“Figlie a scuola vestite come tro…”. Roma, nuova frase choc di un professore del liceo Orazio

Dopo la vicenda della "Salaria" al liceo Righi, un prof ha scritto su Facebook di "pregare per tutti quelli che mandano le figlie a scuole vestite come tro...". Gli studenti annunciano proteste, l'Associazione presidi: "Valutiamo il licenziamento"

Figlie a scuola vestite come tro…“. Dev’essere un’abitudine quella di alcuni professori del liceo Righi di Roma di insultare e offendere le proprie studentesse. Dopo la vicenda del “Che stai sulla Salaria?“, parole rivolte da una prof a una ragazza di 16 anni che stava facendo a scuola un balletto su TikTok con una maglietta da lei giudicata troppo corta, una nuova frase choc viene pronunciata da un ex professore del Righi, ora in servizio al liceo classico Orazio di Roma: “Oggi facciamo una preghiera, anche laica, per tutti quelli che mandano le figlie a scuola vestite come tro…! Preghiamo insieme”, così avrebbe scritto il professore in un post su Facebook.

La frase choc condivisa su Facebook dall’ex professore del liceo Righi di Roma

Gli studenti del liceo Orazio: “Siamo stufə di questi pregiudizi”

La vicenda, riportata da la Repubblica, ha fatto immediatamente scattare le proteste delle studentesse e degli studenti del liceo classico Orazio. “A pochi giorni dallo scandaloso commento di una professoressa del liceo Righi, anche al Liceo Orazio leggiamo qualcosa di inammissibile: un docente invita sui social a fare una preghiera per i genitori che mandano le figlie a scuola vestite ‘come tr…'”. Così scrive con un post su Instagram il Collettivo Orazio, che prosegue: “Nel 2022 è inaccettabile un così inadeguato uso delle parole, peraltro da parte di un professore, che dovrebbe istruirci e ‘aprirci la mente’, e invece esprime i suoi pensieri sessisti e antiquati. Siamo stufə di pregiudizi del genere, mirati a svalutarci come studentə ed individui, come se il nostro abbigliamento fosse causa e ritratto del nostro intelletto. Ci battiamo e continueremo a batterci per un ambiente scolastico equo ed inclusivo, nel quale nessuno debba vedersi giudicatə”.

L’Associazione presidi: “Valutiamo il licenziamento”

La nuova frase choc ha fatto intervenire l’Associazione presidi di Roma: “Se è vero – ha dichiarato il presidente Mario Rusconi – che il docente ha postato sui social quella frase, non solo ha commesso una grave scorrettezza ma dovrebbe essere sospeso dall’insegnamento. Il preside poi dovrebbe avviare un provvedimento disciplinare, a quel punto l’Ufficio scolastico regionale lo mette sotto accusa ed è prevista la rimozione dall’incarico fino al licenziamento. Se poi ci sono profili penali il preside deve mandare tutto alla procura della Repubblica e avviare un procedimento penale. Io mi muoverei così. Nel frattempo il docente può essere sospeso dal servizio in attesa del procedimento penale o disciplinare”.

La protesta degli studenti al Liceo Righi di Roma (Foto tratta dal profilo Instagram del Collettivo Ludus)

“Ma che stai sulla Salaria?” e la rivolta degli studenti

Solo qualche giorno fa al liceo scientifico Righi di Roma è esplosa una bufera per le parole usate da una professoressa nei confronti di una studentessa di 16 anni. La ragazza era stata redarguita perché stava girando un TikTok indossando una maglietta ritenuta troppo corta dalla prof, che quindi le si è rivolta dicendole: “Ma che stai sulla Salaria?“, in riferimento a una strada a Roma frequentata da prostitute. Per quella frase è stato aperto nei confronti della professoressa un procedimento disciplinare, e la preside della scuola Cinzia Giacomobono si era scusata a nome dell’istituto sottolineando che la prof “ha usato un’espressione infelice ma certamente non voleva offendere la ragazza”. Comunque, quelle parole hanno fatto scatenare la protesta delle studentesse e degli studenti del liceo Righi, che il giorno dopo l’accaduto, si sono presentati a scuola con mini-gonne, pantaloncini e magliette corte, per protestare “contro la mentalità e il dress code sessista“. “Noi studenti e studentesse – ha commentato il Collettivo Ludus del Liceo Righi – troviamo assolutamente inaccettabile un atteggiamento del genere nella nostra scuola, in particolar modo da una figura che dovrebbe avere un ruolo educativo. Manda un messaggio sbagliato a tutti i ragazzi e le ragazze che la ascoltano, poiché non è una pancia scoperta a fare una prostituta, e non è una pancia scoperta a ‘far cadere l’occhio'”.