“Mamma, sono gay”. Botte e insulti da madre e zio. Giacomo come Malika: cacciato da casa perché omosessuale

Giacomo, 28 anni, vive in provincia di Arezzo: "Cacciato da casa dopo aver detto a mia madre di essere gay. Picchiato da lei e da mio zio". Un nuovo caso-Malika, la 22enne "rifiutata" dalla famiglia per l'amore verso una ragazza

Giacomo, ventottenne della provincia di Arezzo, ha dichiarato di essere gay ed è stato cacciato dai familiari (foto Cristini)

Giacomo, dopo Malika. Anche lui, ventottenne, al pari della ragazza di Castelfiorentino, è stato buttato fuori da casa quando ha raccontato alla madre di essere gay. Inoltre –  così racconta – è stato vessato, insultato, picchiato dalla madre e dallo zio (il fratello di lei) perché il suo orientamento sessuale non era gradito.
E oggi ha trovato il coraggio di denunciare proprio dopo aver ascoltato la storia di Malika.
Succede a Levane, paesone del Valdarno aretino, diviso fra i comuni di Bucine e Montevarchi. Giacomo, neolaureato, era studente universitario quando comincia questa brutta storia. Con lui che, due anni fa, confessa in casa (c’è solo la mamma, perché i genitori sono divorziati) di essere omosessuale.
Lei si arrabbia e chiama in soccorso il fratello per riportare il ragazzo sulla “retta strada“. Sono subito, racconta lui, spintoni e sganassoni, come se con la forza si potesse ottenere qualcosa. Sono anche insulti, soprattutto dalla mamma. che gli urla: “Sei un f…, mi fai schifo”. Insieme, madre e zio, cercano di impedirgli di vedere altri maschi e tentano di non fargli frequentare ragazzi.

La serratura cambiata

Lo scontro più drammatico avviene in casa, quando lo zio, è sempre la versione di Giacomo, lo affronta con una bombola del gas tra le mani. “Lì ho temuto per la mia vita, ma sono riuscito a parare i colpi con un braccio”. Finalmente, lo scorso ottobre, la mamma lo caccia da casa, adducendo di temere per le violenze che il ragazzo avrebbe più volte commesso nei suoi confonti.
Quando prova a rientrare, Giacomo trova la serratura cambiata. Era successa la stessa cosa anche a Malika. Identico, il comporftamento delle due famiglie.

“Il babbo è dalla mia parte”

“In tutto questo periodo – dice lui – mi ha sostenuto solo il babbo, che è sempre stato dalla mia parte. Senza di lui sarei finito sotto un ponte”. Ultimo particolare. La mamma ha denunciato Giacomo per maltrattamenti, facendosi refertare la frattura a un piede e alcuni lividi”. “Ma io non l’ho mai toccata”, giura il ragazzo che, a sua volta ha contro denunciato, sempre ai carabinieri, sempre per maltrattamenti sia la madre che lo zio.