Mustafa nella casa a Siena, la nuova vita del bambino siriano senza arti ha inizio

La famiglia El Nezzel ha trascorso la prima notte nella nuova dimora in Toscana. Adesso la quarantena, poi le protesi e la riabilitazione a Budrio

Mustafa El Nezzel, il bambino siriano della foto simbolo, è arrivato con la famiglia nella sua nuova casa a Siena. Per tutti loro, il padre Munzir, la madre Zeynep, le due sorelline Nur e Sacide, ha finalmente inizio una nuova vita. Arrivata ieri sera a Roma, all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino con un volo da Istanbul, la famiglia El Nezzel è stata portata a Siena, in Toscana, dove qui è stata accolta in una casa messa a disposizione dalla Caritas dell’Arcidiocesi di Siena. Presto il piccolo Mustafa, 6 anni, nato senza arti per colpa di un bombardamento aereo con armi chimiche in Siria, e il padre Munzir, 35 anni, anche lui mutilato, potranno completamente voltare pagina grazie alle protesi che riceveranno al Centro Protesi Vigorso di Budrio, a Bologna.

Mustafa e il primo giorno nella nuova casa a Siena

Munzir e Mustafa in arrivo a Siena

La speranza di una nuova vita è diventata dunque realtà. La famiglia El Nezzel si è già sistemata nella nuova casa a Siena. Dalle prime foto nella nuova abitazione si possono vedere i volti di Mustafa, Munzir, Zeynep, visibilmente stanchi. Dopo un lungo viaggio, partito da Istanbul, il padre ha comunque la forza di mostrare un sorriso. Anche le due sorelline si divertono, curiose di scoprire ogni angolo di quella nuova casa dove potranno giocare e divertirsi, lontane dall’incubo della guerra e dei bombardamenti. In quella casa la famiglia El Nezzel osserverà per dieci giorni un periodo di quarantena previsto dalle norme anti-Covid. L’Arcidiocesi di Siena fornirà loro, oltre all’abitazione, vitto e i “pocket money”, ossia il sussidio previsto per i rifugiati. È stato inoltre già trovato un mediatore linguistico per aiutare tutta la famiglia a comunicare e ad integrarsi con la comunità senese. E infine, dopo il periodo di quarantena, la Caritas si impegnerà a creare una rete di supporto e di relazioni con il territorio e supporterà la famiglia El Nezzel tramite una cooperativa accreditata nell’apprendimento della lingua italiana.

Protesi in arrivo per il padre Munzir e il piccolo Mustafa

Munzir e Mustafa, la foto-simbolo “Hardship of Life” / Credit Mehmet Aslan

Dopo questo primo periodo nella casa Siena, il piccolo Mustafa e il padre Munzir saranno accompagnati al Centro Protesi Vigorso di Budrio, a Bologna, dove riceveranno le protesi di cui hanno bisogno. Per sostenere le cure, il Siena Awards Festival ha avviato tramite la piattaforma Gofundme una raccolta fondi che in pochissimo tempo è riuscita a raccogliere circa 100mila euro.

Il fotografo della foto simbolo: “Un sogno che si avvera”

È “un sogno che si avvera”, ha commentato il fotografo turco Mehmet Aslan che ha scattato la foto-simbolo “Hardship of life” (La durezza della vita), quella che ritrae il padre Munzir e il piccolo Mustafa insieme e sorridenti. Quella foto venne scatta ad aprile del 2021 nella provincia turca di Hatay, dove la famiglia El Nezzel si stava rifugiando per scappare dai bombardamenti e dalla guerra in Siria. La foto di Mehmet Aslan fece presto il giro del mondo e vinse il prestigioso Siena International Photo Awards (SIPA) 2021. Nel solco del moto di solidarietà che esplose in Italia nei confronti del piccolo Mustafa, fu l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, in coordinamento con la Farnesina, ad attivarsi per rintracciare la famiglia El Nezzel. L’operazione dell’Ambasciata riuscì, la famiglia fu trovata e vennero attivati immediatamente per tutti loro i programmi di accoglienza in Italia. Ieri mattina la famiglia El Nezzel è partita da Istanbul in Turchia ed è arrivata in serata all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, Roma, in serata. Poi il viaggio verso Siena, e finalmente per tutti loro è iniziata una nuova vita.

Le bombe in Siria e la nascita di Mustafa

Il padre Munzir e il piccolo Mustafa / Foto di Mehmet Aslan

Tutto ha inizio nel 2016, quando Munzir e la moglie Zeynep, a quel tempo incinta di Mustafa, si trovavano in un mercato a Idlib, una città della Siria nord-occidentale al confine con la Turchia. Qui una bomba sganciata dagli aerei del regime di Bashar al-Assad colpisce in pieno il mercato e la giovane coppia siriana. Nell’attacco Munzir perde la gamba destra. Sia lui che la moglie vengono trasportati d’urgenza con un’ambulanza in Turchia. I due vengono curati, ma il feto che portava in grembo Zeynep subisce danni irreversibili. Pochi giorni dopo infatti nasce Mustafa, affetto da tetra amelia, una rara e grave malattia che comporta l’assenza degli arti.