Lufthansa lascia a terra un gruppo di ebrei ortodossi. Le scuse: “Non c’è posto per l’antisemitismo”

I passeggeri hanno raccontato che dopo l'atterraggio a Francoforte, provenendo da New York, a più di 100 persone è stato impedito di imbarcarsi su un volo di collegamento per l'Ungheria, dopo che alcuni passeggeri hanno disobbedito all'obbligo di indossare la mascherina

Arrivano a una settimana di distanza le scuse di Lufthansa Airlines dopo che un folto gruppo di passeggeri, in viaggio da New York verso l’Ungheria, una volta arrivato in Germania ha dichiarato di essere stato bloccato all’imbarco su un volo di collegamento, perché composto da ebrei ortodossi. In una precedente dichiarazione la compagnia aerea ha affermato che i viaggiatori erano stati esclusi dal volo perché avevano violato l’obbligo di indossare la mascherina, ma i passeggeri hanno ribattuto sostenendo che tutti coloro che erano   “visibilmente identificabili come ebrei”, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeiner Zeitung, erano stati ingiustamente raggruppati e puniti perché una manciata di persone sul volo da New York non aveva rispettato la regola della compagnia. Non è stato comunicato il numero esatto, ma secondo diversi testimoni i passeggeri bloccati sarebbero stati tra i 130 e i 170.

lufthansa

La Lufthansa Airlines, mercoledì 4 maggio, ha impedito a un gruppo di oltre 100 ebrei ortodossi di imbarcarsi su un volo per Budapest (Dan’s Deals)

Le scuse di Lufthansa

L’evento risale al 4 maggio scorso, ma della vicenda si è parlato solo negli ultimi giorni, dopo che l’8 maggio i video e le testimonianze di quanto successo sono stati diffusi su Dan’s Deals, un sito che di solito si occupa di vendita di biglietti aerei in sconto. Ovviamente la notizia è subito rimbalzata sui principali media tedeschi e da lì internazionali. Martedì 10 maggio la compagnia aerea ha diffuso un comunicato in cui ha riconosciuto che anche i passeggeri che indossavano la mascherina sul volo di New York erano stati bloccati: “Mentre Lufthansa sta ancora esaminando i fatti e le circostanze della vicenda, ci rammarichiamo che sia stato negato l’imbarco all’intero gruppo, invece di limitarlo ai passeggeri non in regola”. La società ha dichiarato anche che “si impegnerà” con i passeggeri coinvolti: “Abbiamo tolleranza zero per il razzismo, l’antisemitismo e la discriminazione di qualsiasi tipo”, si legge nella nota.
Il Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, si è scusato personalmente con la comunità ebraica: “Non c’è alcun posto per l’antisemitismo nella Lufthansa – ha detto Spohr – Quello che è accaduto mercoledì scorso non sarebbe dovuto succedere e adesso va chiarito senza riserve”, ha aggiunto il top manager.

Le testimonianze

ebrei ortodossi sul volo lufthansa

Una parte del gruppo di ebrei ortodossi sul volo Lufthansa New York-Francoforte

Isaac Kraus, 34 anni, ebreo chassidico, era uno dei tanti passeggeri che si stavano recando in Ungheria per un pellegrinaggio in onore del Gran Rabbino Yeshaya Steiner di Kerestir, Ungheria, morto nel 1925. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della sua morte, si tiene un evento presso la sepoltura a Budapest. “Andiamo alla tomba, accendiamo le candele e recitiamo le preghiere – ha spiegato Kraus al New York Times -. È una cosa molto sacra ed emozionante per noi”. Dopo l’atterraggio a Francoforte, racconta di aver visto molti poliziotti fuori dal gate del suo volo di collegamento e ha pensato che qualcuno sarebbe stato arrestato. Le persone intorno a lui erano in ansia perché l’aereo era in ritardo, poi circa 10-15 persone sono state chiamate per salire a bordo. Il gate si è chiuso dietro di loro, lasciando indietro la maggior parte dei passeggeri. Su Dan’s Deals, sono stati condivisi alcuni video della scena. Uno mostra un addetto Lufthansa dire alla folla riunita che non sarebbero stati ammessi a bordo a causa di “un motivo operativo” sul volo di New York. “Sapete perché“, avrebbe detto. In un altro, sempre girato da un passeggero, si vede un supervisore della compagnia dire che “tutti devono pagare a causa della coppia” (che non avrebbero indossato la mascherina, ndr), aggiungendo: “Sono gli ebrei che arrivano dal JFK. Sono gli ebrei che hanno fatto il casino, che hanno creato i problemi”.

“Sono stato punito perché sono un ebreo“, ha detto amareggiato Kraus. I media locali tedeschi, infatti, hanno riferito che il personale avrebbe bloccato questi passeggeri identificandoli dagli abiti e dalle capigliature tradizionali degli ortodossi (come i copricapi e i payot, boccoli lasciati crescere molto lunghi ai lati del volto). Come se non bastasse, a tutto il gruppo di ebrei ortodossi è stato vietato dalla Lufthansa di acquistare un volo per Budapest per le successive 24 ore. Ben Weber, presidente della Main Street Travel di Monsey, N.Y., ha detto che la sua agenzia aveva prenotato posti sul volo diretto in Ungheria per 80 “ebrei ultraortodossi”, che erano “molto visibili nel loro modo di vestire”. Tra questi c’era anche il signor Kraus. Weber afferma che tutti e 80 sono stati bloccati al gate e che la sua agenzia ha speso 50mila dollari per riprenotare i biglietti con altre compagnie aeree e per riorganizzare i viaggi in autobus precedentemente programmati.

Uwe Becker, commissario per l’antisemitismo nello Stato dell’Assia, dove si trova Francoforte, ha condannato duramente l’incidente. Becker ha detto che apparentemente un intero gruppo di persone – solo a causa della loro fede ben riconoscibile – è stato ritenuto responsabile di qualcosa che ovviamente ha riguardato solo singoli viaggiatori. “È una questione discriminatoria e non banale, e a maggior ragione i vertici della compagnia dovrebbero sentire personalmente la responsabilità sia di scusarsi per questo incidente sia di prendere una posizione chiara e inequivocabile”, ha dichiarato il funzionario all’agenzia di stampa tedesca Dpa. Becker si è anche detto disponibile per un colloquio con Lufthansa sulla questione: “Una cosa del genere non deve ripetersi“, ha concluso.