Macché colore della pelle: da Zaza a Rashford e Sancho i rigori li sbaglia chi entra solo per calciarli

Sui social i calciatori fermati dal palo o da Donnarumma coperti da insulti razzisti. Ma chi entra al 120° per calciare il rigore è indotto all'errore, Come l'azzurro a Euro 2016

I soliti idioti che in Inghilterra sommergono di insulti razzisti i tre giocatori che hanno fallito il terzo quarto e quinto rigore per la loro squadra, meglio farebbero a riflettere su un aspetto che attiene al calcio e non a dottrine, superate – anche se purtroppo non sopraffatte- dalla storia civile.

Il ct Southgate ha schierato Rashford e Sancho (con Bukayo Saha autori dei tiri sbagliati) al 15° del secondo supplementare, con l’evidente intento di sfruttarne l’abilità balistica dal dischetto. Mancini, che pur ha inserito Florenzi nello stesso periodo (13° del secondo supplementare), incaricandolo (per ammissione dello stesso difensore in tv) di calciare il sesto rigore, primo della eventuale serie a oltranza, non ha commesso il medesimo errore. E forse anche per questo l’Italia ha vinto.

Il rigore fallito da Zaza contro la Germania a Euro 2016

Lo sciagurato Zaza

Chissà se Mancini ha fatto tesoro della fallimentare esperienza italiana dal dischetto, risalente a Euro 2016. Al 120° l’allora ct Antonio Conte sostituì Chiellini con Zaza, affidando a quest’ultimo uno dei primi cinque calci di rigore. Tutti ne ricordano l’esito tragicomico: Zaza evidentemente impreparato sul piano psicologico partì con un tipo di rincorsa, salvo interromperla dopo i primi passi, inscenando una buffa danza di passettini, ritardando l’esecuzione e arrivando sulla palla senza una chiara idea di come calciare. Risultato: Neuer si gettò dalla parte sbagliata, ma Zaza calciò di punta in tribuna. Se cercate su YouTube, non troverete l’originale video, ma una serie di fake con rumori di motorini o danze di insetti.

Il terzo tiro di Rashford contro l’Italia assomigliava – seppur con effetti meno comici – all’esecuzione di Zaza. Anche lui ha interrotto la rincorsa per evidente ripensamento, anche lui ha danzato con passettini in surplace, risolvendosi poi in un piatto destro finito sul palo esterno col portiere spiazzato.

Fra i poco comprensibili fescennini che accompagnarono il rientro da sconfitto di Conte in Italia (allora Mancini cosa meriterebbe?) nessuno si permise di eccepire la pessima scelta del ct, che in panchina aveva rigoristi esperti come Candreva e seppur lievemente infortunato, De Rossi, che 10 anni prima aveva segnato il rigore nella finale dei Mondiali contro la Francia. Conte scelse Zaza evidentemente sopravvalutandone la tenuta psicologica e non fu ripagato.

L’errore di Sancho dal dischetto in Inghilterra-Italia

Rincorse interrotte e passettini

Gli errori dei tre inglesi, subentrati che hanno seguito le perfette esecuzioni di Kane e Maguire che avevano la fatica di 120 minuti nelle gambe, dimostrano una cosa: chi entra a freddo per battere i rigori spesso non ha testa per farlo. Cambia idea e rincorsa, improvvisa sul momento. Commedia dell’arte e non spartito. E spesso la commedia dell’arte tracima – nella versione originale come in quella calcistica – nella farsa. E si è visto nell’Italia di cinque anni fa, si è rivisto nell’attualissima Inghilterra.

Quindi gli errori, cari idioti insultarori, non dipendono dalla dalla razza di chi entra per tirare un rigore ma dalla speciale razza di allenatori – leggeri nella lettura psicologica o soltanto presuntuosi – che ritengono di attingere alla presunta freschezza di muscoli e di pensiero di chi ha trascorso seduto 120 minuti. E si è talmente assuefatto al ruolo di spettatore, che non riesce in pochi istanti a trasformarsi in protagonista.

L’esperto Florenzi magari ce l’avrebbe fatta. L’estroso Zaza, Rashford e il giovanissimo Sancho no. Non è questione di pelle. Casomai di “palle”, mancate ai più navigati compagni della Nazionale inglese, che si sono nascosti, defilati come Falcao in Roma-Liverpool – mandando sul dischetto i ragazzini.