Una donna sveglia l’Europa. Roberta Metsola è a Kiev: è la prima leader Ue a visitare l’Ucraina

La presidente del Parlamento europeo è arrivata oggi nella capitale ucraina per portare il sostegno dell'Europa: "Cari amici, vi aiuteremo a ricostruire le vostre città. E continueremo a prenderci cura delle vostre famiglie. Gloria all'Ucraina!"

Una donna sveglia l’Europa. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è a Kiev. È la prima leader europea a visitare l’Ucraina da quando è iniziata la guerra con la Russia lo scorso 24 febbraio. Dopo più di un mese di conflitto alle porte dell’Europa, nessun rappresentante delle istituzioni di Bruxelles si era mai recato in territorio ucraino. Adesso è Roberta Metsola a farsi vera (e unica) portabandiera del sostegno europeo all’Ucraina. Niente annunci, niente dichiarazioni, niente commenti ufficiali. Solo un post sui social: “Sto andando a Kiev”, ha scritto stamani Metsola. Poche chiacchiere.

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, 43 anni, è la prima leader Ue a visitare l’Ucraina da quando è iniziata la guerra lo scorso 24 febbraio (Foto Roberta Metsola / Facebook)

Dopo circa sei ore da quell’annuncio, la presidente del Parlamento europeo ha annunciato con un altro tweet di essere arrivata a Kiev “per dare un messaggio di speranza”. Nel post pubblicato intorno alle 16:00 la presidente Metsola ha condiviso la foto del suo abbraccio Ruslan Stefanchuk, il presidente della Verchovna Rada, il parlamento monocamerale dell’Ucraina. “La resistenza e il coraggio degli ucraini hanno ispirato il mondo. Sono a Kiev per dare un messaggio di speranza. Sono con voi. Grazie Ruslan Stefanchuk per l’invito”, ha scritto Roberta Metsola su Twitter.

L’abbraccio di Roberta Metsola a Ruslan Stefanchuk, il presidente della Verchovna Rada, il parlamento monocamerale dell’Ucraina (Foto Twitter / Roberta Metsola)

Arrivata a Kiev, la presidente del Parlamento europeo ha parlato alla Verchovna Rada, il parlamento ucraino. “Cari amici ucraini – ha dichiarato Roberta Metsola -, presto vi aiuteremo a ricostruire le vostre città. Continueremo a prenderci cura delle vostre famiglie che sono state costrette a fuggire, fino a quando non potranno ritornare in sicurezza”.

Nel discorso agli ucraini, la presidente Metsola ha sottolineato che l’Ue aiuterà l’Ucraina a ricostruire le città distrutte “quando questa illegale, non provocata e non necessaria guerra sarà finita. Abbiamo già provveduto all’assistenza finanziaria, militare e umanitaria. Questo continuerà – ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo – e aumenterà”.

In chiusura del suo discorso, la presidente Metsola ha salutato dicendo in ucraino: “Slava Ukraïni!“. Tradotto: “Gloria all’Ucraina!“.

Non si sa adesso cosa farà in Ucraina la presidente del Parlamento europeo. Quali siano i suoi appuntamenti nella capitale, quali siano i dettagli della sua agenda. Secondo fonti del Parlamento europeo citate da Europa Press, non sono state rilasciate informazioni sulla partenza di Roberta Metsola “per motivi di sicurezza”.

La visita di Roberta Metsola a Kiev arriva in un momento tesissimo del conflitto, nel giorno in cui la capitale ucraina ha lanciato un raid a Belgorod, in Russia. È la prima volta che l’Ucraina colpisce il territorio russo da quando è iniziata l’invasione. E infatti Mosca ha già reagito, sottolineando – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – che l’attacco a Belgorod “peserà sui colloqui”.

La situazione oggi a Kiev è ancora instabile. Nonostante l’annuncio di Mosca di una riduzione delle attività militari nella regione della capitale, il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko ha annunciato – lo riferisce il Guardian – che ancora oggi ci sono “enormi” battaglie a nord e a est della capitale. Ieri, giovedì 31 marzo, il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Mykola Zhirnov, ha riferito – citato dalla Bbc – che “la giornata è trascorsa pacificamente” e che in città le imprese e i servizi hanno ripreso a operare normalmente.

Prima di Roberta Metsola, solo tre altri leader stranieri (tutti uomini) si erano recati a Kiev. Era lo scorso 15 marzo quando i premier di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia si recarono nella capitale ucraina per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, quello ceco Petr Fiala e quello sloveno Janez Janša arrivarono a Kiev dopo un lungo viaggio in treno per portare la solidarietà dell’Europa. Nel corso della visita, il premier polacco sottolineò che l’Europa doveva concedere “rapidamente lo status di candidato dell’Ucraina”, altrimenti “l’Europa deve capire che se perde l’Ucraina, non sarà più la stessa”. Nell’incontro con il presidente Zelensky, il presidente del governo della Repubblica Ceca Petr Fiala affermò che “l’obiettivo principale” della visita a Kiev era quello di dire agli ucraini che “non sono soli”. In risposta, il presidente Zelensky disse che: “La vostra visita a Kiev in questo momento difficile per l’Ucraina è un forte segnale di sostegno. Lo apprezziamo davvero perché non avete paura di nulla e avete paura per la nostra sorte. Ci fidiamo totalmente di questi Paesi – sottolineò Zelensky – e siamo al 100% sicuri che le nostre discussioni raggiungeranno gli obiettivi per il nostro Paese, la nostra sicurezza e il nostro futuro”.