Malgioglio: “Il Gay Pride è gioia di esprimerci liberamente per ciò che siamo: cambiano i tempi, ma lo spirito rimane quello dei primi anni”

Il cantante lancia proprio in questi giorni il nuovo brano "Tutti me miran", rivisitazione di un successo messicano. E lancia uno sguardo alla condizione degli omosessuali in Italia: "Il ddl Zan? Sono contro ogni discriminazione. L’omofobia è uno dei mali peggiori di questa società. Spero che la politica si metta d'accordo"

Il suo messaggio per il “Gay Pride” di quest’anno è tutto lì, nella sua nuova canzone “Tutti me miran”, e cioè “Tutti mi guardano”. Cristiano Malgioglio non usa mezzi termini quando dice che il messaggio è tutto lì: in quell’uomo che si ammira allo specchio vestito da donna e poi decide di uscire per esprimere se stesso, o meglio per essere semplicemente se stesso. Un messaggio che parla di libertà per l’appunto in occasione del Gay Pride.

Per lei il senso del Gay Pride è ancora lo stesso di anni fa?

“Credo che non sia cambiato nulla. Ogni anno in tutto il mondo si festeggia un evento che ci permette di esprimerci liberamente per quello che siamo, allora come oggi. Io quest’anno lo celebro con la mia nuova canzone ‘Tutti me miran’ che parla proprio di diversità, perché racconta di un uomo che si guarda allo specchio vestito da donna e poi scende in piazza per vedere se questo gesto provochi reazioni omofobe”.

Com’è nata l’idea di questa canzone?

È la rivisitazione del brano “Todos me miran” della cantante messicana Gloria Tredi che nel suo paese ha avuto cento milioni di visualizzazioni. Quando l’ho sentita per la prima volta l’ho voluta fare semplicemente perché la sentivo molto affine a me, rappresenta un po’ il sentirsi liberi”.

Cosa farà oggi?

“Sarò impegnato con le prove per Domenica In. In quell’occasione presento la nuova canzone”.

Lei è a favore del Ddl Zan, come mai sono nate tante polemiche intorno alla legge?

“È chiaro che io appartengo a quella categoria di persone che è contro ogni tipo di forma di discriminazione. L’omofobia poi è uno dei mali peggiori di questa società. Per il resto io faccio l’artista, non mi interesso di politica. Sono stato più volte invitato a dire la mia su questa questione, ma quello che posso dirle è che spero si mettano d’accordo perché il risultato non potrebbe che essere positivo”.

Si aspettava la vittoria dei Måneskin all’Eurovision song contest?

“Certo, me lo sentivo da quando avevano vinto Sanremo. Poi assistere alla loro vittoria dal vivo è stato emozionante, c’era come una sorta di magia su quel palco e loro avevano una marcia in più rispetto agli altri”.

E invece quando hanno vinto Sanremo? Lei che ha lavorato con i grandi della musica italiana come De Andrè e Mina è rimasto sorpreso?

“Guardi io ascolto musica dalla mattina alla sera, ma non vivo con nostalgia il passato. Anzi accolgo il nuovo e quindi ben vengano le novità come i Måneskin. Tra l’altro giorni fa parlavo con un mio amico guardando un video di Madonna. Lei ha segnato un’epoca ed è stata un esempio per tutte. Nessuno potrà mai dimenticarla, ma oggi sono in tante le artiste che l’hanno seguita e sono riuscite ad essere originali allo stesso modo: mi viene in mente Lady Gaga”.