Marcia mondiale dell’Endometriosi, i social si tingono di giallo: “Insieme siamo più forti”

Sabato 26 marzo, in occasione della giornata sulla consapevolezza, si rinnova l'appuntamento con la WorldWide Endomarch, anche quest'anno in forma virtuale sui social dell'associazione ALICE odv

Colorare di giallo le strade del mondo, per far luce sull’endometriosi. È questo lo scopo della WorldWide Endomarch, una camminata pacifica, nata in America nel 2014, che si svolge in occasione della giornata internazionale della consapevolezza su questa malattia. Nel nostro Paese, prima della pandemia di Covid-19, era Roma ad ospitarla ogni anno. Poi però le restrizioni e i lockdown hanno costretto le organizzatrici a ripensarla e anche quella di quest’anno sarà una marcia non più fisica ma virtuale, una vera e propria maratona online per approfondire tutti gli aspetti più e meno noti dell’endometriosi.

La Virtual WorldWide EndoMarch

In occasione della Virtual WorldWide EndoMarch l’Associazione ALICE odv invita a postare sui social una foto con una maglia gialla e l’hashtag #insiemesiamopiùforti

L’appuntamento con “Virtual WorldWide EndoMarch” è per sabato 26 marzo. Come sempre sarà l’associazione A.L.I.C.E. Odv a curarne l’organizzazione in Italia: sarà un grande flash mob, organizzato sui social network, dove pazienti, medici e associazioni si uniranno nella campagna di sensibilizzazione sulla patologia in un weekend ricco di eventi. E per la giornata della marcia “Alle ore 12 invitiamo tutti a pubblicare sui propri profili una foto con una maglietta gialla – colore simbolo associato alla malattia – usando l’ #insiemesiamopiùforti. Siamo convinti che l’unione sia la nostra forza sulla strada della consapevolezza”, spiegano Giovanna Tripoli e Patrizia Mongelli, vicepresidenti dell’associazione.

Quello della WorldWide Endomarch è un appuntamento colorato e pieno di tante iniziative importanti, per incontrarsi, per prendere consapevolezza dei traguardi raggiunti e di quelli ancora da raggiungere. Ma l’informazione e la sensibilizzazione su questa malattia non si esaurisce certo in un evento. L’Associazione, sempre in prima linea in questa campagna, ha infatti realizzato molti progetti in occasione del mese di marzo.

Tra le iniziative dell’associazione nel mese di marzo ci sono anche la call to action per i comuni italiani e l’Endo Social DayS, primo convegno medico online dedicato interamente a questa malattia

“Per il terzo anno consecutivo abbiamo riproposto Facciamo luce sull’endometriosi, la call to action rivolta alle amministrazioni comunali e regionali cui chiediamo di supportarci nella battaglia di sensibilizzazione, illuminando di giallo un monumento. Abbiamo, inoltre, organizzato la seconda edizione dell’EndoSocial DayS: il primo convegno scientifico online interamente dedicato all’endometriosi al quale prenderanno parte ginecologici e altri specialisti esperti nella diagnosi e nel trattamento dell’endometriosi, psicologici, nutrizionisti, rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni, donne affette da endometriosi che racconteranno la loro storia. Un momento di confronto e di approfondimento che sarà trasmesso sabato 26 marzo dalle ore 14.30 e domenica 27 marzo dalle ore 10 in diretta sui canali social dell’Associazione A.L.I.C.E. Odv”, conclude Chiara Gambineri, Segretaria dell’Associazione.

Marzo mese della consapevolezza

Malattia fortemente invalidante ancora poco riconosciuta, l’endometriosi colpisce una persona assegnata donna su 10. Ma la diagnosi arriva ancora con un ritardo che oscilla tra gli 8 e i 10 anni in media, con conseguenze terribili

La battaglia contro l’endometriosi si combatte ogni giorno e per le donne che ne soffrono per gran parte della loro vita è una battaglia costante. Anche per questo marzo è diventato il mese della consapevolezza sull’endometriosi. Non a caso si tratta del mese della donna, in cui coloro che si riconoscono tali celebrano i traguardi raggiunti in tanti campi ma soprattutto i passi avanti ancora da fare. Anche in tema di salute: l’endometriosi è infatti una malattia cronica fortemente invalidante che colpisce una persona assegnata femmina alla nascita su dieci. Si stima che, solo in Italia, più di 3 milioni di persone ne siano affette e che ci sia un ritardo diagnostico di almeno 8/10 anni.“Ci sono segnali che il nostro corpo ci lancia e che non vanno trascurati. Davanti ad un ciclo mestruale eccessivamente doloroso o ad un dolore pelvico cronico non pensate che il problema sia nella vostra testa – afferma Francesca Fasolino, presidente dell’associazione A.L.I.C.E. Odv –. Indagate, andate da medici ginecologici esperti nella diagnosi e nel trattamento dell’endometriosi, prendetevi cura di voi e date un nome a quel dolore”.

“I numeri parlano chiaro: l’endometriosi è una malattia ampiamente diffusa. Eppure ancora troppe poche persone la conoscono – aggiunge Fasolino –. Per questo, è necessario concentrare le forze per un’informazione corretta affinché ci sia una maggiore consapevolezza su questa malattia. Purtroppo, ad oggi, non è stata individuata una cura, ma solo terapie che ne rallentano l’evoluzione. L’azione di sensibilizzazione ha, quindi, un ruolo fondamentale anche per la prevenzione“.
“Prevenire è meglio che curare” recita il proverbio, e se una cura non esiste diventa quindi indispensabile. Così come fondamentale è l’appoggio e la collaborazione con le autorità sanitarie, chiamate a rispondere ad un’esigenza diagnostica che ancora arriva troppo tardi. “Per questo, abbiamo deciso di avviare, in collaborazione con l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, una borsa di studio per la formazione e per l’inserimento in un progetto di ricerca di un ginecologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento dell’endometriosi – conclude la presidente –. Il ricavato delle donazioni ricevute fino a fine marzo saranno destinate all’implementazione di questo percorso formativo”.