Malika e Giacomo, cacciati dalle famiglie per avere rivelato la propria omosessualità. Ultime vittime di una lunga serie

Chi dice che discriminazioni e violenze sono casi sporadici? Nell'ultimo mese sono emerse le vicende di Malika, 22 anni e di Giacomo, 28 anni, respinti dai familiari perché omosessuali. Le loro storie rendono necessario un cambio di comportamenti e di mentalità nel Paese. Che il decreto Zan può favorire

A chi sostiene che di legge sul contasto all’omotransbifobia non serve perché gli epsiodi di discriminazione non sono frequenti, basterà citare i recenti casi di cronaca. Luce! è attivo da poco più di un mese e in questo tempo si è occupato di due casi che hanno avuto per protagonisti due giovani, discriminati e letteralmente cacciati dalle rispettive famiglie dopo avre rivelato il loro essere omosessuali.

 

La storia di Malika

Malika, 22 anni, della provincia di Firenze

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Cronologicamente, il primo a verificarsi è il caso di Malika, di Castelfiorentino (Firenze), 22 anni, che annuncia in casa di amare una ragazza. Risultato: “Sei la rovina della famiglia. Meglio una figlia drogata che lesbica. Sei uno schifo”. Malika esce e al reintro trova la serratura di casa cambiata. “Mia figlia per me è morta”, dice la madre ai giornalisti. Malika non può neppure rientrare a prendere gli effetti personali. Va dai carabinieri e denuncia la famiglia.
Mentre gli inquirenti aprono un fascicolo per violenza privata e minacce, il caso solleva reazioni in tutta Italia. I media e personaggi dello spettacolo (Fedez) e dello sport (la calciatrice Linari) si schierano con Malika. Che attrae l’attenzione dei media, ospite di Maurizio Costanzo. E dice: “Se mia madre mi chiamasse scoppierei a piangere”. Il suo diventa un caso nazionale che divide il paese, ma chi si esprime lo fa solo per esserle al fianco.
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La storia di Giacomo

Giacomo, 28 anni, della provincia di Arezzo

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Il caso Malika ha anche un effetto emulativo. In provincia di Arezzo, a Levane, Giacomo, laureato di 28 anni si fa coraggio e racconta. Da tempo è stato picchiato dalla madre e dal fratello di questa dopo aver dichiarato di essere omosessuale. “La storia di Malika mi ha dato il corggio per uscire allo scoperto” afferma.
E racconta di aver rivelato alla madre (divorziata dal marito) la sua condizione e di essersi sentito apostrofare: “Sei un f… mi fai schifo”. Anche lui troverà la serratura cambiata, non potrà rientare in casa. La differsenza rispetto a Malika è che se è stata lei a denunciare, qui Giacomo è stato denunciato dalla madre per la frattura al piede ed alcuni livitìdi che avrebbe riporato in un acceso diverbio col figlio. Che giura “Non l’ho mai toccata”. E anche Giacomo denuncia madre e zio per maltrattamenti.