Marina Ovsyannikova rilasciata, la giornalista russa che ha interrotto il tg è stata condannata a pagare una multa di 250 euro

Il tribunale Ostankino di Mosca ha multato la donna per aver incitato alla protesta nel video registrato a casa. Il blitz al telegiornale con un cartello contro la guerra in Ucraina sarà considerato a parte. I primi commenti della giornalista: “Interrogata per 14 ore, negato l’accesso agli avvocati”

Marina Ovsyannikova è stata rilasciata. La giornalista russa che ha interrotto in diretta il tg con un cartello per dire no alla guerra in Ucraina è stata arrestata e poi rilasciata dal tribunale Ostankino di Mosca. La donna (clicca qui per leggere la prima intervista a Marina Ovsyannikova dopo il suo arresto) è stata condannata a pagare una multa di 30mila rubli, pari a 250 euro, per il video preregistrato a casa in cui condannava l’invasione russa. Il caso relativo al suo blitz nel telegiornale sarà invece considerato a parte e nel quadro della nuova legge approvata dalla Duma di Stato per il reato penale di denigrare le forze armate, la giornalista russa rischia fino a 15 anni di carcere. Ecco il video del momento in cui Marina Ovsyannikova esce dal tribunale Ostankino di Mosca. Alla stampa la giornalista russa ha dichiarato che “l’interrogatorio è durato 14 ore” e che le è stato “negato l’accesso agli avvocati”.

Tutti sui social, dopo aver visto quel video che ha fatto il giro del mondo, avevano iniziato a chiedersi: che fine ha fatto Marina Ovsyannikova e soprattutto, che fine farà? La donna, durante il notiziario di Vremya, il principale telegiornale russo trasmesso sul Primo Canale (Channel One), ha fatto irruzione alle spalle di Yekaterina Andreeva, una delle più famose giornaliste televisive in Russia, urlando “Fermate la guerra! No alla guerra!” e mostrando uno striscione con su scritto “Non credete alla propaganda, qui vi mentono”.

Il video del blitz al tg russo, cosa c’è scritto nel cartello

Durante il notiziario serale di Vremya, il principale tg russo, la giornalista Marina Ovsyannikova irrompe alle spalle della conduttrice Yekaterina Andreeva, gridando “Fermate la guerra! No alla guerra!” e mostrando alla telecamera un cartello con scritto: “No alla guerra (in inglese, ndr). Fermate la guerra, non credete alla propaganda, qui vi stanno mentendo (in russo, ndr). Russi contro la guerra (in inglese, ndr)La conduttrice, Yekaterina Andreeva, non batte ciglio e continua a condurre il suo telegiornale. Dopo qualche secondo però la regia manda in onda un servizio preregistrato.

Chi è Marina Ovsyannikova?

 

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Marina Ovsyannikova, 44 anni, prima di fare irruzione al tg russo, ha registrato una dichiarazione a casa sua, che poi ha pubblicato sui social. Come ha detto lei stessa, Marina ha sia origini russe che ucraine. Il padre è ucraino, la madre russa. Negli ultimi anni ha lavorato come redattrice delle edizioni locali nel tg russo Vremya, dove poi ha fatto il blitz contro la guerra. “Mio padre è ucraino, mia madre è russa, e non sono mai stati nemici. La collana che porto (con i colori della bandiera ucraina, ndr) è simbolo di fratellanza, ed è la ragione per cui la Russia deve fermare subito questa guerra fratricida. Sfortunatamente negli ultimi anni ho lavorato per Channel One, facendo propaganda per il Cremlino e mi vergogno moltissimo per questo. Mi vergogno per aver lasciato che dicessero quelle bugie in tv, mi vergogno per aver permesso di rendere zombie la popolazione russa. Siamo rimasti in silenzio nel 2014 quando tutto questo è iniziato. Non abbiamo protestato quando il Cremlino avvelenò Aleksej Navalny. Abbiamo solo silenziosamente guardato questo regime inumano. Ora che tutto il mondo si è allontanato nemmeno le prossime dieci generazioni basteranno a lavorare l’onta di questo fratricidio. Siamo russi, siamo premurosi, tocca a noi fermare questa follia. Uscite a protestare, non abbiate paura di nulla. Non possono imprigionarci tutti quanti”. Così ha dichiarato Marina Ovsyannikova nel video preregistrato a casa.

Marina Ovsyannikova, 44 anni, era redattrice delle edizioni locali sul Primo Canale russo

Marina Ovsyannikova, dalla scomparsa alla multa del tribunale di Mosca

Dopo il blitz al tg russo, Marina Ovsyannikova è stata arrestata dalla polizia. Dopo essere sparita per oltre 12 ore, nel primo pomeriggio di martedì 15 marzo 2022, è ricomparsa in una foto su Twitter pubblicata dal suo avvocato Anton Gashinsky, nel tribunale Ostankino di Mosca, dove è iniziata l’udienza a carico della giornalista russa. L’udienza è terminata poco dopo. Il tribunale ha rilasciato la giornalista, condannandola a pagare una multa da 30mila rubli, circa 250 euro, per aver incitato alla protesta nel video che aveva registrato prima di protestare durante il telegiornale di Channel One. Nei primi commenti rilasciati alla stampa fuori dal tribunale, la giornalista russa ha dichiarato che “l’interrogatorio è durato 14 ore” e che le è stato “negato l’accesso agli avvocati”.

Ma questo non è l’esito definitivo della vicenda. Il caso relativo alla sua irruzione nello studio televisivo sarà infatti considerato a parte. Marina è stata infatti arrestata, come riporta la Tass, l’agenzia stampa russa legata al Cremlino, per le “azioni pubbliche volte a screditare l’uso delle forze armate della Federazione Russa al fine di proteggere gli interessi della Federazione russa e dei suoi cittadini, mantenere la pace e la sicurezza internazionale”. Per questo motivo, vista la legge approvata pochi giorni fa dalla Duma di Stato contro le “fake news” e il reato penale di denigrare le forze armate, la giornalista ucraina rischia fino a 15 anni di carcere.

La giornalista russa Marina Ovsyannikova insieme al suo avvocato Anton Gashinsky nel tribunale di Mosca

Per tutta la notte di lunedì 14 marzo 2022 Marina Ovsyannikova risultava scomparsa. Il sito dissidente bielorusso Belsat nella mattina di martedì aveva reso noto che “dopo dieci ore gli avvocati non sono ancoa riusciti a trovare Marina Ovsyannikova”. E la Bbc aveva fatto sapere che quattro avvocati – Anastasia Kostanov, Daniil Berman, Dmitry Zakhvatov e Anri Tsiskarishvili – avevano cercato la giornalista per molte ore. Così ha dichiarato l’avvocata Anastasia Kostanov alla Bbc: “Io e i miei colleghi abbiamo cercato tutta la notte la giornalista, ma né la stazione di polizia presente nelle sede del Primo Canale, né il dipartimento di polizia di Ostankino (una località a Mosca, ndr) hanno dato conferma della sua presenza. Ciò significa che la nascondono dai suoi avvocati e cercano di privarla dell’assistenza legale, e a quanto pare, stanno cercando di preparare l’accusa più severa”, ha fatto sapere l’avvocata Anastasia Kostanov alla Bbc.

La legge contro le “fake news” in Russia: la giornalista russa rischia 15 anni di carcere

Venerdì 4 marzo, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge approvata dalla Duma di Stato che prevede fino a 15 anni di carcere per tutti coloro, cittadini russi o stranieri, che diffondono “notizie false” sul conflitto. In Russia anche solo parlare di “guerra” è vietato perché secondo la propaganda russa e il Cremlino non ci sarebbe nessuna guerra in Ucraina, ma si tratterebbe solo di “un’operazione militare speciale” che ha come fine quello di “denazificare l’Ucraina”. Per questo motivo la Duma ha approvato la legge contro le “fake news” sulla guerra in Ucraina, delineando una scala di pene per chiunque il Cremlino ritenga abbia screditato le forze armate, con sanzioni molto severe (fino a 15 anni di carcere) per coloro che diffondono intenzionalmente informazioni false. Il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, citato dall’agenzia stampa Reuters, il giorno dopo l’approvazione della legge ha dichiarato: “Questa legge imporrà punizioni e punizioni molto dure a coloro che hanno mentito e fatto dichiarazioni che hanno screditato le forze armate”.

In Russia censurato il cartello della giornalista

Come ha dichiarato su Twitter l’avvocato russo che si occupa di diritti umani Pavel Chikov, per lo stesso motivo per cui Marina Ovsyannikova è stata arrestata, anche Canale Uno potrebbe incombere in sanzioni da parte di Roscomnadzor, l’Authority russa. Per evitare le sanzioni “per aver screditato le forze armate della Federazione Russa”, le altre emittenti russe hanno dato la notizia del blitz della giornalista russa, ma hanno oscurato e censurato il suo cartello. Così il periodico russo Novaja Gazeta ha riportato la notizia del blitz di Marina Ovsyannikova, oscurando il cartello ma lasciando visibile solo una scritta: “Non credete alla propaganda“:

Così il periodico russo Novaja Gazeta ha riportato la notizia del blitz di Marina Ovsyannikova, oscurando il cartello ma lasciando visibile solo una scritta: “Non credete alla propaganda”

Zelensky ringrazia Marina, Dmitry Peskov: “Teppismo”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha voluto ringraziare Marina Ovsyannikova: “Sono grato a quei russi – ha dichiarato il presidente ucraino – che non smettono di cercare di divulgare la verità, che stanno lottando contro la disinformazione e raccontano fatti reali ai loro amici e alle loro famiglie. Personalmente sono grato a quella donna che è andata nello studio di Primo Canale con un cartello contro la guerra”. Dall’altro lato, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dopo aver elogiato Primo Canale per la sua “programmazione di qualità, oggettiva e tempestiva”, ha tacciato di “teppismo” il blitz della donna.