Messico City, via Colombo il “conquistador”. Al suo posto una statua per le donne indigene

La figura di Colombo viene collegata da molti messicani al periodo di sterminio delle popolazioni indigene. La statua del genovese però non verrà accantonata, come dichiara la sindaca Sheinbaum, ma semplicemente spostata in una location di minor rilievo

A migliaia di chilometri di distanza, ma con la stessa spinta a contrastare il colonialismo bianco e l’eredità della schiavitù, è stata annunciata la rimozione permanente della statua di Cristoforo Colombo da un famoso viale di Messico City, capitale del Messico. Il monumento simbolo del “Paseo de la Reforma”, una delle principali arterie turistiche della metropoli. Onorato per decenni, Colombo sarà sostituito con un memoriale dedicato alle donne indigene locali e al loro contributo alla costruzione della nazione.

Claudia Sheinbaum

Ad annunciare l’estromissione dal centro città del monumento del famoso esploratore italiano è stata la sindaca di sinistra, Claudia Sheinbaum, sottolineando che proprio alle donne indigene “dobbiamo la storia del nostro Paese, della nostra patria. Hanno ricoperto un ruolo fondamentale e hanno ricevuto il minor riconoscimento”. In realtà, al numero 10 del celebre viale, la statua in questione è già stata smontata nel corso del 2020, ufficialmente per lavori di restauro dovuti ai danni subiti durante una marcia per le rivendicazioni dei discendenti dei popoli nativi sterminati nel periodo della colonizzazione europea. Il via ai lavori era stato programmato poco prima del 12 ottobre, giornata nota negli Usa come Colombus Day e in Messico come ‘Giorno della Razza’, che coincide con l’anniversario dell’arrivo di Colombo nelle Americhe, nel 1492.

“Effettivamente è una data molto controversa e si presta ad idee contrastanti e conflitti politici”, aveva dichiarato il presidente Andres Manuel Lopez Obrador al momento della rimozione della statua di Colombo. Molti messicani hanno antenati indigeni e sono ben consapevoli che milioni di loro sono morti per le violenze, le malattie e la povertà patite durante e dopo la conquista spagnola. Anche per questi motivi, sono sorti molti graffiti sulla barriera di metallo allestita sul Paseo de la Riforma, per proteggere il perimetro della statua di Colombo. Per la sindaca Sheinbaum, Colombo è “un grande personaggio internazionale, pertanto la sua statua non sarà messa da parte ma spostata in una location meno importante, in un parco del quartiere di Polanco”. Al suo posto sorgerà ‘Tlali‘, nome del monumento che omaggerà tutte le donne indigene e Madre Terra, e dovrebbe essere inaugurato proprio il 12 ottobre. Secondo il quotidiano El Universal, l’opera realizzata dallo scultore Pedro Reyes raffigurerà una donna Olmec, esponente di una delle più antiche civiltà del “Mesoamerica”, tutt’ora presente in Messico. “E’ molto importante dedicare un monumento alle donne indigene e alla Terra, perché se qualcuno può insegnarci come prenderci cura di questo pianeta, sono i nostri popoli nativi, ed è proprio quello che dobbiamo imparare di nuovo” ha detto Reyes al sito d’informazione messicano.

Nel 2021 ricorre il 700esimo anniversario della fondazione di Tenochtitlan – capitale dell’impero azteco, quella che oggi è Città del Messico – così come il 500esimo anniversario della sua caduta sotto i conquistadores spagnoli e il 200esimo anniversario dell’indipendenza definitiva del Messico dalla Spagna.