Alpini a Rimini, presentata la prima denuncia per molestie. Bonetti: “Gravissimo e inaccettabile”

Dopo le oltre 150 segnalazioni di abusi pervenute all'associazione 'Non una di meno', una ragazza di 26 anni ha denunciato ai carabinieri di essere stata "circondata e aggredita da tre persone". La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia: "Inaccettabile per le istituzioni"

Alla fine è stata presentata la prima denuncia per molestie all’adunata nazionale degli alpini a Rimini. Martedì 10 maggio ne avevamo parlato qui, sottolineando il fatto che su oltre 150 segnalazioni di presunti abusi verbali e fisici pervenute all’associazione ‘Non una di meno’, nessuna donna aveva sporto denuncia alle forze dell’ordine. E invece nel pomeriggio di martedì una ragazza di 26 anni ha denunciato ai carabinieri di essere stata molestata durante la 93esima adunata nazionale degli alpini, svoltasi a Rimini dal 5 all’8 maggio. “Quanto è accaduto – ha sottolineato la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti – è gravissimo, inaccettabile per le istituzioni”.

La 93esima Adunata nazionale degli alpini si è tenuta a Rimini dal 5 all’8 maggio (Foto Ansa)

Alpini a Rimini, la prima denuncia per molestie

Nel pomeriggio di martedì 10 maggio, una ragazza di 26 anni si è presentata al Comando Stazione dei carabinieri di Rimini Porto per denunciare le molestie ricevute durante l’adunata degli alpini. La giovane, accompagnata da un’amica che ha assistito alla scena e dal proprio avvocato, ha raccontato di essere stata circondata e aggredita da tre persone in mezzo alla folla sabato 7 maggio.

Secondo la denuncia della 26enne, le tre persone l’avrebbero presa per un braccio, strattonata e insultata con frasi dall’esplicito riferimento sessuale. La giovane si è quindi divincolata ed è riuscita a scappare via. La denuncia presentata ai carabinieri di Rimini è al momento contro ignoti e i militari stanno procedendo nelle indagini per il reato di molestie sessuali.

 

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Le oltre 150 segnalazioni di molestie a ‘Non una di meno’

Quello che ha denunciato la ragazza di 26 anni è un racconto molto simile a ciò che centinaia di donne hanno raccontato e segnalato a ‘Non una di meno’ di Rimini. Fischi, urla, cat-calling, proposte oscene, palpeggiamenti, molestie fisiche. Questo ciò che hanno denunciato all’associazione moltissime donne, per lo più giovani ragazze, bariste e cameriere, che stavano lavorando nella riviera romagnola.

Faccio la cameriera e tra ieri e oggi è stato surreale il livello di molestie che ho dovuto sopportare. Gente che allunga le mani, cerca di darti baci sulla guancia dopo averti tolto di forza la mascherina, continui apprezzamenti che passano dal ‘sei bella’ a chiederti che intimo indossi, se lo indossi”, ha raccontato una ragazza all’associazione ‘Non una di meno’ di Rimini. Ma gli esempi e le testimonianze sono tantissime: “Fra ieri e oggi quello che ho subito dagli alpini è svilente per ogni donna. Un alpino ha provato a leccarmi sulla bocca mentre prendevo un ordine al tavolo. Uno mimava un atto sessuale mentre mi giravo per sparecchiare”, ha raccontato un’altra donna.

Elena Bonetti, 48 anni, è ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia (Foto Ansa)

La ministra Bonetti: “Gravissimo e inaccettabile”

Dopo l’intervento del ministro della Difesa Lorenzo Guerini che ha definito “gravissimi” gli episodi segnalati a Rimini, anche la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha definito “gravissimo quanto è accaduto e quanto viene riportato dalla cronaca”. La ministra ha quindi sottolineato a RaiNews24 che è “inaccettabile per le istituzioni e in particolare per uomini che sono e devono essere al servizio dello Stato. L’Italia si fonda sulla piena parità di genere e quindi deve ripudiare con forza quella sub-cultura di prevaricazione del maschile nei confronti del femminile. Quell’utilizzo del femminile come un oggetto che non è davvero compatibile con i principi costituzionali”.

“Quanto emerge – ha ancora sottolineato la ministra Bonetti -, che ovviamente deve essere poi verificato nelle sedi opportune, disegna un quadro gravissimo, di un comportamento di abuso e violenza nei confronti di donne che non è degno di uomini al servizio delle istituzioni e di nessun cittadino. È quanto di più lontano da quanto previsto come elemento costitutivo del Dna democratico e della nostra Costituzione”. “La subcultura di abuso e prevaricazione del maschile rispetto al femminile va non solo ripudiata, ma rimossa. E questo comporta – ha concluso la ministra – anche un rispetto di gesti e comportamenti: ogni forma di negazione di questa dignità è da definirsi una violenza esercitata”.