Mario Biondi: “Io, gigante terrone al Nord, non sfoggio i muscoli ma la mia voce”

Il cantante catanese classe 1971 in tournée con ’Romantic’: “Sono stato bullizzato da bambino per la mia altezza, ero una sorta di marziano svedese in Sicilia. Ma qualche calcio nel sedere l’hanno preso un po’ tutti“
Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, è nato il 28 gennaio 1971 a Catania

Dopo una parte del tour all’estero, Mario Biondi arriva in tournée in Italia per presentare un album che ha voluto dedicare all’amore in tutte le sue forme. Si chiama Romantic e il crooner catanese, classe 1971, che in realtà si chiama Mario Ranno, lo ha prodotto con Massimo Greco e David Florio per Sony Music. Tutti i brani di questo azzeccato disco sono stati registrati in maniera analogica, una scelta che conferisce un suono molto caldo e autentico all’intero album che richiama sonorità spiccatamente degli anni ’70.

Mario Biondi, 50 anni, è uno dei cantanti più apprezzati in Italia e a livello internazionale, divenuto famoso con il brano This is what you are

Mario Biondi, 51 anni, è uno dei cantanti più apprezzati in Italia e a livello internazionale, divenuto famoso con il brano This is what you are: sin da bambino ha cominciato a nutrire una forte passione per la musica

Biondi, anche con questo album fresco di stampa ha colpito nel centro, ma non è una novità: ha iniziato con uno pseudonimo e ora la conoscono in tutto il mondo …

“In verità ho iniziato con il mio nome d’arte Mario Biondi negli anni ’80, poi ho fatto tanti dischi di musica dance sotto pseudonimo e nel 2004 firmai Was-A- Bee This is what you are, ma quando il brano fu mandato in heavy rotation sulla BBC vollero sapere chi era questo interprete con una Sinatra’s voice. Io mi gasai come un bambino al complimento e da quel momento in poi, lo pseudonimo è andato nel dimenticatoio ed è rimasto solo Mario Biondi. Per fortuna il nome d’arte di mio padre, che poi è diventato il mio, è stato più forte dei nickname che abbiamo usato”.

Lei viene da una famiglia di musicisti? 

Per quanto riguarda la sua vita privata, Mario Biondi ha avuto alcune storie importanti, dalle quali sono nati nove figli


Per quanto riguarda la sua vita privata, Mario Biondi ha avuto alcune storie importanti, dalle quali sono nati nove figli

“Mia nonna cantava alla Eiar a Torino. Faceva la mondina in Piemonte e da lì venne sentita, come facevano nei campi di cotone in America e venne ingaggiata dal maestro Cinico Angelini per cantare nella sua orchestra, fece anche un disco negli anni ’40 poi tornò in Sicilia e si sposò con mio nonno. Mio padre ha seguito le sue tracce e anche lui ha fatto il cantante, il cantautore. Anche mio fratello Speedy Biondi ha iniziato a cantare e ha vinto il Premio Mia Martini in Calabria ultimamente”.

Romantic diventa anche il suo messaggio di pace?

“Credo che il romanticismo sia una via per sognare quantomeno una benevolenza, se non arriviamo all’amore. Il romantico è un sognatore, tant’è che la prima traccia, che si chiama The Creator Has a Master Plan ed è stata scritta da Leon Thomas e Pharoah Sanders recita: ‘C’era un tempo in cui sulla terra regnava la pace, la gioia, la felicità e un minimo delle persone che abitavano la terra conosceva la propria forza’, Credo che sia un po’ la chiave dello stare in pace, del vivere bene insieme. Se conosci bene la tua forza non hai bisogno di infierire eventualmente sugli altri, Questo dovrebbe essere il messaggio pacificante”.

Anche dal punto di vista musicale?

“Il progetto è particolare dal punto di vista musicale: ci sono sonorità, evoluzioni impensabili per un crooner, che di per sé è più incline allo swing, alla bossa nova. In Romantic ci sono infatti note che strizzano l’occhio alla fusion e ad altre visioni musicali. Stiamo lavorando sulle sonorità del live e devo dire che sono fortunato perché sul palco ho una decina di musicisti eccezionali e un tecnico luci che fa faville. Insieme creiamo belle atmosfere”.

Come è andato il tour all’estero?

“Molto bene. in particolare l’incontro con gli scozzesi e gli inglesi è stato spettacolare: ci hanno investiti di allegria, di voglia di divertirci, di contatto: sono stati concerti pieni di persone eccellenti, un pubblico stratosferico che ci ha regalato sold out in ogni data e un doppio sold out a Londra. Una grande soddisfazione. Una felicità e una carica positiva made in UK che si riverbera anche su questo tour”.

Come ha imparato così bene a parlare e cantare inglese?

“Non sono madre lingua ed è una lotta, ma con gli anni sono riuscito a viverla. Amo molto anche il portoghese, le lingue ispaniche: me le sono trovate addosso e le capisco perfettamente e me la cavo a parlarle. l’inglese è diventato sempre più naturale, non ho più bisogno di pensare in italiano e poi tradurre. E’ il risultato di un percorso iniziato da ragazzino a Taormina, dove cantavo per un pubblico internazionale: leggevo come si pronunciavano le parole e cercavo di essere all’altezza, poi pian piano ho iniziato a capire quello che dicevo. Poi la mia famiglia mi ha aiutato tanto, ha insistito sullo studio delle lingue”.

Ha educato anche il suo vocione?

Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, è nato il 28 gennaio 1971 a Catania

Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, è nato il 28 gennaio 1971 a Catania

“E’ stata una scoperta. Venivo da una scuola musicale che cantava tutto con la voce tenorile. Mio padre era un tenore, come pure gli artisti di riferimento degli anni ’80 e io mi sforzavo di assottigliare la mia voce cercando di arrivare a quel tipo di sonorità. E’ stata una lotta, poi negli anni mi hanno spiegato che ero un basso naturale e che le mie corde vocali sono lunghe come me. E’ stata una scoperta, come capire chi siamo, che è arrivata abbastanza tardi nella mia vita”.

Ci immaginiamo che, uno che come lei è possente ed è alto 1,96 non sarà mai stato bullizzato da nessuno?

“Come no? Mi hanno preso in giro tantissime volte perché ero altissimo, perché ero una sorta di marziano svedese in Sicilia, perché ero un terrone al Nord. Credo che essere osteggiati, combattuti dall’esterno faccia un po’ parte della crescita di tutti. Soprattutto se si un po’ diversi a livello fisiognomico, strutturale, fisico o magari perché parli in una maniera diversa rispetto agli altri. Sento che di questo bullizzare si sta facendo un gran parlare. Ma, capisco la sofferenza e non voglio certo sminuire il problema. Anzi. Detto questo, ognuno ha la sua sensibilità e delicatezza interiore, ma credo che non si debbano far crescere le nuove generazioni solo con troppa delicatezza: qualche calcio nel sedere l’hanno preso un po’ tutti. Io ho imparato che la vita è così poco clemente di suo che spesso chi si comporta male viene ripagato con la stessa moneta”.

Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, è nato il 28 gennaio 1971 a Catania

Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, è nato il 28 gennaio 1971 a Catania

Lei è davvero così calmo e riflessivo come sembra?

“Non sempre: sono cresciuto all’ombra del vulcano Etna, ho i muscoli, ma non li sfoggio. Non mi interessa vivere sfoggiando alcunché, però se serve so tirare fuori la grinta, anche se poi cerco sempre di evitare perché qualsiasi aggressione vocale o fisica genera dispiacere”.

Questo atteggiamento le è stato utile?

“Il carattere forte mi ha permesso di andare avanti, in maniera positiva, contro chi mi ha detto no, contro le avversità. Devo molto a mio padre che mi ha insegnato a lottare già da bambino piccolissimo, mi ha spiegato come incanalare la mia energia e trasformarla sempre in qualcosa di positivo”.