Mascherine e green pass, dal 1° maggio addio: la silenziosa fine annunciata della pandemia

Il Consiglio dei ministri ha approvato senza alcun voto contrario l’allentamento alle misure di contrasto all’epidemia da Covid-19: la notizia, destinata a diventare la news più virale degli ultimi anni, pare invece aver fatto poco clamore sui social

Ammettiamolo, ai tempi del primo lockdown non c’è stata una sola persona a non aver fantasticato sul giorno in cui avremmo finalmente potuto dire addio alle mascherine. Qualche tempo dopo, a questo desiderio si è aggiunto quello di poter mettere in archivio anche l’obbligo del green pass. Sia ben chiaro: mascherine e green pass, insieme ai vaccini, sono stati i nostri più grandi alleati nel contrasto alla pandemia. Ciò detto, quel giorno, anzi, quei giorni, seppur silenziosamente, stanno finalmente per arrivare. Unica variabile: l’andamento dell’epidemia. Qualora le cose non dovessero peggiorare, dunque, la prossima potrebbe essere un’estate libera da carta verde e FFP2.

Addio a mascherine e green pass dal 1 maggio: la silenziosa fine annunciata della pandemia

Addio a mascherine e green pass dal 1° maggio: la silenziosa fine annunciata della pandemia

La notizia, però, pare aver fatto poco clamore sui social. Quella che sarebbe potuta diventare la news più virale degli ultimi anni, con tanto di selfie, count down e dirette Instagram, pare essere destinata al declassamento alla categoria “normale amministrazione”. L’attenzione mediatica è tutta rivolta all’Ucraina, è vero, ma c’è da ammettere che, almeno per il momento e a giudicare dai social, l’addio al Covid sembra non essere tra i primi pensieri delle italiane e degli italiani.

Bozza del nuovo decreto Covid: i fatti

Ricostruiamo i fatti: nella settimana che ci siamo lasciati alle spalle, il Consiglio dei ministri ha approvato senza alcun voto contrario l’allentamento alle misure di contrasto all’epidemia da Covid-19. Tra le principali novità, il termine dell’obbligo del green pass: dal 1 aprile, non servirà più – né nella versione base né in quella rafforzata – per accedere a ristoranti e bar all’aperto, in hotel o per fare attività sportiva. Servirà quello base, però, per entrare allo stadio, la cui capienza torna al 100%.

Stessa cosa per andare in discoteca o per partecipare a un concerto all’aperto. Stop al green pass pure sui mezzi pubblici, ma non su quelli a lunga percorrenza. In questo caso, rimarrà in vigore l’obbligo di esibire il green pass fino al 30 aprile. Via libera anche in banca, alle poste, negli uffici pubblici e nei negozi.

Le novità

A maggio finisce l'bbligo del green pass: nella cabina di regia.si sarebbe stabilito di mantenere lobbligo del certificato in alcuni ambiti (base o super nei diversi luoghi) ancora fino al 30 aprile

A maggio finisce l’bbligo del green pass: nella cabina di regia avrebbero stabilito di mantenere l’obbligo del certificato in alcuni ambiti fino al 30 aprile

Tra le novità, le nuove regole per la quarantena: abolito l’obbligo dell’isolamento per chi entra in contatto con un soggetto positivo. Resta invece in vigore la clausura per i contagiati.

Dal 1° maggio, addio completo alla carta verde e, se le cose non precipiteranno, alle mascherine al chiuso, il cui obbligo è stato prorogato al 30 aprile. Fino a quel giorno, le FFP2 saranno obbligatorie sui mezzi pubblici, per andare a vedere un film al cinema o assistere a uno spettacolo teatrale.

Il green pass rafforzato rimarrà obbligatorio fino al 31 dicembre solo per entrare in ospedale e nelle residenze per anziani. Nella bozza del nuovo decreto Covid c’è anche la proroga fino al 30 giugno per lo smartworking nel settore privato. I lavoratori potranno usufruirne senza accordi individuali con il datore. Rimanendo in tema di lavoro, dal 1 aprile cesserà per gli over 50 l’obbligo di esibire il green pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro.
Nelle prossime settimane, quindi, vedremo cosa accadrà fuori e dentro i social. Sarà sicuramente interessante tenere d’occhio la narrazione collettiva di una ritrovata libertà post-pandemica che, probabilmente, non ci sta trovando troppo reattivi al cambiamento.