Mascherine, vaccini, scuola, ufficio, multe: cinque esempi di come rivolgersi con gentilezza e ricevere gentilezza

Come accostarsi a chi non rispetta le regole sull'obbligo di indossare dispositivi anticovid, o che non si vaccina, al prof che sta per interrogarti, al vigile che ti ha colto in fallo e al capo sempre scortese? Ecco i consigli della Scuola di Comunicazione Gentile

La gentilezza produce fiducia, crea consenso, include, non esclude e rende le comunicazioni più efficaci: scegliere di essere gentili è sempre la scelta giusta. Il modo in cui diciamo le cose influenza l’esito della conversazione e potrebbe aiutarci anche in situazioni difficili, magari quando abbiamo commesso un errore”, dicono le fondatrici della Scuola di comunicazione gentile. Ma come si fa a essere gentili in tutte le occasioni?

Abbiamo provato a domandarglielo per le situazioni più scomode di tutti i giorni:

 

1) Come dire al professore che ti sta chiamando per interrogarti, che non hai studiato?

 

 

“Davanti all’impossibilità di presentarsi a lezione preparati potremmo giocare d’anticipo (se davvero non si è preparati per un motivo specifico lo si sa in anticipo) e chiedere “Professore/Professoressa potrei parlarle?”. Utilizziamo il condizionale, una delle forme verbali più gentili poiché, a differenza dell’imperativo, lasciano all’interlocutore la possibilità di scegliere. Detto questo, ribaltando il rapporto, lo studente presentandosi a lezione senza aver studiato, viene meno ad uno dei suoi doveri, ma ciò non autorizza il professore a formulare giudizi che esulano dal fatto oggettivo”.

 

2) Come dire a chi non indossa la mascherina sul bus, che deve indossarla?

 

“Davanti a chi non indossa la mascherina evitiamo frasi d’effetto, piuttosto invitiamo la persona a metterla. Possiamo utilizzare l’imperfetto attenuativo che, come ci ricorda Treccani: “Esprime una richiesta o un desiderio nel presente, in modo educato e dimesso”. E allora potremmo dire: “Mi scusi, volevo chiederle di indossare correttamente la mascherina”.

 

3) Come affrontare con un no vax, la questione “vaccinazione”?

 

“Davanti a persone che hanno scelto di non sottoporsi al vaccino, poniamo le basi per un confronto costruttivo e cerchiamo di capire le motivazioni. “Volevo sapere come mai hai fatto questa scelta, hai trovato dei dati che ti hanno portato a non vaccinarti?”, potrebbe essere questo il modo per dare vita ad una conversazione delicata che richiede la conoscenza dell’argomento, dati alla mano”.

 

 

 

4) Come dire al vigile che ci ha appena multati, che avevamo un’urgenza?

 

“Davanti al vigile che ci ha multati per un nostro errore dovuto ad una situazione di urgenza abbiamo due possibilità. Da una parte viene in nostro soccorso il condizionale, dall’altra l’utilizzo di parole alterate. “Mi scusi, potrei rubarle solo un minuto del suo tempo?” E proviamo a spiegare quanto accaduto senza la pretesa di uno sconto di pena”.

 

 

5) Come dire al tuo capo che dovrebbe essere più gentile?

 

 

“Intanto, i leader gentili permettono ai loro dipendenti di lavorare più volentieri e quindi meglio. In generale, invitiamo coloro che subiscono la mancanza di gentilezza a non amplificare l’accaduto e a non rispondere in modi altrettanto non gentili. Non solo non avrebbero il risultato sperato, ma finirebbero per inasprire la situazione confermando nell’altra persona che quella della “non gentilezza” è l’unica strada possibile. Questo non significa restare in silenzio, al contrario l’invito è quello di far notare il comportamento sbagliato focalizzando l’attenzione sul fatto oggettivo e non sulla persona. Istintivamente si è portati a rivolgere il proprio disprezzo verso la persona, magari utilizzando anche delle parole che feriscono e che non hanno alcun legame con quanto accaduto”.

 

Empatia al centro

Per concludere, dice la Scuola di comunicazione gentile: “Adottare un modello comunicativo basato sulla gentilezza significa cambiare l’approccio alle relazioni, mettendo al centro l’empatia. E, se da una parte è vero che non possiamo prevedere il comportamento degli altri, dall’altra possiamo sicuramente preparare un terreno fertile quando ci troviamo a relazionarci con le altre persone. Bisogna essere gentili, anche quando non si riceve gentilezza, perché in questo modo si fornisce una risposta alternativa alla non gentilezza e si contribuisce a fare cultura”.