. Eppure, a dover scappare è, ancora una volta, chi ha avuto il coraggio di essere semplicemente se stesso.