Matteo Betti, vittima del “var” della scherma, perde la medaglia di bronzo. “Ora mi concentro sulla gara a squadre”

Sull'11-11 tocca per primo l'avversario, ma i giudici non sentono ragioni. La delusione dei genitori e della moglie a Siena.

Matteo Betti

Arrivato alla semifinale individuale di fioretto grazie alla vittoria contro il polacco Nalewajek per 15-12, perdendo poi l’assalto per la finale con il cinese Sun Gang (4 medaglie a Rio 2016), nella corsa al bronzo contro il russo Nagaev, il senese ha recuperato punto su punto partendo da un parziale di 6-0 fino a rimettersi in gara con l’11-11. Il punto del 11-12, dove l’ anticipo di Betti era netto, è stato invece assegnato al russo dopo la review (la VAR della scherma): una scelta insindacabile ma che ha compromesso il resto dell’assalto.

Matteo ha nascosto la rabbia sotto la maschera e il distacco con il russo è aumentato ancora. La dinamica del punto decisivo era chiara, ma non per i giudici che hanno assegnato la stoccata della vittoria al russo che ha chiuso 15-11.

Tanta amarezza nelle parole dei genitori Eva Kunz Marino Betti che hanno visto la gara in tv insieme alla moglie di Matteo, Giada, e al piccolo Gregorio. Non vogliono commentare perché sanno che Matteo, in silenzio olimpico dal suo arrivo a Tokyo, non vuole mai parlare di responsabilità dell’avversario o tanto meno dei giudici. Con fair play olimpico affida un laconico commento ai social: “La delusione è tanta. Vi ringrazio tutti, vi risponderò uno per uno ma non adesso, abbiamo bisogno di concentrarci sul prossimo obiettivo”.

Adesso l’appuntamento è per la gara a squadre con Marco Cima e Emanuele Lambertini, puntando a replicare il bronzo di Londra 2012 e a riscattare la delusione di Rio 2016.